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	<title>Wiki GNA - Contributi dell'utente [it]</title>
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	<updated>2026-04-19T13:09:43Z</updated>
	<subtitle>Contributi dell'utente</subtitle>
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		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Compilare_il_MOPR&amp;diff=1580</id>
		<title>Compilare il MOPR</title>
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		<updated>2025-09-13T16:23:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Principale */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Il Modulo di Progetto (MOPR e MOPR GENERICO) ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Il '''MOPR''' (Modulo di Progetto) è pensato per essere applicato in molteplici attività di raccolta dati. Nella sua forma più completa (MOPR) serve a guidare la compilazione del documento di valutazione e a produrre il catalogo dei siti, la carta del potenziale, la carta dell’uso del suolo e la carta del rischio, mentre la versione MOPR GENERICO, con minori obbligatorietà, serve in tutti gli altri casi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;Si precisa che la distinzione tra MOPR e MOPR GENERICO è esclusivamente nella visualizzazione e nella gestione delle obbligatorietà. La compilazione alimenta sempre lo stesso layer, la geometria è una e univoci sono i dati associati.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione parte dal disegno sulla mappa del perimetro di una geometria che '''deve comprendere l’intera area di studio (buffer)''' all’interno della quale è stato effettuato il censimento, qualunque sia lo scopo della raccolta dei dati. L'area, pur essendo più vasta rispetto all’area direttamente interessata dalle lavorazioni, deve essere ragionevolmente circoscritta da parte degli uffici competenti, ove non stabilita per legge (ad es., per gli impianti eolici, dalle linee guida di cui al D.M. MiSE 10/09/2010): è infatti opportuno che l’estensione di tale area non sia eccessiva, per non porre in capo al professionista o alla ditta incaricata e/o al committente l’onere, in termini di tempi e costi, di uno studio territoriale non focalizzato sul rischio connesso al progetto dell’opera, fine primario della norma in oggetto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;'''ATTENZIONE''': nel caso il progetto in esame che interessi territori di competenza di più SABAP è necessario compilare un Template per ogni ente. Si raccomanda di utilizzare sempre lo stesso codice progetto con un _1 ecc. in modo da mantenere il legame tra le diverse parti. Nel campo ECP potranno comunque essere indicati tutte le SABAP coinvolte.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il salvataggio della geometria (con il pulsante destro del mouse) attiva l’apertura di una maschera in cui sono raccolte le diverse informazioni suddivise in pagine navigabili dai tab posti nella parte superiore della scheda. Tutti i campi obbligatori, necessari al salvataggio e alla chiusura della scheda, hanno il titolo in rosso, sono contrassegnati da un asterisco e sono evidenziati da un colore di fondo arancio. Alcuni campi obbligatori sono precompilati e possono essere modificabili (ad esempio AMA – Ambito di applicazione o GEL – Tipo di localizzazione) o bloccati e non visibili (ad esempio AMB – Ambito di tutela del MiC).&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il modulo che si apre all’inserimento della geometria permette di descrivere l’opera in progetto e l’area presa in esame per lo studio in tutte le loro parti, sia come dati intrinsechi della scheda che come dati inseriti nel layer collegati (''MOSI'', ''RCG'', ''DSC'', ''VRP'', ''VRD'').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Principale =&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: left&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Identificazione'''||  ||  ||  ||  || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| CD ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || EMC || ||Enti MiC coinvolti|| 25 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt; Inserire la sigla dell'Ente MiC secondo la denominazione ufficiale (SABAP-FG, SABAP-Lazio, SABAP-VE-Met, etc); nel caso nel progetto siano coinvolti più Enti MiC separare le diverse occorrenze con un punto e virgola e un spazio (; )&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || ERP || ||Ente responsabile del progetto|| 250 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;nel caso nel progetto siano coinvolti più Enti responsabili separare le diverse occorrenze con un punto e virgola e un spazio (; ). &lt;br /&gt;
'''il campo è facoltativo in caso di compilazione di MOPR GENERICO'''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CPR || ||Codice progetto|| 150 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo CPR va compilato con il CUP (nel caso sia disponibile ) oppure va costruito nel seguente modo:&lt;br /&gt;
* acronimo dell’ente + anno + [[Il_progetto#Il_codice_personale|'''codice professionista/ditta''']] + numero progressivo (Es. SABAP-FI_2022_00020-MS_000043)&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;nel caso con un unico CUP si identifichino molteplici interventi si consiglia di compilare un MOPR per ogni singolo intervento, creando dei CPR costruiti con CUP_numero progressivo oppure inserendo i codici creati come indicato e riportando il CUP nelle note&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| OG ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || AMA ||  ||Ambito di applicazione|| 50 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;permette di scegliere, da un [[Vocabolario AMA|'''menu a tendina''']], l'ambito di applicazione della tutela del MiC al quale si riferisce il progetto, ovverosia il tipo di attività che si deve svolgere e per la quale si sta compilando il MOPR.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || OGN ||  ||Denominazione || 500 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;va compilato con il nome del progetto. Si raccomanda però l'uso di denominazioni il più possibile sintetiche, abbreviando nel caso di nomi troppo lunghi&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || OGM ||  ||Modalità di individuazione || 250 || sì || sì||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;Il campo deve essere valorizzato indicando le fonti informative utilizzate per la raccolta dei dati che saranno inseriti nei relativi MOSI; il campo è gestito da un [[Vocabolario OGM|'''vocabolario''']] che permette la scelta multipla&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Localizzazione'''||  ||  ||  ||  || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| LC ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || LCR || ||Regione || 25 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila all'inserimento della geometria, sulla base del [https://www.istat.it/it/archivio/222527 '''layer ISTAT'''] aggiornato all'anno in corso. In [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''casi particolari''']], il campo è modificabile sulla base di un menu a tendina &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || LCP ||  ||Provincia || 2 || sì || sì||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila all'inserimento della geometria, sulla base del [https://www.istat.it/it/archivio/222527 '''layer ISTAT'''] aggiornato all'anno in corso. In [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''casi particolari''']], il campo è modificabile sulla base di un menu a tendina già filtrato sulla regione scelta&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || LCC ||  ||Comune || 100 || sì || sì||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila all'inserimento della geometria, sulla base del [https://www.istat.it/it/archivio/222527 '''layer ISTAT'''] aggiornato all'anno in corso. In [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''casi particolari''']], il campo è modificabile sulla base di un menu a tendina già filtrato sulla provincia scelta&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Georeferenziazione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| GE ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| || GEL ||  ||Tipo di localizzazione || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un menu a tendina, permette di precisare il tipo di localizzazione sulla base di tre occorrenze: &lt;br /&gt;
* ''localizzazione fisica'' (predefinito, ma modificabile) &lt;br /&gt;
* ''localizzazione sovracomunale'', da utilizzare quando una geometria poligonale o lineare si trova a a cavallo tra più comuni. Poiché il sistema inserisce un comune solo è possibile così dare conto di una situazione più complessa; i nomi di tutti i comuni trovano posto nel campo note GEN&lt;br /&gt;
* ''localizzazione sommersa'', da utilizzare per i siti interamente sommersi&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GPT ||  ||Tecnica di georeferenziazione || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo è obbligatorio e può essere valorizzato scegliendo da un [[GPT|'''menu a tendina''']] le modalità con cui è stata effettuata la georeferenziazione, poiché hanno effetto diretto sul grado di precisione del dato&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GPM ||  ||Grado di precisione del posizionamento|| 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un menu a tendina, serve a descrivere il livello di attendibilità che è possibile attribuire alla geometria inserita sulla base di tre occorrenze:&lt;br /&gt;
* ''posizionamento esatto'', in linea di massima da utilizzare soprattutto per i poligoni, dovrebbe avere un grado di errore trascurabile ai fini della tutela&lt;br /&gt;
* ''posizionamento approssimato''&lt;br /&gt;
* ''posizionamento con rappresentazione simbolica'', da utilizzare quando si faccia riferimento a vecchie notizie o ad altre indicazioni molto generiche e localizzabili solo in maniera estremamente vaga&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  ||  || GPBB ||Base cartografica di riferimento|| 500 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un [[GPBB|'''menu a tendina''']], permette di descrivere la base cartografica utilizzata grazie a un sintetico vocabolario che accorpa per similitudine di scala (ad esempio CTR o CTC o IGM)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GEN ||  ||Note al posizionamento|| 2000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;in questo campo possono essere inserite tutte le note che riguardano la georeferenziazione e che possono aiutare a individuare correttamente sul terreno l'oggetto della scheda&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;inserire qui anche i dettagli utili a definire meglio la base cartografica, come ad esempio:&lt;br /&gt;
* GPBB = ''Carta Tecnica Comunale (CTC)''&lt;br /&gt;
* GEN = ''Comune di Gubbio (2015)''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Dati progetto =&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: left&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''L'opera in progetto'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| OG ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CTG ||  ||Categoria opera || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo è gestito da un [[Vocabolario CTG-OGT|'''vocabolario strutturato su due livelli''']]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || OGT ||  ||Tipo opera || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo è gestito da un [[Vocabolario CTG-OGT|'''vocabolario strutturato su due livelli''']]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || OGF ||  ||Fase di progetto || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare la fase di progetto sulla base di due occorrenze:&lt;br /&gt;
* ''definitivo''&lt;br /&gt;
* ''fattibilità''&lt;br /&gt;
'''il campo è assente in caso di compilazione di MOPR GENERICO'''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || DRL ||  ||Data della relazione archeologica || 10 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;la data della relazione archeologica coincide con la chiusura della redazione del documento&lt;br /&gt;
'''il campo è assente in caso di compilazione di MOPR GENERICO'''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  ||  || RCGD ||Data della campagna di ricognizione || 100 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire il periodo durante il quale è stata effettuata la campagna delle ricognizioni necessarie al documento&lt;br /&gt;
'''il campo non è obbligatorio in caso di compilazione di MOPR GENERICO'''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || DES || ||Descrizione || 10000 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;la compilazione del campo è obbligatoria e deve fare riferimento al disegno di progetto caricato nel Template. È quindi necessario ottenere dall’Ente responsabile del progetto (ERP) il file vettoriale georiferito con il disegno del progetto e delle aree che si prevede saranno oggetto di scavo. È possibile caricare direttamente nel Template file in formato SHP (o altro formato come geoJSON, GPKG ecc.), ma anche file in formato [[Brevi_note_su_QGIS#Caricare_un_DWG/DXF|'''DWG''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;nel campo DES sono previsti 10000 caratteri (spazi compresi) ed è possibile nella compilazione fare riferimento a figure (tavole, immagini ecc.) inserite in fase di stampa del MOPR. Poiché nella stampa non è possibile ottenere lo scorrimento del testo e il box preimpostato permette di inserire due colonne da 5000 caratteri l’una, in fase di compilazione è necessario inserire delle istruzioni [[Brevi_note_su_QGIS#Istruzioni_HTML|'''HTML''']] al superamento dei primi 5000 caratteri. Si raccomanda, nel conto totale, di calcolare anche i caratteri occupati dall'istruzione HTML&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;in caso di compilazione di MOPR GENERICO descrivere comunque brevemente il progetto&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Bibliografia e certificazione dei dati'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Bibliografia'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| DO ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || BIBR ||Abbreviazione || 100 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire le eventuali abbreviazioni (autore+anno) relative all’intero documento di valutazione. Le diverse occorrenze vanno inserite separandole con un punto e virgola seguito da uno spazio (; )&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || BIBM ||Riferimento bibliografico completo|| 1000 ||  ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire la bibliografia necessaria, separando le ripetitività con un punto e virgola e uno spazio (;+spazio). Si raccomanda in particolare di&lt;br /&gt;
* seguire le [http://www.iccd.beniculturali.it/getFile.php?id=6341 '''norme di compilazione (Appendice IV, p. 167)'''] previste per le schede in SiGECweb&lt;br /&gt;
* non scrivere i nomi e/o i titoli tutti in maiuscolo &lt;br /&gt;
* indicare gli autori con ''cognome, nome'' &lt;br /&gt;
* usare per le riviste le abbreviazioni bibliografiche del [https://www.dainst.org/documents/10180/70593/02_Abbreviations+for+Journals_quer.pdf/a82958d5-e5e9-4696-8e1b-c53b5954f52a '''Deutsche Archäologisches Institut Rom (DAI)''']. Nel caso di riviste a diffusione locale non inserite nell'elenco riportare la denominazione per estesi. Nella trattazione di siti molto noti, con vasta bibliografia, scegliere i testi principali, i più autorevoli o quelli che comunque si ritengono più utili, senza puntare a una impossibile esaustività &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''Compilazione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| CM ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CMA || ||Anno di redazione|| 4|| sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare l'anno di redazione del modulo&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || ENTE  ||SABAP di riferimento|| || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;scegliere l'ente di riferimento (SABAP o Parco Archeologico) sulla base della tabella presente nel menu a tendina&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || FUR ||Funzionario responsabile|| 250 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;scegliere il nome del funzionario (o dei funzionari) responsabile sulla base della tabella filtrata (per ente). Nel caso il nome del funzionario non fosse presente è possibile chiederne l'inserimento. Al momento dell'invio a GNA il funzionario riceverà una mail di avviso. È possibile scegliere più funzionari solo all'interno di uno stesso ente&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || ENTE_NOTE || ||Note|| 500 || ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;utilizzare il campo per indicare eventuali altri enti coinvolti nel progetto&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CMC || ||Responsabile della redazione del modulo|| 250 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare il nome del compilatore del modulo nella forma ''Cognome, Nome''. È necessario inserire un nome proprio, senza aggiungere indicazioni di Società/Ditte/Cooperative&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CMR || ||Responsabile dei contenuti|| 250 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare, nella forma ''Cognome, Nome'', il nome del responsabile dei contenuti (es. il professionista che firma il documento di valutazione, il responsabile scientifico di un'indagine ecc.). Nel caso chi redige il modulo coincida con chi produce i contenuti, ripetere in questo campo i dati immessi in CMC. . È necessario inserire un nome proprio, senza aggiungere indicazioni di Società/Ditte/Cooperative&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
|  || ADP || ||Profilo di accesso ai dati|| 1 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il valore di default è 1 ovvero ''Livello basso di riservatezza; l'informazione è liberamente accessibile e riutilizzabile con licenza CC BY''. Nel caso si ritenga che, per motivi di tutela, si debbano applicare maggiori restrizioni alla visibilità è necessario fare una segnalazione al funzionario responsabile&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Altri codici'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| CD ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || ACCE ||Ente/Soggetto responsabile|| 250 || ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;eventuale ente o altro soggetto che abbia codificato lo stesso intervento per cui viene restato il MOPR&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || ACCC ||Codice identificativo|| 150 || ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire esclusivamente il codice&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
|  || || ACCS ||Note|| 2000 || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''Descrizione'''||  ||  ||  ||  || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;compilare i campi cercando di suddividere le informazioni che normalmente vengono inserite nella relazione del documento di valutazione&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;nel caso di compilazione di MOPR GENERICO è comunque possibile utilizzare i campi se utili a descrivere meglio il progetto nel suo complesso&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| CA ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CAE || ||Geomorfologia|| 5000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CAS || ||Caratteri ambientali storici|| 10000 ||  ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CAA || ||Caratteri ambientali attuali|| 10000 ||  ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CAV || ||Sintesi storico archeologica|| 10000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CAN || ||Note|| 2000 ||  ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''Ricognizione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || RCGJ ||Ente schedatore|| 25 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila con ''GNA'', ma è modificabile nel caso la ricognizione abbia già un'Authority File in SiGECweb, '''[[Compilare_il_MOPR#Ricognizione|come descritto qui]]'''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || RCGH ||Codice identificativo|| 100 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila con un codice UUID, ma è modificabile nel caso la ricognizione abbia già un'Authority File in SiGECweb, '''[[Compilare_il_MOPR#Ricognizione|come descritto qui]]'''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caricare i MOSI da GNA. L'uso del plugin==&lt;br /&gt;
''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Sul &amp;lt;i&amp;gt;repository&amp;lt;/i&amp;gt; di plugin per QGIS del GNA è disponibile il &amp;quot;Plugin GNA&amp;quot; che permette di dialogare con il Geoportale per caricare direttamente in QGIS i dati GNA relativi ad un determinato Modulo di Progetto (MOPR) ed di consegnare nel GNA il Modulo di Progetto, in modo che venga rapidamente messo a disposizione di tutti.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'indirizzo del Repository GNA è &amp;quot;https://gna.cultura.gov.it/qgis/plugins/plugins.xml&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Per l'installazione del Plugin GNA in QGIS, seguire i seguenti passi:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Dal menu &amp;quot;Plugins&amp;quot; scegliere la voce &amp;quot;Gestisci e installa&amp;quot;;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
2. Nella finestra Plugin, scegliere la sezione &amp;quot;Impostazioni&amp;quot;;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
3. Fare click sul bottone &amp;quot;Aggiungi&amp;quot; per aggiungere il Repository GNA;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4. Nella finestra &amp;quot;Dettagli repository&amp;quot; inserire le seguenti informazioni e fare clic su OK: &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4.1 Nome: Repository GNA&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
4.2 URL: https://gna.cultura.gov.it/qgis/plugins/plugins.xml&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Plugin1.jpg|500x500px|senza_cornice|centro|alt=Dettagli repository|Dettagli repository]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
5. Verificare che sia stato aggiunto correttamente il Repository e che lo stato sia &amp;quot;connesso&amp;quot;;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Plugin3.jpg|600x600px|senza_cornice|centro|alt=Repository connesso|Repository connesso]]&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
6. Scegliere la sezione &amp;quot;Tutto&amp;quot; e in &amp;quot;cerca&amp;quot; scrivere &amp;quot;gna&amp;quot;, verrà visualizzato il Plugin GNA, fare quindi clic sul bottone &amp;quot;Installa&amp;quot; in basso a destra;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7. Una volta installato e attivato, il Plugin GNA aggiunge in QGIS una voce di menu GNA nel menu Database e mostra una nuova ''toolbar'', dalla quale è possibile avviare le funzioni di scambio di dati dal Geoportale GNA:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Plugin4.jpg|senza_cornice|centro|alt=La Toolbar GNA|La Toolbar GNA]] &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
8. Disegnare il perimetro del MOPR (è necessario che sia presente '''un solo MOPR per ogni Template''') e compilare la scheda per lo meno nelle sue parti obbligatorie e salvare &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
9. Cliccare su ''Avvia importazione'' &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
10. I siti MOSI presenti in GNA verranno importati all'interno del Template, mantenendo tutte le informazioni presenti in GNA (compreso l'identificativo univoco GNA, chiamato &amp;quot;gid&amp;quot;, non modificabile nel Template); invece per quanto riguarda i campi relativi al MOPR ('CPR', 'CMA', 'CMC', 'CMR', 'FUR' e 'MOPR_id') questi verranno automaticamente precompilati con le informazioni inserite dall'utente nel poligono di MOPR:&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Plugin5.jpg|600x600px|senza_cornice|centro|alt=Esempio di risultato di importazione da GNA|Esempio di risultato di importazione da GNA]] &amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
11. L'utente può quindi completare e correggere le informazioni (compresa la geometria) dei Siti MOSI residenti ora nel proprio Template, ad esclusione del campo &amp;quot;gid - Codice univoco GNA&amp;quot;, e decidere se comunicare al GNA queste modifiche indicando &amp;quot;modificato&amp;quot; nel campo &amp;quot;Certificazione e gestione dei dati&amp;quot; --&amp;gt; &amp;quot;GNA - Geoportale Nazionale per l'Archeologia&amp;quot; della scheda MOSI.&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
12. Una volta effettuate tutte le integrazioni dei nuovi Siti MOSI e le eventuali modifiche sui Siti MOSI esistenti in GNA, utilizzando lo stesso plugin è possibile &amp;quot;inviare&amp;quot; i dati direttamente al GNA, per una verifica e successiva pubblicazione dei propri dati nel Portale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Inserire i dati nei layer collegati==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;Si ricorda che prima di inserire geometrie nei layer collegati è necessario salvare la scheda MOPR compilata in tutte le parti obbligatorie (cliccando semplicemente il tasto OK, che diventa attivo solo dopo la compilazione di tutti i campi MOPR obbligatori). '''AVVERTENZA ALLA VERSIONE 1.4''': di seguito si trovano le istruzioni per inserire i dati dei layer collegati dall'interno della scheda MOPR, ma dalla versione 1.4 del Template questo non è più necessario. La condizione indispensabile per attivare i collegamenti tra i layer è che tutte le geometrie &amp;quot;figlie&amp;quot; siano comprese all'interno della geometria &amp;quot;madre&amp;quot; (tutti i MOSI devono ricadere all'interno dei MOPR e così tutti i dettagli delLE ricognizioni devono ricadere all'interno del perimetro della campagna di ricognizione)&amp;lt;/div&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;P&amp;gt;I tab successivi permettono di accedere all’inserimento delle geometrie delle singole emergenze archeologiche (MOSI), della ricognizione (RCG), di scavo (DSC), del potenziale archeologico (VRP) e, in caso di documento di valutazione, delle aree sottoposte a valutazione del rischio (VRD) direttamente dalla scheda del progetto, in modo da imporre l’autocompilazione dei dati comuni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Ricognizione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''ATTENZIONE''': Il sistema propone un codice identificativo univoco automatico (UUID). Il campo è modificabile, ma la modifica va fatta esclusivamente nel caso la ricognizione in oggetto abbia già un authority file in SIGECweb. In tal caso è possibile modificare RCGH inserendo lo stesso codice presente in SIGECweb e contemporaneamente è obbligatorio sostituire anche RCGJ=GNA con RCGJ=codice dell’ente schedatore in SIGECweb. In tutti gli altri casi accettare i valori proposti dal sistema. '''Nel caso si decida di creare un Authority file RCG in SiGECweb dopo averlo creato in GNA, seguire [[RCG in SW|questa procedura]].'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il layer, multipoligonale, è destinato a raccogliere i dati generali della campagna di ricognizione realizzata per la redazione del documento di valutazione ed è strettamente legato al disegno delle geometrie di dettaglio del survey per la composizione della carta dell’uso del suolo. Il layer è anche funzionale all’uso come Authority file in SIGECweb nel caso si registrino informazioni sui materiali raccolti durante il survey con i moduli per l’inventariazione ([http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 '''MINP''']/[http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/234/minv-modulo-per-l-inventariazione-4_01 '''MINV''']).&lt;br /&gt;
Inserendo la geometria della ricognizione dall’interno della scheda del progetto (MOPR) parte dei campi obbligatori risulterà già compilata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;Prima di passare al disegno delle geometrie di dettaglio è necessario compilare e salvare la scheda RCG (un record per ogni MOPR), che identifica la campagna di ricognizione. '''Si raccomanda di NON inserire le parti di dettaglio dall’interno della scheda di progetto ma di riaprire il record dal layer RCG''' o di inserirle direttamente nel layer del dettaglio (ricordandosi di far ricadere le geometrie all'interno del perimetro della campagna di ricognizione); si tratta di un problema di QGIS che è stato risolto nell'ultima release, ma non ancora nella LTR.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per la compilazione si veda il [[RCG multipolygon|'''capitolo dedicato''']].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Scavo===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''ATTENZIONE''': Il sistema propone un codice identificativo univoco automatico (UUID). Il campo è modificabile, ma la modifica va fatta esclusivamente nel caso lo scavo in oggetto abbia già un authority file in SIGECweb. In tal caso è possibile modificare DSCH inserendo lo stesso codice presente in SIGECweb e contemporaneamente è obbligatorio inserire il codice dell’ente schedatore in SIGECweb nel campo DSCF. In tutti gli altri casi accettare i valori proposti dal sistema. '''Nel caso si decida di creare un Authority file RCG in SiGECweb dopo averlo creato in GNA, seguire [[DSC in SW|questa procedura]].'''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer, multipoligonale, è destinato a raccogliere i dati delle indagini archeologiche effettuate nell'area. Il layer è anche funzionale all’uso come Authority file in SIGECweb nel caso si registrino informazioni sui materiali raccolti durante le attività di scavo con i moduli per l’inventariazione ([http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 '''MINP''']/[http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/234/minv-modulo-per-l-inventariazione-4_01 '''MINV''']).&lt;br /&gt;
Inserendo la geometria dell'indagine archeologica dall’interno della scheda del progetto (MOPR) parte dei campi obbligatori risulterà già compilata.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per la compilazione si veda il [[DSC multipolygon|'''capitolo dedicato''']].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===MOSI===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Le geometrie delle emergenze archeologiche devono essere inserite dall’interno della scheda del progetto in modo da ottenere il collegamento automatico al progetto stesso e l’autocompilazione dei campi comuni. Per la compilazione si veda il [[Compilare il MOSI|'''capitolo dedicato''']].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===VRP - Carta del potenziale===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;La scheda permette di inserire i dati relativi a zone, delimitate all’interno dell’area oggetto dello studio, per le quali si forniscono informazioni relative al potenziale archeologico, ovvero la possibilità che un’area conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici, ed è funzionale all'elaborazione della '''Carta del potenziale'''.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| VR ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CPR_MOPR || ||Codice progetto || 150 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo si valorizza automaticamente con il codice del progetto&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| || VRP || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRPR ||Identificativo area|| 250 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire una codifica per le diverse aree di potenziale. Il layer è multipoligonale e permette di inserire in uno stesso record più geometrie con gli stessi attributi&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRPS ||Potenziale - sintesi|| 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;scegliere tra le voci proposte quella che serve a descrivere la valutazione del potenziale, sulla base di cinque lemmi:&lt;br /&gt;
* ''potenziale alto''&lt;br /&gt;
* ''potenziale medio''&lt;br /&gt;
* ''potenziale basso''&lt;br /&gt;
* ''potenziale nullo''&lt;br /&gt;
* ''potenziale non valutabile''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRPV ||Valutazione nell'ambito del contesto|| 5000 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare in maniera discorsiva quali sono gli elementi che hanno portato all’attribuzione del valore del campo precedente VRPS, anche rimandando a caratteristiche, interpretazione e stato di conservazione degli elementi di interesse archeologico schedati all’interno delle medesime aree (MOSI)&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt; &lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il potenziale archeologico è una caratteristica intrinseca dell’area e non muta in relazione alle caratteristiche del progetto o delle lavorazioni previste in una determinata area. Il template prevede che il grado di potenziale archeologico sia quantificato con una scala di 5 gradi: ''alto'', ''medio'', ''basso'', ''nullo'' e ''non valutabile'', secondo i criteri riassunti in questa tabella (Tabella 1, allegata alla circolare DG-ABAP 22/12/2022, n. 53), in cui si forniscono alcune indicazioni utili all’attribuzione di tali valori in relazione a tutti i parametri del contesto oggetto dello studio:&lt;br /&gt;
&amp;lt;/br&amp;gt;  &lt;br /&gt;
[[File:Tabella del potenziale.jpg|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si fa presente che al singolo caso in esame possono essere applicabili anche solo alcune delle casistiche elencate nel prospetto e che le esemplificazioni presentate non sono da ritenersi esaustive, ma offrono esclusivamente un quadro di riferimento. Spetta al professionista fare le necessarie valutazioni, esplicitandole nel paragrafo VRP dei MOSI e sintetizzandole  nel campo VRPV del layer VRP.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si ricorda inoltre che le valutazioni inserite all’interno del layer MOSI sono riferite ai singoli siti/aree/evidenze censiti, mentre il layer VRP serve a delimitare una o più macroaree a&lt;br /&gt;
potenziale omogeneo, individuate proprio a partire dai dati relativi ai singoli MOSI precedentemente censiti.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer è multipoligonale e permette quindi di inserire più poligoni con gli stessi attributi in un unico record (ad esempio tutte le aree in cui si individua un determinato livello di potenziale, con motivazioni simili o assimilabili).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===VRD - Carta del rischio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;La scheda, che permette di inserire i dati relativi alle zone di rischio (tutte le aree in cui sono previsti interventi di scavo), è attiva solo per la versione del MOPR dedicata alla redazione del documento di valutazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| VR ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CPR_MOPR || ||Codice progetto || 150 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo si valorizza automaticamente con il codice del progetto&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| || VRD || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRDR ||Riferimento || 250 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire una codifica per le diverse aree di rischio. Il layer è multipoligonale e permette di inserire in uno stesso record più geometrie con gli stessi attributi (ad esempio tutte le aree in cui si individua un rischio medio con motivazioni simili o assimilabili)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRDS ||Rischio-sintesi|| 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;scegliere tra le voci proposte quella che serve a descrivere il grado di rischio, sulla base di quattro lemmi:&lt;br /&gt;
* ''rischio alto''&lt;br /&gt;
* ''rischio medio''&lt;br /&gt;
* ''rischio basso''&lt;br /&gt;
* ''rischio nullo''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRDN ||Note|| 2000 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;compilare il campo in maniera discorsiva con tutte le informazioni aggiuntive necessarie&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nella Tabella 2 (allegata alla circolare DG-ABAP 22/12/2022, n. 53) si forniscono alcune indicazioni utili all’attribuzione dei valori del rischio in relazione ai parametri della tabella precedente e del contesto oggetto dello studio. A ogni singolo caso possono essere applicabili anche solo alcune delle casistiche presentate nel prospetto e gli esempi presentati offrono esclusivamente un quadro di riferimento non esaustivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le valutazioni del professionista rispetto all'intero progetto dovranno essere esplicitate in maniera discorsiva nel campo VRDN del layer VRD.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:VRD.jpg|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;[[Indice|&amp;lt;font color=&amp;quot;#AE3433&amp;quot;&amp;gt;'''Vai all'Indice''']]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1576</id>
		<title>Istruzioni operative</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1576"/>
		<updated>2025-06-24T14:05:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Istruzioni operative per il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le ricerche archeologiche dirette dal Ministero della Cultura==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; A decorrere dal '''15 aprile 2024''', ai sensi della Circolare della Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio (DG ABAP) n. 9 del 28 marzo 2024, '''è previsto il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le indagini archeologiche a qualsiasi titolo autorizzate dalle Soprintendenze, Uffici periferici del MiC afferenti alla Direzione Generale ABAP''' (archeologia preventiva in tutte le sue fasi, assistenze archeologiche in corso d’opera, nonché tutti gli interventi effettuati nell’ambito di lavori pubblici o privati), ai fini della pubblicazione nel Geoportale. '''A decorrere dal 30 giugno 2024 le medesime previsioni si applicano anche a tutte le indagini archeologiche a qualsiasi titolo autorizzate o direttamente svolte dai Parchi archeologici autonomi e dalle Direzioni Regionali Musei''', ai sensi della Circolare congiunta della Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio (DG ABAP) e della Direzione Generale Musei (DG Mu) n. 22 del 6 giugno 2024. Quanto previsto dalle due Circolari citate si applica alle indagini per le quali le istanze sono state inviate al MiC successivamente alle date di entrate in vigore delle due Circolari, nonché alle procedure o fasi della procedura per le quali sono stati inviati successivamente alla medesima data gli inviti a presentare le offerte o i preventivi per l’effettuazione dei lavori.&lt;br /&gt;
Si forniscono di seguito alcune istruzioni operative per le ditte e i professionisti, delineando il flusso di lavoro per l’elaborazione della documentazione e per il suo invio e rimandando puntualmente, per gli aspetti di dettaglio, alle relative pagine del Manuale wiki GNA.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;L’invio dei dati minimi al GNA '''non sostituisce in alcun modo la consegna della documentazione scientifica dell'intervento''', nei formati digitali e cartacei abitualmente conferiti agli archivi degli Uffici periferici al termine delle attività sul campo e, generalmente, dettagliati sui siti istituzionali delle singole Soprintendenze. Si ribadisce, inoltre, che le citate Circolare DG ABAP n. 9/2024 e DG ABAP-DG MU n.22/2024'''non disciplinano le modalità di consegna delle ricerche svolte in regime di concessione''' ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004, per le quali il conferimento dei dati al MiC è normato dalla Circolare DG ABAP n. 47 del 16 novembre 2022.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''N.B.''' Le indicazioni che seguono '''non sono valide per le Soprintendenze presso le quali siano attivi sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA'''. In tali casi, come esplicitato dalla citata Circolare n. 9/2024, per evitare la duplicazione del lavoro a carico del professionista e il rischio di disallineamento fra banche dati ministeriali, è previsto che le ditte e i professionisti seguano le prassi già in uso e che sia la Soprintendenza stessa a conferire i dati raccolti al GNA, secondo protocolli di interscambio definiti ad hoc. Il successivo paragrafo 5 (''Banche dati federate'') riporta una sintesi, costantemente aggiornata, dei portali locali MiC che conferiscono i dati al GNA. Si invitano pertanto le ditte e i professionisti a consultare sempre la Soprintendenza competente per territorio in merito allo specifico sistema di raccolta e conferimento dei dati.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''1.	SOFTWARE E APPLICATIVI'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’applicativo per l’inserimento dei dati (template GNA) è liberamente scaricabile dal portale GNA, al link (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
Di seguito alcune indicazioni utili:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;per ogni ricerca/ogni pacchetto dati utilizzare un nuovo template, scaricando la versione più recente dal portale;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;consultare sempre la versione online del manuale, evitando di salvarlo in locale, ma facendo riferimento al Manuale wiki GNA accessibile online (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale) o direttamente attraverso il template;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;utilizzare sempre la versione a lungo termine del software QGIS (LTR - long term release) dalla pagina di download ufficiale del progetto (https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2. 	SCARICAMENTO E RIUSO DEI DATI PUBBLICATI SUL PORTALE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati pubblicati sul GNA sono '''liberamente scaricabili''', secondo le modalità dettagliate alla pagina di ''download'' del portale (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
La funzione di scaricamento dei dati è generalmente utile nell’ambito di uno '''studio territoriale''', indipendentemente dalle finalità (archeologia preventiva, redazione di tesi o altre ricerche, etc...). In particolare, nell'ambito delle attività dirette dal MiC e specificamente oggetto delle Circolare  già citate, lo scaricamento dei dati GNA è richiesto in particolare ai fini della redazione della '''relazione di assoggettabilità alla procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico''', per la quale la raccolta dei dati è disciplinata oggi dal DPCM 14 febbraio 2022, per quanto compatibile con il D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e, in particolare, art. 1, c. 2 dell’allegato I.8, come confermato dalla Circolare n. 32/2023.&lt;br /&gt;
I dati possono essere riutilizzati senza modifiche oppure, se si riscontrano errori o imprecisioni nei dati alfanumerici o nel posizionamento, possono essere modificati attraverso il '''“plugin GNA”''', seguendo le istruzioni sulla pagina di download appena citata, nella sezione “Plugin GNA per QGIS” e la pagina dedicata del Manuale wiki GNA: (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.	INSERIMENTO DI DATI DI NUOVA ACQUISIZIONE'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’elaborazione di nuovi dati da pubblicare sul GNA, provenienti da '''ricerche bibliografiche e d’archivio''' ancora non presenti sul portale, o a seguito di '''scavi archeologici, ricerche invasive e non invasive e ricognizioni territoriali''', avviene mediante il '''''template GIS''''', secondo le istruzioni pubblicate sul manuale ''online'' (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.1 Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fase di verifica di assoggettabilità a VPIA (D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 e, relativamente alle modalità di redazione della documentazione, DPCM 14 febbraio 2022) utilizza una '''struttura MOPR apposita''', e prevede la compilazione dei seguenti ''layer'' del ''template'' GIS:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dallo studio di archeologia preventiva; essa corrisponde pertanto all’eventuale buffer previsto da specifiche norme in materia di studi di impatto archeologico in fase di progettazione di grandi opere, e in ogni caso all’area per la quale la Soprintendenza competente richiede l’effettuazione dello studio preliminare ai sensi dell’art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 al D. Lgs 36/2023. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Uno dei campi obbligatori del MOPR è il '''codice progetto (CPR)'''. Per la sua creazione è 	necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere 	richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione dell’area/sito archeologico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''RCG:''' contiene le informazioni relative alle aree sottoposte a ricognizione e la loro rappresentazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Nel caso in cui una ricognizione abbia esito positivo, il sito archeologico individuato, anche se indiziato soltanto dalla presenza di materiale mobile, deve essere descritto tramite una scheda MOSI e rappresentato come un punto/poligono a sé stante, distinto dall’area di ricognizione RCG. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la redazione dello studio di assoggettabilità a VPIA lo standard GNA prevede altresì la redazione dei seguenti elaborati grafici, come descritti dalla Circolare DG ABAP 53/2022:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''Carta del Rischio Archeologico''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''Carta del Potenziale Archeologico''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per visualizzare gli esiti della [[RCG_multipolygon|'''ricognizione territoriale''']], è possibile generare la '''Carta della visibilità delle aree sottoposte a ricognizione.''' la compilazione delle schede di dettaglio della ricognizione genera automaticamente i due layer tematizzati sulla base della copertura del suolo e della visibilità delle singole UR.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.2 	Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Circolare DG ABAP 9/2024 e la Circolare DG ABAP-DG MU n. 22/2024 prevedono l’obbligo di invio al GNA dei dati relativi a qualsiasi nuovo 	scavo/indagine archeologica, ovvero: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''tutte le fasi della procedura di archeologia preventiva''' di cui al D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4, ivi comprese le attività previste dall’art. 1, c. 7 dell’allegato I.8 (carotaggi, prospezioni geofisiche e geochimiche, saggi archeologici, sondaggi e scavi, anche in estensione);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''assistenza archeologica in corso d’opera''', svolta ai sensi dell’art. 1, c. 5 dell’allegato I.8 al D. Lgs. 36/2023;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''qualsiasi indagine archeologica''', indipendentemente dalle finalità e dalle strategie di ricerca adottate, effettuata sotto la '''Direzione Scientifica del Mic'''; restano pertanto escluse le ricerche in concessione ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	lo standard GNA può essere utilizzato, tramite adesione volontaria da parte di singoli studenti/ricercatori o équipe di ricerca, anche per la raccolta dei dati elaborati nell’ambito di un '''progetto di ricerca, tesi o altro studio territoriale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tutti i casi su elencati è prevista la '''compilazione dei seguenti layer del ''template'' GIS''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR (usare il layer definito nel template &amp;quot;MOPR generico&amp;quot;):''' rappresenta l’area vasta interessata dalle indagini di scavo/non invasive oppure dalla ricerca/studio territoriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    N.B. Uno dei campi obbligatori del MOPR è il codice progetto (CPR). Per la sua creazione è necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''DSC:''' rappresenta nel dettaglio le '''aree sottoposte a indagine''' e contiene le informazioni minime dell’intervento; esso deve essere utilizzato anche nel caso di indagini concluse con esito negativo, indipendentemente dalla profondità raggiunta. Il DSC è un layer multipoligonale, e pertanto a una sola scheda DSC possono corrispondere più poligoni, ad esempio per documentare l’estensione esatta di una serie di saggi o trincee eseguite nella stessa occasione e con caratteristiche simili (es. sulla base della profondità raggiunta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione relative all’area/sito archeologico. È possibile rappresentare i rinvenimenti come punti, linee o poligoni: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie puntuali''' è prevista che la raccolta dei dati pregressi d’archivio, sia nell’ambito dell'archeologia preventiva sia in occasione di altre attività di censimento del pregresso, e in ogni caso quando non si disponga di dati certi riguardo al posizionamento/alla planimetria del rinvenimento; &lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie poligonali''', intesa come '''perimetrazione non caratterizzata''' di quanto rinvenuto, è da privilegiare in tutti i casi in cui le caratteristiche planimetriche dei rinvenimenti sono utili sul piano della tutela e su quello della conoscenza (strutture murarie, in particolare complesse, vie di comunicazione, etc.) e laddove si disponga di dati certi, ed è '''obbligatoria nel caso di conferimento dei dati di nuovi interventi di scavo''', per i quali la redazione della scheda avviene contestualmente alla consegna della documentazione all’Ufficio competente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''4.	INVIO DEI DATI AL GNA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine delle attività di ''data-entry'', il compilatore invia i dati al portale mediante la funzione “invia” del ''plugin'' GNA già citato al paragrafo 2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati sono archiviati sul portale e sono in quella fase esclusi dalla visualizzazione pubblica '''online'''. I funzionari competenti per territorio accedono alla documentazione mediante l’applicativo appositamente predisposto (“'''''template Admin'''''”) e possono disporre in qualsiasi momento la '''pubblicazione''' dei dati. È loro facoltà procedere alla '''validazione''' delle schede ricevute.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;'''N.B.''' con il termine &amp;quot;validazione&amp;quot; ci si riferisce esclusivamente alla correttezza formale dei dati e alla loro corrispondenza rispetto allo stato attuale delle conoscenze: si rammenta infatti che, considerate le caratteristiche peculiari della documentazione archeologica, in particolar modo se riferita a rinvenimenti pregressi o a dati d’archivio e bibliografici, i dati descrittivi e geospaziali possono essere sempre soggetti ad approfondimenti e modifiche anche rilevanti, a seguito del progredire degli studi. Pertanto, le schede pubblicate, anche qualora risultino validate, rappresentano esclusivamente la trasposizione su supporto digitale e di libero accesso dei dati disponibili al momento della compilazione del database, e non sostituiscono in alcun modo l’espressione di pareri, nullaosta o altri atti comunque denominati da parte del MiC. Tutte le informazioni in merito al valore meramente informativo e non amministrativo dei dati GNA sono pubblicate nella pagina “Termini e condizioni d’uso” del portale).&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora una scheda contenesse '''gravi imprecisioni''' nei dati alfanumerici e/o topografici, il funzionario può procedere alla sua correzione, pubblicandola poi a proprio nome, oppure escluderla momentaneamente dalla pubblicazione, chiedendo contestualmente la sua rettifica all’autore, da effettuarsi mediante un nuovo invio al GNA.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Allo scadere dei '''30 giorni dall’invio''', tutte le schede non validate e non esplicitamente escluse dalla pubblicazione sono rese '''consultabili e scaricabili sul portale GNA''', con lo status “non validata”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''5.	BANCHE DATI FEDERATE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si elencano di seguito le modalità di interazione fra il GNA e i '''sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA''', in uso presso alcune Soprintendenze, evidenziando le specificità nell’invio dei dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO RAPTOR''' (Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA''': la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3; è previsto che i professionisti continuino a presentare alle Soprintendenze, ai sensi della normativa vigente, richiesta di accesso agli archivi, da effettuarsi attraverso RAPTOR come da procedura già in uso, in modo da consentire all’ufficio periferico di verificare la necessità di accesso agli archivi per l'eventuale integrazione dei dati mancanti e discordanze nell’esportazione/rappresentazione dei dati fra i due sistemi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno inviate al sistema RAPTOR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema RAPTOR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO SITAR''' (Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3. &lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno pubblicate su GNA secondo lo standard nazionale; le medesime schede saranno inoltre inviate al SITAR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, e in seguito pubblicate a seguito di una verifica;   per consentire l’allineamento costante fra i sistemi, il portale SITAR mostrerà su un layer autonomo, sulla propria mappa, il WMS della mappa GNA, così da consentire agli utenti di verificare in tempo reale l’eventuale presenza sul Geoportale di nuovi siti non ancora pubblicati sul SITAR. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema SITAR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO ARCHEODB''' (Geodatabase dei siti oggetto di interventi e/o ritrovamenti archeologici in Emilia-Romagna):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Vocabolario_DTR&amp;diff=1567</id>
		<title>Vocabolario DTR</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Vocabolario_DTR&amp;diff=1567"/>
		<updated>2024-09-20T09:32:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nella struttura del progetto tutti i vocabolari sono numerici, registrati come tali e possono seguire un ordine apparentemente casuale dovuto all'aggiunta di termini nel tempo. Il valore è l'etichetta associata.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di giacimenti paleontologici riferibili a periodi precedenti il Paleolitico, utilizzare il lemma ''Ere geologiche'', specificando poi nelle note le differenti ere (Archeano, Proterozoico, Fanerozoico, con eventuali maggiori dettagli).&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Con la versione '''1.4.2''' la registrazione dei riferimenti cronologici è stata modificata con l'obiettivo di avere indicazioni assolute che siano comprensibili indipendentemente dalla conoscenza di riferimenti culturali o di denominazioni convenzionali. Tuttavia, se la cronologia inserita corrisponde a un periodo in qualche modo definito in bibliografia (''facies di Monte Claro'', ''età di Pirro'', ''Facies di Golasecca''), l'utente può inserirne il nome in un campo testuale dedicato ('''DTT'''), insieme a un riferimento bibliografico/fonte ''autorevole''. In questo modo, pur non rinunciando alla cronologia assoluta, necessaria per le ricerche sull'intera banca dati, il GNA promuove la costruzione di un thesaurus di definizioni cronologico/culturali, primo passo per contribuire ai gazetteer internazionali (l'esempio più noto è il progetto [https://perio.do/en/ '''PeriodO''']), in cui oggi tali definizioni non sono attestate. &lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable sortable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! DTR_chiave !! DTR_valore !! Data inizio !! Data fine&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 32 || Ere geologiche || -2000000000 || -20000000&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 1 || Paleolitico inferiore || -2000000 || -200000&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 2 || Paleolitico medio || -300000 || -35000&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 3 || Paleolitico superiore || -43000 || -8000&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 4 || Mesolitico || -10000 || -6000&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 5 || Neolitico || -7000 || -3400&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 6 || Età dei Metalli || -3600 || -900&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 7 || Età del Rame || -3600 || -2200&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 8 || Età del Bronzo || -2300 || -900&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 9 || Età del Ferro || -1000 || -100&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 10 || Età Arcaica || -800 || -509&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 11 || Età Romana || -753 || 476&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 12 || Età Romano repubblicana ||-508 || -28&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 13 || Età Romano imperiale || -27 || 476&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 14 || Età Tardoantica || 300 || 568&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 15 || Età Medievale || 569 || 1399&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 16 || Età Altomedievale || 569 || 999&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 22 || Età Pienomedievale || 1001  || 1300&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 17 || Età Bassomedievale || 1301 || 1492&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 18 || Prima età moderna || 1501 || 1789&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 19 || Età Moderna || 1600 || 1799&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 20 || Età Contemporanea || 1800 || 2050&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 21 || non determinabile || 0  || 0&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| 24 || non rilevabile per assenza di tracce archeologiche || 0 || 0&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;html&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;a href=&amp;quot;javascript:history.go(-1)&amp;quot;&amp;gt;Torna indietro&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;/html&amp;gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1566</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1566"/>
		<updated>2024-09-13T10:36:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che altrimenti, a causa di quelle che sono le modalità e i tempi di acquisizione, resterebbero in molti casi completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un [[Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin|'''plugin dedicato''']] che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presenti in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire l'insieme delle aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[RCG_multipolygon#Zone_di_dettaglio_(UR)|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
* Collegamento a un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Tabelle&amp;lt;/b&amp;gt; che contengono i vocabolari e vengono richiamate nel Template in formato JSON dal server WEB del GNA ogni volta che viene aperto il progetto e non più direttamente dal geodatabase, risolvendo problemi di performance e di rete: per avere le tabelle sempre aggiornate è quindi consigliabile chiudere il progetto per lo meno a fine giornata e non lasciarlo aperto per più giorni di seguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio, '''che necessitano sempre di un ricontrollo prima dell'utilizzo'''. Si raccomanda di riportare nell'apposito campo del MOSI (Codice sito censimento (CCO) il riferimento alla scheda del Censimento. &lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;p&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare indagini svolte con esito negativo. In tal caso, è fondamentale distinguere tra indagini che non hanno dato luogo a rinvenimenti, ma in cui i lavori hanno intaccato solo strati antropici, e le indagini che hanno raggiunto con certezza il livello del suolo naturale.&lt;br /&gt;
Tutte le indagini di scavo vengono rappresentate tramite il layer DSC, che indica l'esatta estensione dell'area indagata e nel quale è previsto un campo apposito per registrare l'esito, positivo o negativo, dello scavo. Nel layer DSC è inoltre necessario indicare la quota di fine scavo ed è possibile indicare l'eventuale presenza di materiali archeologici in giacitura secondaria (in particolare negli strati di riporto moderno o contemporaneo). Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico layer DSC multi-poligonale. &lt;br /&gt;
Qualora gli scavi abbiano raggiunto il livello sterile, è inoltre possibile compilare le aree indagate fino al livello geologico un layer MOSI negativo (OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt;). La redazione di un layer MOSI negativo deve essere preceduta da una accurata valutazione, condotta anche sulla base dei dati geologici e geo-pedologici, sulla quota dello strato non antropico, nonché sulla natura e le alterazioni subite dai riporti. Tale valutazione deve essere particolarmente accurata soprattutto in aree caratterizzate da strati di natura alluvionale, in cui livelli privi di materiale antropico, anche di elevato spessore, possono coprire i livelli antropici antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.34 Prizren]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati). La prossima LTR (3.40) sarà rilasciata a febbraio 2025.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare=== &lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nel SR ('''EPSG:3857''') appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 ('''EPSG:7030''')). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi che le proprietà del progetto siano settate nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su altro Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche arrivare a 2 metri. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1565</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1565"/>
		<updated>2024-09-12T13:31:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Dati negativi e assenza di ritrovamenti */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che altrimenti, a causa di quelle che sono le modalità e i tempi di acquisizione, resterebbero in molti casi completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un [[Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin|'''plugin dedicato''']] che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presenti in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire l'insieme delle aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[RCG_multipolygon#Zone_di_dettaglio_(UR)|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
* Collegamento a un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Tabelle&amp;lt;/b&amp;gt; che contengono i vocabolari e vengono richiamate nel Template in formato JSON dal server WEB del GNA ogni volta che viene aperto il progetto e non più direttamente dal geodatabase, risolvendo problemi di performance e di rete: per avere le tabelle sempre aggiornate è quindi consigliabile chiudere il progetto per lo meno a fine giornata e non lasciarlo aperto per più giorni di seguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio, '''che necessitano sempre di un ricontrollo prima dell'utilizzo'''. Si raccomanda di riportare nell'apposito campo del MOSI (Codice sito censimento (CCO) il riferimento alla scheda del Censimento. &lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;p&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare indagini svolte con esito negativo. In tal caso, è fondamentale distinguere tra indagini che non hanno dato luogo a rinvenimenti, ma in cui i lavori hanno intaccato solo strati antropici, e le indagini che hanno raggiunto con certezza il livello del suolo naturale.&lt;br /&gt;
Tutte le indagini di scavo vengono rappresentate tramite il layer DSC, che indica l'esatta estensione dell'area indagata e nel quale è previsto un campo apposito per registrare l'esito, positivo o negativo, dello scavo. Nel layer DSC è inoltre necessario indicare la quota di fine scavo ed è possibile indicare l'eventuale presenza di materiali archeologici in giacitura secondaria (in particolare negli strati di riporto moderno o contemporaneo). Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico layer DSC multi-poligonale. &lt;br /&gt;
Qualora gli scavi abbiano raggiunto il livello sterile, è inoltre possibile compilare le aree indagate fino al livello geologico un layer MOSI negativo (OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt;). La redazione di un layer MOSI negativo deve essere preceduta da una accurata valutazione, condotta anche sulla base dei dati geologici e geo-pedologici, sulla quota dello strato non antropico, nonché sulla natura e le alterazioni subite dai riporti. Tale valutazione deve essere particolarmente accurata soprattutto in aree caratterizzate da strati di natura alluvionale, in cui livelli privi di materiale antropico, anche di elevato spessore, possono coprire i livelli antropici antichi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.34 Prizren]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati). La prossima LTR (3.40) sarà rilasciata a febbraio 2025.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare=== &lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1535</id>
		<title>Istruzioni operative</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1535"/>
		<updated>2024-07-03T22:49:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Istruzioni operative per il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le ricerche archeologiche dirette dal Ministero della Cultura==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; A decorrere dal '''15 aprile 2024''', ai sensi della Circolare della Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio (DG ABAP) n. 9 del 28 marzo 2024, '''è previsto il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le indagini archeologiche a qualsiasi titolo autorizzate dalle Soprintendenze, Uffici periferici del MiC afferenti alla Direzione Generale ABAP''' (archeologia preventiva in tutte le sue fasi, assistenze archeologiche in corso d’opera, nonché tutti gli interventi effettuati nell’ambito di lavori pubblici o privati), ai fini della pubblicazione nel Geoportale. '''A decorrere dal 30 giugno 2024 le medesime previsioni si applicano anche a tutte le indagini archeologiche a qualsiasi titolo autorizzate o direttamente svolte dai Parchi archeologici autonomi e dalle Direzioni Regionali Musei''', ai sensi della Circolare congiunta della Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio (DG ABAP) e della Direzione Generale Musei (DG Mu) n. 22 del 6 giugno 2024. Quanto previsto dalle due Circolari citate si applica alle indagini per le quali le istanze sono state inviate al MiC successivamente alle date di entrate in vigore delle due Circolari, nonché alle procedure o fasi della procedura per le quali sono stati inviati successivamente alla medesima data gli inviti a presentare le offerte o i preventivi per l’effettuazione dei lavori.&lt;br /&gt;
Si forniscono di seguito alcune istruzioni operative per le ditte e i professionisti, delineando il flusso di lavoro per l’elaborazione della documentazione e per il suo invio e rimandando puntualmente, per gli aspetti di dettaglio, alle relative pagine del Manuale wiki GNA.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;L’invio dei dati minimi al GNA '''non sostituisce in alcun modo la consegna della documentazione scientifica dell'intervento''', nei formati digitali e cartacei abitualmente conferiti agli archivi degli Uffici periferici al termine delle attività sul campo e, generalmente, dettagliati sui siti istituzionali delle singole Soprintendenze. Si ribadisce, inoltre, che le citate Circolare DG ABAP n. 9/2024 e DG ABAP-DG MU n.22/2024'''non disciplinano le modalità di consegna delle ricerche svolte in regime di concessione''' ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004, per le quali il conferimento dei dati al MiC è normato dalla Circolare DG ABAP n. 47 del 16 novembre 2022.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''N.B.''' Le indicazioni che seguono '''non sono valide per le Soprintendenze presso le quali siano attivi sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA'''. In tali casi, come esplicitato dalla citata Circolare n. 9/2024, per evitare la duplicazione del lavoro a carico del professionista e il rischio di disallineamento fra banche dati ministeriali, è previsto che le ditte e i professionisti seguano le prassi già in uso e che sia la Soprintendenza stessa a conferire i dati raccolti al GNA, secondo protocolli di interscambio definiti ad hoc. Il successivo paragrafo 5 (''Banche dati federate'') riporta una sintesi, costantemente aggiornata, dei portali locali MiC che conferiscono i dati al GNA. Si invitano pertanto le ditte e i professionisti a consultare sempre la Soprintendenza competente per territorio in merito allo specifico sistema di raccolta e conferimento dei dati.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''1.	SOFTWARE E APPLICATIVI'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’applicativo per l’inserimento dei dati (template GNA) è liberamente scaricabile dal portale GNA, al link (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
Di seguito alcune indicazioni utili:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;per ogni ricerca/ogni pacchetto dati utilizzare un nuovo template, scaricando la versione più recente dal portale;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;consultare sempre la versione online del manuale, evitando di salvarlo in locale, ma facendo riferimento al Manuale wiki GNA accessibile online (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale) o direttamente attraverso il template;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;utilizzare sempre la versione a lungo termine del software QGIS (LTR - long term release) dalla pagina di download ufficiale del progetto (https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2. 	SCARICAMENTO E RIUSO DEI DATI PUBBLICATI SUL PORTALE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati pubblicati sul GNA sono '''liberamente scaricabili''', secondo le modalità dettagliate alla pagina di ''download'' del portale (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
La funzione di scaricamento dei dati è generalmente utile nell’ambito di uno '''studio territoriale''', indipendentemente dalle finalità (archeologia preventiva, redazione di tesi o altre ricerche, etc...). In particolare, nell'ambito delle attività dirette dal MiC e specificamente oggetto delle Circolare  già citate, lo scaricamento dei dati GNA è richiesto in particolare ai fini della redazione della '''relazione di assoggettabilità alla procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico''', per la quale la raccolta dei dati è disciplinata oggi dal DPCM 14 febbraio 2022, per quanto compatibile con il D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e, in particolare, art. 1, c. 2 dell’allegato I.8, come confermato dalla Circolare n. 32/2023.&lt;br /&gt;
I dati possono essere riutilizzati senza modifiche oppure, se si riscontrano errori o imprecisioni nei dati alfanumerici o nel posizionamento, possono essere modificati attraverso il '''“plugin GNA”''', seguendo le istruzioni sulla pagina di download appena citata, nella sezione “Plugin GNA per QGIS” e la pagina dedicata del Manuale wiki GNA: (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.	INSERIMENTO DI DATI DI NUOVA ACQUISIZIONE'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’elaborazione di nuovi dati da pubblicare sul GNA, provenienti da '''ricerche bibliografiche e d’archivio''' ancora non presenti sul portale, o a seguito di '''scavi archeologici, ricerche invasive e non invasive e ricognizioni territoriali''', avviene mediante il '''''template GIS''''', secondo le istruzioni pubblicate sul manuale ''online'' (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.1 Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fase di verifica di assoggettabilità a VPIA (D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 e, relativamente alle modalità di redazione della documentazione, DPCM 14 febbraio 2022) utilizza una '''struttura MOPR apposita''', e prevede la compilazione dei seguenti ''layer'' del ''template'' GIS:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dallo studio di archeologia preventiva; essa corrisponde pertanto all’eventuale buffer previsto da specifiche norme in materia di studi di impatto archeologico in fase di progettazione di grandi opere, e in ogni caso all’area per la quale la Soprintendenza competente richiede l’effettuazione dello studio preliminare ai sensi dell’art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 al D. Lgs 36/2023. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Uno dei campi obbligatori del MOPR è il '''codice progetto (CPR)'''. Per la sua creazione è 	necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere 	richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione dell’area/sito archeologico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''RCG:''' contiene le informazioni relative alle aree sottoposte a ricognizione e la loro rappresentazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Nel caso in cui una ricognizione abbia esito positivo, il sito archeologico individuato, anche se indiziato soltanto dalla presenza di materiale mobile, deve essere descritto tramite una scheda MOSI e rappresentato come un punto/poligono a sé stante, distinto dall’area di ricognizione RCG. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la redazione dello studio di assoggettabilità a VPIA lo standard GNA prevede altresì la redazione dei seguenti elaborati grafici, come descritti dalla Circolare DG ABAP 53/2022:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''Carta del Rischio Archeologico''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''Carta del Potenziale Archeologico''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per visualizzare gli esiti della [[RCG_multipolygon|'''ricognizione territoriale''']], è possibile generare la '''Carta della visibilità delle aree sottoposte a ricognizione.''' la compilazione delle schede di dettaglio della ricognizione genera automaticamente i due layer tematizzati sulla base della copertura del suolo e della visibilità delle singole UR.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.2 	Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Circolare DG ABAP 9/2024 e la Circolare DG ABAP-DG MU n. 22/2024 prevedono l’obbligo di invio al GNA dei dati relativi a qualsiasi nuovo 	scavo/indagine archeologica, ovvero: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''tutte le fasi della procedura di archeologia preventiva''' di cui al D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4, ivi comprese le attività previste dall’art. 1, c. 7 dell’allegato I.8 (carotaggi, prospezioni geofisiche e geochimiche, saggi archeologici, sondaggi e scavi, anche in estensione);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''assistenza archeologica in corso d’opera''', svolta ai sensi dell’art. 1, c. 5 dell’allegato I.8 al D. Lgs. 36/2023;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''qualsiasi indagine archeologica''', indipendentemente dalle finalità e dalle strategie di ricerca adottate, effettuata sotto la '''Direzione Scientifica del Mic'''; restano pertanto escluse le ricerche in concessione ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	lo standard GNA può essere utilizzato, tramite adesione volontaria da parte di singoli studenti/ricercatori o équipe di ricerca, anche per la raccolta dei dati elaborati nell’ambito di un '''progetto di ricerca, tesi o altro studio territoriale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tutti i casi su elencati è prevista la '''compilazione dei seguenti layer del ''template'' GIS''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dalle indagini di scavo/non invasive oppure dalla ricerca/studio territoriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    N.B. Uno dei campi obbligatori del MOPR è il codice progetto (CPR). Per la sua creazione è necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''DSC:''' rappresenta nel dettaglio le '''aree sottoposte a indagine''' e contiene le informazioni minime dell’intervento; esso deve essere utilizzato anche nel caso di indagini concluse con esito negativo, indipendentemente dalla profondità raggiunta. Il DSC è un layer multipoligonale, e pertanto a una sola scheda DSC possono corrispondere più poligoni, ad esempio per documentare l’estensione esatta di una serie di saggi o trincee eseguite nella stessa occasione e con caratteristiche simili (es. sulla base della profondità raggiunta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione relative all’area/sito archeologico. È possibile rappresentare i rinvenimenti come punti, linee o poligoni: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie puntuali''' è prevista che la raccolta dei dati pregressi d’archivio, sia nell’ambito dell'archeologia preventiva sia in occasione di altre attività di censimento del pregresso, e in ogni caso quando non si disponga di dati certi riguardo al posizionamento/alla planimetria del rinvenimento; &lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie poligonali''', intesa come '''perimetrazione non caratterizzata''' di quanto rinvenuto, è da privilegiare in tutti i casi in cui le caratteristiche planimetriche dei rinvenimenti sono utili sul piano della tutela e su quello della conoscenza (strutture murarie, in particolare complesse, vie di comunicazione, etc.) e laddove si disponga di dati certi, ed è '''obbligatoria nel caso di conferimento dei dati di nuovi interventi di scavo''', per i quali la redazione della scheda avviene contestualmente alla consegna della documentazione all’Ufficio competente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''4.	INVIO DEI DATI AL GNA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine delle attività di ''data-entry'', il compilatore invia i dati al portale mediante la funzione “invia” del ''plugin'' GNA già citato al paragrafo 2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati sono archiviati sul portale e sono in quella fase esclusi dalla visualizzazione pubblica '''online'''. I funzionari competenti per territorio accedono alla documentazione mediante l’applicativo appositamente predisposto (“'''''template Admin'''''”) e possono disporre in qualsiasi momento la '''pubblicazione''' dei dati. È loro facoltà procedere alla '''validazione''' delle schede ricevute.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;'''N.B.''' con il termine &amp;quot;validazione&amp;quot; ci si riferisce esclusivamente alla correttezza formale dei dati e alla loro corrispondenza rispetto allo stato attuale delle conoscenze: si rammenta infatti che, considerate le caratteristiche peculiari della documentazione archeologica, in particolar modo se riferita a rinvenimenti pregressi o a dati d’archivio e bibliografici, i dati descrittivi e geospaziali possono essere sempre soggetti ad approfondimenti e modifiche anche rilevanti, a seguito del progredire degli studi. Pertanto, le schede pubblicate, anche qualora risultino validate, rappresentano esclusivamente la trasposizione su supporto digitale e di libero accesso dei dati disponibili al momento della compilazione del database, e non sostituiscono in alcun modo l’espressione di pareri, nullaosta o altri atti comunque denominati da parte del MiC. Tutte le informazioni in merito al valore meramente informativo e non amministrativo dei dati GNA sono pubblicate nella pagina “Termini e condizioni d’uso” del portale).&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora una scheda contenesse '''gravi imprecisioni''' nei dati alfanumerici e/o topografici, il funzionario può procedere alla sua correzione, pubblicandola poi a proprio nome, oppure escluderla momentaneamente dalla pubblicazione, chiedendo contestualmente la sua rettifica all’autore, da effettuarsi mediante un nuovo invio al GNA.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Allo scadere dei '''30 giorni dall’invio''', tutte le schede non validate e non esplicitamente escluse dalla pubblicazione sono rese '''consultabili e scaricabili sul portale GNA''', con lo status “non validata”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''5.	BANCHE DATI FEDERATE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si elencano di seguito le modalità di interazione fra il GNA e i '''sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA''', in uso presso alcune Soprintendenze, evidenziando le specificità nell’invio dei dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO RAPTOR''' (Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA''': la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3; è previsto che i professionisti continuino a presentare alle Soprintendenze, ai sensi della normativa vigente, richiesta di accesso agli archivi, da effettuarsi attraverso RAPTOR come da procedura già in uso, in modo da consentire all’ufficio periferico di verificare la necessità di accesso agli archivi per l'eventuale integrazione dei dati mancanti e discordanze nell’esportazione/rappresentazione dei dati fra i due sistemi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno inviate al sistema RAPTOR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema RAPTOR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO SITAR''' (Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3. &lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno pubblicate su GNA secondo lo standard nazionale; le medesime schede saranno inoltre inviate al SITAR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, e in seguito pubblicate a seguito di una verifica;   per consentire l’allineamento costante fra i sistemi, il portale SITAR mostrerà su un layer autonomo, sulla propria mappa, il WMS della mappa GNA, così da consentire agli utenti di verificare in tempo reale l’eventuale presenza sul Geoportale di nuovi siti non ancora pubblicati sul SITAR. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema SITAR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO ARCHEODB''' (Geodatabase dei siti oggetto di interventi e/o ritrovamenti archeologici in Emilia-Romagna):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1532</id>
		<title>Istruzioni operative</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1532"/>
		<updated>2024-05-02T10:35:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Istruzioni operative per il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le ricerche archeologiche dirette dal Ministero della Cultura==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; A decorrere dal '''15 aprile 2024''', ai sensi della Circolare della Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio (DG ABAP) n. 9 del 28 marzo 2024, '''è previsto il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le indagini archeologiche a qualsiasi titolo autorizzate dal MiC''' (archeologia preventiva in tutte le sue fasi, assistenze archeologiche in corso d’opera, nonché tutti gli interventi effettuati nell’ambito di lavori pubblici o privati), ai fini della pubblicazione nel Geoportale. Tale previsione si applica alle indagini per le quali le istanze sono state inviate al MiC successivamente a tale data, nonché alle procedure o fasi della procedura per le quali sono stati inviati successivamente a tale data gli inviti a presentare le offerte o i preventivi per l’effettuazione dei lavori.&lt;br /&gt;
Si forniscono di seguito alcune istruzioni operative per le ditte e i professionisti, delineando il flusso di lavoro per l’elaborazione della documentazione e per il suo invio e rimandando puntualmente, per gli aspetti di dettaglio, alle relative pagine del Manuale wiki GNA.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;L’invio dei dati minimi al GNA '''non sostituisce in alcun modo la consegna della documentazione scientifica dell'intervento''', nei formati digitali e cartacei abitualmente conferiti agli archivi degli Uffici periferici al termine delle attività sul campo e, generalmente, dettagliati sui siti istituzionali delle singole Soprintendenze. Si ribadisce, inoltre, che la citata Circolare DG ABAP n. 9/2024 '''non disciplina le modalità di consegna delle ricerche svolte in regime di concessione''' ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004, per le quali il conferimento dei dati al MiC è normato dalla Circolare DG ABAP n. 47 del 16 novembre 2022.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''N.B.''' Le indicazioni che seguono '''non sono valide per le Soprintendenze presso le quali siano attivi sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA'''. In tali casi, come esplicitato dalla citata Circolare, per evitare la duplicazione del lavoro a carico del professionista e il rischio di disallineamento fra banche dati ministeriali, è previsto che le ditte e i professionisti seguano le prassi già in uso e che sia la Soprintendenza stessa a conferire i dati raccolti al GNA, secondo protocolli di interscambio definiti ad hoc. Il successivo paragrafo 5 (''Banche dati federate'') riporta una sintesi, costantemente aggiornata, dei portali locali MiC che conferiscono i dati al GNA. Si invitano pertanto le ditte e i professionisti a consultare sempre la Soprintendenza competente per territorio in merito allo specifico sistema di raccolta e conferimento dei dati.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''1.	SOFTWARE E APPLICATIVI'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’applicativo per l’inserimento dei dati (template GNA) è liberamente scaricabile dal portale GNA, al link (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
Di seguito alcune indicazioni utili:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;per ogni ricerca/ogni pacchetto dati utilizzare un nuovo template, scaricando la versione più recente dal portale;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;consultare sempre la versione online del manuale, evitando di salvarlo in locale, ma facendo riferimento al Manuale wiki GNA accessibile online (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale) o direttamente attraverso il template;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;utilizzare sempre la versione a lungo termine del software QGIS (LTR - long term release) dalla pagina di download ufficiale del progetto (https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2. 	SCARICAMENTO E RIUSO DEI DATI PUBBLICATI SUL PORTALE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati pubblicati sul GNA sono '''liberamente scaricabili''', secondo le modalità dettagliate alla pagina di ''download'' del portale (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
La funzione di scaricamento dei dati è generalmente utile nell’ambito di uno '''studio territoriale''', indipendentemente dalle finalità (archeologia preventiva, redazione di tesi o altre ricerche, etc...). In particolare, nell'ambito delle attività dirette dal MiC e specificamente oggetto della Circolare 9/2024 già citata, lo scaricamento dei dati GNA è richiesto in particolare ai fini della redazione della '''relazione di assoggettabilità alla procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico''', per la quale la raccolta dei dati è disciplinata oggi dal DPCM 14 febbraio 2022, per quanto compatibile con il D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e, in particolare, art. 1, c. 2 dell’allegato I.8, come confermato dalla Circolare n. 32/2023.&lt;br /&gt;
I dati possono essere riutilizzati senza modifiche oppure, se si riscontrano errori o imprecisioni nei dati alfanumerici o nel posizionamento, possono essere modificati attraverso il '''“plugin GNA”''', seguendo le istruzioni sulla pagina di download appena citata, nella sezione “Plugin GNA per QGIS” e la pagina dedicata del Manuale wiki GNA: (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.	INSERIMENTO DI DATI DI NUOVA ACQUISIZIONE'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’elaborazione di nuovi dati da pubblicare sul GNA, provenienti da '''ricerche bibliografiche e d’archivio''' ancora non presenti sul portale, o a seguito di '''scavi archeologici, ricerche invasive e non invasive e ricognizioni territoriali''', avviene mediante il '''''template GIS''''', secondo le istruzioni pubblicate sul manuale ''online'' (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.1 Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fase di verifica di assoggettabilità a VPIA (D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 e, relativamente alle modalità di redazione della documentazione, DPCM 14 febbraio 2022) utilizza una '''struttura MOPR apposita''', e prevede la compilazione dei seguenti ''layer'' del ''template'' GIS:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dallo studio di archeologia preventiva; essa corrisponde pertanto all’eventuale buffer previsto da specifiche norme in materia di studi di impatto archeologico in fase di progettazione di grandi opere, e in ogni caso all’area per la quale la Soprintendenza competente richiede l’effettuazione dello studio preliminare ai sensi dell’art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 al D. Lgs 36/2023. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Uno dei campi obbligatori del MOPR è il '''codice progetto (CPR)'''. Per la sua creazione è 	necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere 	richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione dell’area/sito archeologico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''RCG:''' contiene le informazioni relative alle aree sottoposte a ricognizione e la loro rappresentazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Nel caso in cui una ricognizione abbia esito positivo, il sito archeologico individuato, anche se indiziato soltanto dalla presenza di materiale mobile, deve essere descritto tramite una scheda MOSI e rappresentato come un punto/poligono a sé stante, distinto dall’area di ricognizione RCG. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la redazione dello studio di assoggettabilità a VPIA lo standard GNA prevede altresì la redazione dei seguenti elaborati grafici, come descritti dalla Circolare DG ABAP 53/2022:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''Carta del Rischio Archeologico''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''Carta del Potenziale Archeologico''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per visualizzare gli esiti della [[RCG_multipolygon|'''ricognizione territoriale''']], è possibile generare la '''Carta della visibilità delle aree sottoposte a ricognizione.''' la compilazione delle schede di dettaglio della ricognizione genera automaticamente i due layer tematizzati sulla base della copertura del suolo e della visibilità delle singole UR.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.2 	Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Circolare DG ABAP 9/2024 prevede l’obbligo di invio al GNA dei dati relativi a qualsiasi nuovo 	scavo/indagine archeologica svolto per finalità di tutela, ovvero: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''tutte le fasi della procedura di archeologia preventiva''' di cui al D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4, ivi comprese le attività previste dall’art. 1, c. 7 dell’allegato I.8 (carotaggi, prospezioni geofisiche e geochimiche, saggi archeologici, sondaggi e scavi, anche in estensione);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''assistenza archeologica in corso d’opera''', svolta ai sensi dell’art. 1, c. 5 dell’allegato I.8 al D. Lgs. 36/2023;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''qualsiasi indagine archeologica''', indipendentemente dalle finalità e dalle strategie di ricerca adottate, effettuata sotto la '''Direzione Scientifica del Mic'''; restano pertanto escluse le ricerche in concessione ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	lo standard GNA può essere utilizzato, tramite adesione volontaria da parte di singoli studenti/ricercatori o équipe di ricerca, anche per la raccolta dei dati elaborati nell’ambito di un '''progetto di ricerca, tesi o altro studio territoriale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tutti i casi su elencati è prevista la '''compilazione dei seguenti layer del ''template'' GIS''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dalle indagini di scavo/non invasive oppure dalla ricerca/studio territoriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    N.B. Uno dei campi obbligatori del MOPR è il codice progetto (CPR). Per la sua creazione è necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''DSC:''' rappresenta nel dettaglio le '''aree sottoposte a indagine''' e contiene le informazioni minime dell’intervento; esso deve essere utilizzato anche nel caso di indagini concluse con esito negativo, indipendentemente dalla profondità raggiunta. Il DSC è un layer multipoligonale, e pertanto a una sola scheda DSC possono corrispondere più poligoni, ad esempio per documentare l’estensione esatta di una serie di saggi o trincee eseguite nella stessa occasione e con caratteristiche simili (es. sulla base della profondità raggiunta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione relative all’area/sito archeologico. È possibile rappresentare i rinvenimenti come punti, linee o poligoni: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie puntuali''' è prevista che la raccolta dei dati pregressi d’archivio, sia nell’ambito dell'archeologia preventiva sia in occasione di altre attività di censimento del pregresso, e in ogni caso quando non si disponga di dati certi riguardo al posizionamento/alla planimetria del rinvenimento; &lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie poligonali''', intesa come '''perimetrazione non caratterizzata''' di quanto rinvenuto, è da privilegiare in tutti i casi in cui le caratteristiche planimetriche dei rinvenimenti sono utili sul piano della tutela e su quello della conoscenza (strutture murarie, in particolare complesse, vie di comunicazione, etc.) e laddove si disponga di dati certi, ed è '''obbligatoria nel caso di conferimento dei dati di nuovi interventi di scavo''', per i quali la redazione della scheda avviene contestualmente alla consegna della documentazione all’Ufficio competente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''4.	INVIO DEI DATI AL GNA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine delle attività di ''data-entry'', il compilatore invia i dati al portale mediante la funzione “invia” del ''plugin'' GNA già citato al paragrafo 2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati sono archiviati sul portale e sono in quella fase esclusi dalla visualizzazione pubblica '''online'''. I funzionari competenti per territorio accedono alla documentazione mediante l’applicativo appositamente predisposto (“'''''template Admin'''''”) e possono disporre in qualsiasi momento la '''pubblicazione''' dei dati. È loro facoltà procedere alla '''validazione''' delle schede ricevute.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;'''N.B.''' con il termine &amp;quot;validazione&amp;quot; ci si riferisce esclusivamente alla correttezza formale dei dati e alla loro corrispondenza rispetto allo stato attuale delle conoscenze: si rammenta infatti che, considerate le caratteristiche peculiari della documentazione archeologica, in particolar modo se riferita a rinvenimenti pregressi o a dati d’archivio e bibliografici, i dati descrittivi e geospaziali possono essere sempre soggetti ad approfondimenti e modifiche anche rilevanti, a seguito del progredire degli studi. Pertanto, le schede pubblicate, anche qualora risultino validate, rappresentano esclusivamente la trasposizione su supporto digitale e di libero accesso dei dati disponibili al momento della compilazione del database, e non sostituiscono in alcun modo l’espressione di pareri, nullaosta o altri atti comunque denominati da parte del MiC. Tutte le informazioni in merito al valore meramente informativo e non amministrativo dei dati GNA sono pubblicate nella pagina “Termini e condizioni d’uso” del portale).&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora una scheda contenesse '''gravi imprecisioni''' nei dati alfanumerici e/o topografici, il funzionario può procedere alla sua correzione, pubblicandola poi a proprio nome, oppure escluderla momentaneamente dalla pubblicazione, chiedendo contestualmente la sua rettifica all’autore, da effettuarsi mediante un nuovo invio al GNA.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Allo scadere dei '''30 giorni dall’invio''', tutte le schede non validate e non esplicitamente escluse dalla pubblicazione sono rese '''consultabili e scaricabili sul portale GNA''', con lo status “non validata”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''5.	BANCHE DATI FEDERATE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si elencano di seguito le modalità di interazione fra il GNA e i '''sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA''', in uso presso alcune Soprintendenze, evidenziando le specificità nell’invio dei dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO RAPTOR''' (Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA''': la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3; è previsto che i professionisti continuino a presentare alle Soprintendenze, ai sensi della normativa vigente, richiesta di accesso agli archivi, da effettuarsi attraverso RAPTOR come da procedura già in uso, in modo da consentire all’ufficio periferico di verificare la necessità di accesso agli archivi per l'eventuale integrazione dei dati mancanti e discordanze nell’esportazione/rappresentazione dei dati fra i due sistemi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno inviate al sistema RAPTOR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema RAPTOR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO SITAR''' (Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3. &lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno pubblicate su GNA secondo lo standard nazionale; le medesime schede saranno inoltre inviate al SITAR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, e in seguito pubblicate a seguito di una verifica;   per consentire l’allineamento costante fra i sistemi, il portale SITAR mostrerà su un layer autonomo, sulla propria mappa, il WMS della mappa GNA, così da consentire agli utenti di verificare in tempo reale l’eventuale presenza sul Geoportale di nuovi siti non ancora pubblicati sul SITAR. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema SITAR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO ARCHEODB''' (Geodatabase dei siti oggetto di interventi e/o ritrovamenti archeologici in Emilia-Romagna):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1527</id>
		<title>Istruzioni operative</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1527"/>
		<updated>2024-04-03T09:57:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Istruzioni operative per il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le ricerche archeologiche dirette dal Ministero della Cultura==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; A decorrere dal '''15 aprile 2024''', ai sensi della Circolare della Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio (DG ABAP) n. 9 del 28 marzo 2024, '''è previsto il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le indagini archeologiche a qualsiasi titolo autorizzate dal MiC''' (archeologia preventiva in tutte le sue fasi, assistenze archeologiche in corso d’opera, nonché tutti gli interventi effettuati nell’ambito di lavori pubblici o privati), ai fini della pubblicazione nel Geoportale. Tale previsione si applica alle indagini per le quali le istanze sono state inviate al MiC successivamente a tale data, nonché alle procedure o fasi della procedura per le quali sono stati inviati successivamente a tale data gli inviti a presentare le offerte o i preventivi per l’effettuazione dei lavori.&lt;br /&gt;
Si forniscono di seguito alcune istruzioni operative per le ditte e i professionisti, delineando il flusso di lavoro per l’elaborazione della documentazione e per il suo invio e rimandando puntualmente, per gli aspetti di dettaglio, alle relative pagine del Manuale wiki GNA.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;L’invio dei dati minimi al GNA '''non sostituisce in alcun modo la consegna della documentazione scientifica dell'intervento''', nei formati digitali e cartacei abitualmente conferiti agli archivi degli Uffici periferici al termine delle attività sul campo e, generalmente, dettagliati sui siti istituzionali delle singole Soprintendenze. Si ribadisce, inoltre, che la citata Circolare DG ABAP n. 9/2024 '''non disciplina le modalità di consegna delle ricerche svolte in regime di concessione''' ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004, per le quali il conferimento dei dati al MiC è normato dalla Circolare DG ABAP n. 47 del 16 novembre 2022.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''N.B.''' Le indicazioni che seguono '''non sono valide per le Soprintendenze presso le quali siano attivi sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA'''. In tali casi, come esplicitato dalla citata Circolare, per evitare la duplicazione del lavoro a carico del professionista e il rischio di disallineamento fra banche dati ministeriali, è previsto che le ditte e i professionisti seguano le prassi già in uso e che sia la Soprintendenza stessa a conferire i dati raccolti al GNA, secondo protocolli di interscambio definiti ad hoc. Il successivo paragrafo 5 (''Banche dati federate'') riporta una sintesi, costantemente aggiornata, dei portali locali MiC che conferiscono i dati al GNA. Si invitano pertanto le ditte e i professionisti a consultare sempre la Soprintendenza competente per territorio in merito allo specifico sistema di raccolta e conferimento dei dati.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''1.	SOFTWARE E APPLICATIVI'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’applicativo per l’inserimento dei dati (template GNA) è liberamente scaricabile dal portale GNA, al link (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
Di seguito alcune indicazioni utili:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;per ogni ricerca/ogni pacchetto dati utilizzare un nuovo template, scaricando la versione più recente dal portale;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;consultare sempre la versione online del manuale, evitando di salvarlo in locale, ma facendo riferimento al Manuale wiki GNA accessibile online (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale) o direttamente attraverso il template;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;utilizzare sempre la versione a lungo termine del software QGIS (LTR - long term release) dalla pagina di download ufficiale del progetto (https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2. 	SCARICAMENTO E RIUSO DEI DATI PUBBLICATI SUL PORTALE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati pubblicati sul GNA sono '''liberamente scaricabili''', secondo le modalità dettagliate alla pagina di ''download'' del portale (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
La funzione di scaricamento dei dati è generalmente utile nell’ambito di uno '''studio territoriale''', indipendentemente dalle finalità (archeologia preventiva, redazione di tesi o altre ricerche, etc...). In particolare, nell'ambito delle attività dirette dal MiC e specificamente oggetto della Circolare 9/2024 già citata, lo scaricamento dei dati GNA è richiesto in particolare ai fini della redazione della '''relazione di assoggettabilità alla procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico''', per la quale la raccolta dei dati è disciplinata oggi dal DPCM 14 febbraio 2022, per quanto compatibile con il D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e, in particolare, art. 1, c. 2 dell’allegato I.8, come confermato dalla Circolare n. 32/2023.&lt;br /&gt;
I dati possono essere riutilizzati senza modifiche oppure, se si riscontrano errori o imprecisioni nei dati alfanumerici o nel posizionamento, possono essere modificati attraverso il '''“plugin GNA”''', seguendo le istruzioni sulla pagina di download appena citata, nella sezione “Plugin GNA per QGIS” e la pagina dedicata del Manuale wiki GNA: (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.	INSERIMENTO DI DATI DI NUOVA ACQUISIZIONE'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’elaborazione di nuovi dati da pubblicare sul GNA, provenienti da '''ricerche bibliografiche e d’archivio''' ancora non presenti sul portale, o a seguito di '''scavi archeologici, ricerche invasive e non invasive e ricognizioni territoriali''', avviene mediante il '''''template GIS''''', secondo le istruzioni pubblicate sul manuale ''online'' (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.1 Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fase di verifica di assoggettabilità a VPIA (D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 e, relativamente alle modalità di redazione della documentazione, DPCM 14 febbraio 2022) utilizza una '''struttura MOPR apposita''', e prevede la compilazione dei seguenti ''layer'' del ''template'' GIS:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dallo studio di archeologia preventiva; essa corrisponde pertanto all’eventuale buffer previsto da specifiche norme in materia di studi di impatto archeologico in fase di progettazione di grandi opere, e in ogni caso all’area per la quale la Soprintendenza competente richiede l’effettuazione dello studio preliminare ai sensi dell’art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 al D. Lgs 36/2023. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Uno dei campi obbligatori del MOPR è il '''codice progetto (CPR)'''. Per la sua creazione è 	necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere 	richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione dell’area/sito archeologico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''RCG:''' contiene le informazioni relative alle aree sottoposte a ricognizione e la loro rappresentazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Nel caso in cui una ricognizione abbia esito positivo, il sito archeologico individuato, anche se indiziato soltanto dalla presenza di materiale mobile, deve essere descritto tramite una scheda MOSI e rappresentato come un punto/poligono a sé stante, distinto dall’area di ricognizione RCG. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la redazione dello studio di assoggettabilità a VPIA lo standard GNA prevede altresì la redazione dei seguenti elaborati grafici, come descritti dalla Circolare DG ABAP 53/2022:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta del Rischio Archeologico'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta del Potenziale Archeologico'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta della visibilità delle aree sottoposte a ricognizione:''' la compilazione delle schede di dettaglio della ricognizione genera automaticamente i due layer tematizzati sulla base della copertura del suolo e della visibilità delle singole UR.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.2 	Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Circolare DG ABAP 9/2024 prevede l’obbligo di invio al GNA dei dati relativi a qualsiasi nuovo 	scavo/indagine archeologica svolto per finalità di tutela, ovvero: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''tutte le fasi della procedura di archeologia preventiva''' di cui al D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4, ivi comprese le attività previste dall’art. 1, c. 7 dell’allegato I.8 (carotaggi, prospezioni geofisiche e geochimiche, saggi archeologici, sondaggi e scavi, anche in estensione);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''assistenza archeologica in corso d’opera''', svolta ai sensi dell’art. 1, c. 5 dell’allegato I.8 al D. Lgs. 36/2023;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''qualsiasi indagine archeologica''', indipendentemente dalle finalità e dalle strategie di ricerca adottate, effettuata sotto la '''Direzione Scientifica del Mic'''; restano pertanto escluse le ricerche in concessione ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	lo standard GNA può essere utilizzato, tramite adesione volontaria da parte di singoli studenti/ricercatori o équipe di ricerca, anche per la raccolta dei dati elaborati nell’ambito di un '''progetto di ricerca, tesi o altro studio territoriale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tutti i casi su elencati è prevista la '''compilazione dei seguenti layer del ''template'' GIS''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dalle indagini di scavo/non invasive oppure dalla ricerca/studio territoriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    N.B. Uno dei campi obbligatori del MOPR è il codice progetto (CPR). Per la sua creazione è necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''DSC:''' rappresenta nel dettaglio le '''aree sottoposte a indagine''' e contiene le informazioni minime dell’intervento; esso deve essere utilizzato anche nel caso di indagini concluse con esito negativo, indipendentemente dalla profondità raggiunta. Il DSC è un layer multipoligonale, e pertanto a una sola scheda DSC possono corrispondere più poligoni, ad esempio per documentare l’estensione esatta di una serie di saggi o trincee eseguite nella stessa occasione e con caratteristiche simili (es. sulla base della profondità raggiunta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione relative all’area/sito archeologico. È possibile rappresentare i rinvenimenti come punti, linee o poligoni: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie puntuali''' è prevista che la raccolta dei dati pregressi d’archivio, sia nell’ambito dell'archeologia preventiva sia in occasione di altre attività di censimento del pregresso, e in ogni caso quando non si disponga di dati certi riguardo al posizionamento/alla planimetria del rinvenimento; &lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie poligonali''', intesa come '''perimetrazione non caratterizzata''' di quanto rinvenuto, è da privilegiare in tutti i casi in cui le caratteristiche planimetriche dei rinvenimenti sono utili sul piano della tutela e su quello della conoscenza (strutture murarie, in particolare complesse, vie di comunicazione, etc.) e laddove si disponga di dati certi, ed è '''obbligatoria nel caso di conferimento dei dati di nuovi interventi di scavo''', per i quali la redazione della scheda avviene contestualmente alla consegna della documentazione all’Ufficio competente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''4.	INVIO DEI DATI AL GNA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine delle attività di ''data-entry'', il compilatore invia i dati al portale mediante la funzione “invia” del ''plugin'' GNA già citato al paragrafo 2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati sono archiviati sul portale e sono in quella fase esclusi dalla visualizzazione pubblica '''online'''. I funzionari competenti per territorio accedono alla documentazione mediante l’applicativo appositamente predisposto (“'''''template Admin'''''”) e possono disporre in qualsiasi momento la '''pubblicazione''' dei dati. È loro facoltà procedere alla '''validazione''' delle schede ricevute.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;'''N.B.''' con il termine &amp;quot;validazione&amp;quot; ci si riferisce esclusivamente alla correttezza formale dei dati e alla loro corrispondenza rispetto allo stato attuale delle conoscenze: si rammenta infatti che, considerate le caratteristiche peculiari della documentazione archeologica, in particolar modo se riferita a rinvenimenti pregressi o a dati d’archivio e bibliografici, i dati descrittivi e geospaziali possono essere sempre soggetti ad approfondimenti e modifiche anche rilevanti, a seguito del progredire degli studi. Pertanto, le schede pubblicate, anche qualora risultino validate, rappresentano esclusivamente la trasposizione su supporto digitale e di libero accesso dei dati disponibili al momento della compilazione del database, e non sostituiscono in alcun modo l’espressione di pareri, nullaosta o altri atti comunque denominati da parte del MiC. Tutte le informazioni in merito al valore meramente informativo e non amministrativo dei dati GNA sono pubblicate nella pagina “Termini e condizioni d’uso” del portale).&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora una scheda contenesse '''gravi imprecisioni''' nei dati alfanumerici e/o topografici, il funzionario può procedere alla sua correzione, pubblicandola poi a proprio nome, oppure escluderla momentaneamente dalla pubblicazione, chiedendo contestualmente la sua rettifica all’autore, da effettuarsi mediante un nuovo invio al GNA.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Allo scadere dei '''30 giorni dall’invio''', tutte le schede non validate e non esplicitamente escluse dalla pubblicazione sono rese '''consultabili e scaricabili sul portale GNA''', con lo status “non validata”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''5.	BANCHE DATI FEDERATE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si elencano di seguito le modalità di interazione fra il GNA e i '''sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA''', in uso presso alcune Soprintendenze, evidenziando le specificità nell’invio dei dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO RAPTOR''' (Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA''': la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3; è previsto che i professionisti continuino a presentare alle Soprintendenze, ai sensi della normativa vigente, richiesta di accesso agli archivi, da effettuarsi attraverso RAPTOR come da procedura già in uso, in modo da consentire all’ufficio periferico di verificare la necessità di accesso agli archivi per l'eventuale integrazione dei dati mancanti e discordanze nell’esportazione/rappresentazione dei dati fra i due sistemi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno inviate al sistema RAPTOR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema RAPTOR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO SITAR''' (Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3. &lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno pubblicate su GNA secondo lo standard nazionale; le medesime schede saranno inoltre inviate al SITAR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, e in seguito pubblicate a seguito di una verifica;   per consentire l’allineamento costante fra i sistemi, il portale SITAR mostrerà su un layer autonomo, sulla propria mappa, il WMS della mappa GNA, così da consentire agli utenti di verificare in tempo reale l’eventuale presenza sul Geoportale di nuovi siti non ancora pubblicati sul SITAR. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema SITAR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO ARCHEODB''' (Geodatabase dei siti oggetto di interventi e/o ritrovamenti archeologici in Emilia-Romagna):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1526</id>
		<title>Istruzioni operative</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1526"/>
		<updated>2024-04-03T09:56:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Istruzioni operative per il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le ricerche archeologiche dirette dal Ministero della Cultura==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; A decorrere dal '''15 aprile 2024''', ai sensi della Circolare della Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio (DG ABAP) n. 9 del 28 marzo 2024, '''è previsto il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le indagini archeologiche a qualsiasi titolo autorizzate dal MiC''' (archeologia preventiva in tutte le sue fasi, assistenze archeologiche in corso d’opera, nonché tutti gli interventi effettuati nell’ambito di lavori pubblici o privati), ai fini della pubblicazione nel Geoportale. Tale previsione si applica alle indagini per le quali le istanze sono state inviate al MiC successivamente a tale data, nonché alle procedure o fasi della procedura per le quali sono stati inviati successivamente a tale data gli inviti a presentare le offerte o i preventivi per l’effettuazione dei lavori.&lt;br /&gt;
Si forniscono di seguito alcune istruzioni operative per le ditte e i professionisti, delineando il flusso di lavoro per l’elaborazione della documentazione e per il suo invio e rimandando puntualmente, per gli aspetti di dettaglio, alle relative pagine del Manuale wiki GNA.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;L’invio dei dati minimi al GNA '''non sostituisce in alcun modo la consegna della documentazione scientifica dell'intervento''', nei formati digitali e cartacei abitualmente conferiti agli archivi degli Uffici periferici al termine delle attività sul campo e, generalmente, dettagliati sui siti istituzionali delle singole Soprintendenze. Si ribadisce, inoltre, che la citata Circolare DG ABAP n. 9/2024 '''non disciplina le modalità di consegna delle ricerche svolte in regime di concessione''' ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004, per le quali il conferimento dei dati al MiC è normato dalla Circolare DG ABAP n. 47 del 16 novembre 2022.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''N.B.''' Le indicazioni che seguono '''non sono valide per le Soprintendenze presso le quali siano attivi sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA'''. In tali casi, come esplicitato dalla citata Circolare, per evitare la duplicazione del lavoro a carico del professionista e il rischio di disallineamento fra banche dati ministeriali, è previsto che le ditte e i professionisti seguano le prassi già in uso e che sia la Soprintendenza stessa a conferire i dati raccolti al GNA, secondo protocolli di interscambio definiti ad hoc. Il successivo paragrafo 5 (''Banche dati federate'') riporta una sintesi, costantemente aggiornata, dei portali locali MiC che conferiscono i dati al GNA. Si invitano pertanto le ditte e i professionisti a consultare sempre la Soprintendenza competente per territorio in merito allo specifico sistema di raccolta e conferimento dei dati.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''1.	SOFTWARE E APPLICATIVI'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’applicativo per l’inserimento dei dati (template GNA) è liberamente scaricabile dal portale GNA, al link (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
Di seguito alcune indicazioni utili:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;per ogni ricerca/ogni pacchetto dati utilizzare un nuovo template, scaricando la versione più recente dal portale;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;consultare sempre la versione online del manuale, evitando di salvarlo in locale, ma facendo riferimento al Manuale wiki GNA accessibile online (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale) o direttamente attraverso il template;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;utilizzare sempre la versione a lungo termine del software QGIS (LTR - long term release) dalla pagina di download ufficiale del progetto (https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2. 	SCARICAMENTO E RIUSO DEI DATI PUBBLICATI SUL PORTALE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati pubblicati sul GNA sono '''liberamente scaricabili''', secondo le modalità dettagliate alla pagina di ''download'' del portale (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
La funzione di scaricamento dei dati è generalmente utile nell’ambito di uno '''studio territoriale''', indipendentemente dalle finalità (archeologia preventiva, redazione di tesi o altre ricerche, etc...). In particolare, nell'ambito delle attività dirette dal MiC e specificamente oggetto della Circolare 9/2024 già citata, lo scaricamento dei dati GNA è richiesto in particolare ai fini della redazione della '''relazione di assoggettabilità alla procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico''', per la quale la raccolta dei dati è disciplinata oggi dal DPCM 14 febbraio 2022, per quanto compatibile con il D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e, in particolare, art. 1, c. 2 dell’allegato I.8, come confermato dalla Circolare n. 32/2023.&lt;br /&gt;
I dati possono essere riutilizzati senza modifiche oppure, se si riscontrano errori o imprecisioni nei dati alfanumerici o nel posizionamento, possono essere modificati attraverso il '''“plugin GNA”''', seguendo le istruzioni sulla pagina di download appena citata, nella sezione “Plugin GNA per QGIS” e la pagina dedicata del Manuale wiki GNA: (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.	INSERIMENTO DI DATI DI NUOVA ACQUISIZIONE'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’elaborazione di nuovi dati da pubblicare sul GNA, provenienti da '''ricerche bibliografiche e d’archivio''' ancora non presenti sul portale, o a seguito di '''scavi archeologici, ricerche invasive e non invasive e ricognizioni territoriali''', avviene mediante il '''''template GIS''''', secondo le istruzioni pubblicate sul manuale ''online'' (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.1 Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fase di verifica di assoggettabilità a VPIA (D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 e, relativamente alle modalità di redazione della documentazione, DPCM 14 febbraio 2022) utilizza una '''struttura MOPR apposita''', e prevede la compilazione dei seguenti ''layer'' del ''template'' GIS:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dallo studio di archeologia preventiva; essa corrisponde pertanto all’eventuale buffer previsto da specifiche norme in materia di studi di impatto archeologico in fase di progettazione di grandi opere, e in ogni caso all’area per la quale la Soprintendenza competente richiede l’effettuazione dello studio preliminare ai sensi dell’art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 al D. Lgs 36/2023. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Uno dei campi obbligatori del MOPR è il '''codice progetto (CPR)'''. Per la sua creazione è 	necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere 	richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione dell’area/sito archeologico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''RCG:''' contiene le informazioni relative alle aree sottoposte a ricognizione e la loro rappresentazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Nel caso in cui una ricognizione abbia esito positivo, il sito archeologico individuato, anche se indiziato soltanto dalla presenza di materiale mobile, deve essere descritto tramite una scheda MOSI e rappresentato come un punto/poligono a sé stante, distinto dall’area di ricognizione RCG. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la redazione dello studio di assoggettabilità a VPIA lo standard GNA prevede altresì la redazione dei seguenti elaborati grafici, come descritti dalla Circolare DG ABAP 53/2022:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta del Rischio Archeologico'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta del Potenziale Archeologico'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta della visibilità delle aree sottoposte a ricognizione:''' la compilazione delle schede di dettaglio della ricognizione genera automaticamente i due layer tematizzati sulla base della copertura del suolo e della visibilità delle singole UR.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.2 	Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Circolare DG ABAP 9/2024 prevede l’obbligo di invio al GNA dei dati relativi a qualsiasi nuovo 	scavo/indagine archeologica svolto per finalità di tutela, ovvero: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''tutte le fasi della procedura di archeologia preventiva''' di cui al D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4, ivi comprese le attività previste dall’art. 1, c. 7 dell’allegato I.8 (carotaggi, prospezioni geofisiche e geochimiche, saggi archeologici, sondaggi e scavi, anche in estensione);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''assistenza archeologica in corso d’opera''', svolta ai sensi dell’art. 1, c. 5 dell’allegato I.8 al D. Lgs. 36/2023;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''qualsiasi indagine archeologica''', indipendentemente dalle finalità e dalle strategie di ricerca adottate, effettuata sotto la '''Direzione Scientifica del Mic'''; restano pertanto escluse le ricerche in concessione ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	lo standard GNA può essere utilizzato, tramite adesione volontaria da parte di singoli studenti/ricercatori o équipe di ricerca, anche per la raccolta dei dati elaborati nell’ambito di un '''progetto di ricerca, tesi o altro studio territoriale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tutti i casi su elencati è prevista la '''compilazione dei seguenti layer del ''template'' GIS''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dalle indagini di scavo/non invasive oppure dalla ricerca/studio territoriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    N.B. Uno dei campi obbligatori del MOPR è il codice progetto (CPR). Per la sua creazione è necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''DSC:''' rappresenta nel dettaglio le '''aree sottoposte a indagine''' e contiene le informazioni minime dell’intervento; esso deve essere utilizzato anche nel caso di indagini concluse con esito negativo, indipendentemente dalla profondità raggiunta. Il DSC è un layer multipoligonale, e pertanto a una sola scheda DSC possono corrispondere più poligoni, ad esempio per documentare l’estensione esatta di una serie di saggi o trincee eseguite nella stessa occasione e con caratteristiche simili (es. sulla base della profondità raggiunta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione relative all’area/sito archeologico. È possibile rappresentare i rinvenimenti come punti, linee o poligoni: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie puntuali''' è prevista che la raccolta dei dati pregressi d’archivio, sia nell’ambito dell'archeologia preventiva sia in occasione di altre attività di censimento del pregresso, e in ogni caso quando non si disponga di dati certi riguardo al posizionamento/alla planimetria del rinvenimento; &lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie poligonali''', intesa come '''perimetrazione non caratterizzata''' di quanto rinvenuto, è da privilegiare in tutti i casi in cui le caratteristiche planimetriche dei rinvenimenti sono utili sul piano della tutela e su quello della conoscenza (strutture murarie, in particolare complesse, vie di comunicazione, etc.) e laddove si disponga di dati certi, ed è '''obbligatoria nel caso di conferimento dei dati di nuovi interventi di scavo''', per i quali la redazione della scheda avviene contestualmente alla consegna della documentazione all’Ufficio competente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''4.	INVIO DEI DATI AL GNA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine delle attività di ''data-entry'', il compilatore invia i dati al portale mediante la funzione “invia” del ''plugin'' GNA già citato al paragrafo 2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati sono archiviati sul portale e sono in quella fase esclusi dalla visualizzazione pubblica '''online'''. I funzionari competenti per territorio accedono alla documentazione mediante l’applicativo appositamente predisposto (“'''''template Admin'''''”) e possono disporre in qualsiasi momento la '''pubblicazione''' dei dati. È loro facoltà procedere alla '''validazione''' delle schede ricevute.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;'''N.B.''' con il termine &amp;quot;validazione&amp;quot; ci si riferisce esclusivamente alla correttezza formale dei dati e alla loro corrispondenza rispetto allo stato attuale delle conoscenze: si rammenta infatti che, considerate le caratteristiche peculiari della documentazione archeologica, in particolar modo se riferita a rinvenimenti pregressi o a dati d’archivio e bibliografici, i dati descrittivi e geospaziali possono essere sempre soggetti ad approfondimenti e modifiche anche rilevanti, a seguito del progredire degli studi. Pertanto, le schede pubblicate, anche qualora risultino validate, rappresentano esclusivamente la trasposizione su supporto digitale e di libero accesso dei dati disponibili al momento della compilazione del database, e non sostituiscono in alcun modo l’espressione di pareri, nullaosta o altri atti comunque denominati da parte del MiC. Tutte le informazioni in merito al valore meramente informativo e non amministrativo dei dati GNA sono pubblicate nella pagina “Termini e condizioni d’uso” del portale).&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora una scheda contenesse '''gravi imprecisioni''' nei dati alfanumerici e/o topografici, il funzionario può procedere alla sua correzione, pubblicandola poi a proprio nome, oppure escluderla momentaneamente dalla pubblicazione, chiedendo contestualmente la sua rettifica all’autore, da effettuarsi mediante un nuovo invio al GNA.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Allo scadere dei '''30 giorni dall’invio''', tutte le schede non validate e non esplicitamente escluse dalla pubblicazione sono rese '''consultabili e scaricabili sul portale GNA''', con lo status “non validata”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''5.	BANCHE DATI FEDERATE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si elencano di seguito le modalità di interazione fra il GNA e i '''sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA''', in uso presso alcune Soprintendenze, evidenziando le specificità nell’invio dei dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO RAPTOR''' (Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA''': la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3; è previsto che i professionisti continuino a presentare alle Soprintendenze, ai sensi della normativa vigente, richiesta di accesso agli archivi, da effettuarsi attraverso RAPTOR come da procedura già in uso, in modo da consentire all’ufficio periferico di verificare la necessità di accesso agli archivi per l'eventuale integrazione dei dati mancanti e discordanze nell’esportazione/rappresentazione dei dati fra i due sistemi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno inviate al sistema RAPTOR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema RAPTOR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO SITAR''' (Sistema Territoriale Archeologico di Roma):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3. &lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno pubblicate su GNA secondo lo standard nazionale; le medesime schede saranno inoltre inviate al SITAR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, e in seguito pubblicate a seguito di una verifica;   per consentire l’allineamento costante fra i sistemi, il portale SITAR mostrerà su un layer autonomo, sulla propria mappa, il WMS della mappa GNA, così da consentire agli utenti di verificare in tempo reale l’eventuale presenza sul Geoportale di nuovi siti non ancora pubblicati sul SITAR. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema SITAR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''PROGETTO ARCHEODB''' (Geodatabase dei siti oggetto di interventi e/o ritrovamenti archeologici in Emilia-Romagna):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1525</id>
		<title>Istruzioni operative</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1525"/>
		<updated>2024-04-03T09:54:03Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Istruzioni operative per il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le ricerche archeologiche dirette dal Ministero della Cultura==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; A decorrere dal '''15 aprile 2024''', ai sensi della Circolare della Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio (DG ABAP) n. 9 del 28 marzo 2024, '''è previsto il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le indagini archeologiche a qualsiasi titolo autorizzate dal MiC''' (archeologia preventiva in tutte le sue fasi, assistenze archeologiche in corso d’opera, nonché tutti gli interventi effettuati nell’ambito di lavori pubblici o privati), ai fini della pubblicazione nel Geoportale. Tale previsione si applica alle indagini per le quali le istanze sono state inviate al MiC successivamente a tale data, nonché alle procedure o fasi della procedura per le quali sono stati inviati successivamente a tale data gli inviti a presentare le offerte o i preventivi per l’effettuazione dei lavori.&lt;br /&gt;
Si forniscono di seguito alcune istruzioni operative per le ditte e i professionisti, delineando il flusso di lavoro per l’elaborazione della documentazione e per il suo invio e rimandando puntualmente, per gli aspetti di dettaglio, alle relative pagine del Manuale wiki GNA.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;L’invio dei dati minimi al GNA '''non sostituisce in alcun modo la consegna della documentazione scientifica dell'intervento''', nei formati digitali e cartacei abitualmente conferiti agli archivi degli Uffici periferici al termine delle attività sul campo e, generalmente, dettagliati sui siti istituzionali delle singole Soprintendenze. Si ribadisce, inoltre, che la citata Circolare DG ABAP n. 9/2024 '''non disciplina le modalità di consegna delle ricerche svolte in regime di concessione''' ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004, per le quali il conferimento dei dati al MiC è normato dalla Circolare DG ABAP n. 47 del 16 novembre 2022.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''N.B.''' Le indicazioni che seguono '''non sono valide per le Soprintendenze presso le quali siano attivi sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA'''. In tali casi, come esplicitato dalla citata Circolare, per evitare la duplicazione del lavoro a carico del professionista e il rischio di disallineamento fra banche dati ministeriali, è previsto che le ditte e i professionisti seguano le prassi già in uso e che sia la Soprintendenza stessa a conferire i dati raccolti al GNA, secondo protocolli di interscambio definiti ad hoc. Il successivo paragrafo 5 (''Banche dati federate'') riporta una sintesi, costantemente aggiornata, dei portali locali MiC che conferiscono i dati al GNA. Si invitano pertanto le ditte e i professionisti a consultare sempre la Soprintendenza competente per territorio in merito allo specifico sistema di raccolta e conferimento dei dati.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''1.	SOFTWARE E APPLICATIVI'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’applicativo per l’inserimento dei dati (template GNA) è liberamente scaricabile dal portale GNA, al link (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
Di seguito alcune indicazioni utili:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;per ogni ricerca/ogni pacchetto dati utilizzare un nuovo template, scaricando la versione più recente dal portale;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;consultare sempre la versione online del manuale, evitando di salvarlo in locale, ma facendo riferimento al Manuale wiki GNA accessibile online (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale) o direttamente attraverso il template;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;utilizzare sempre la versione a lungo termine del software QGIS (LTR - long term release) dalla pagina di download ufficiale del progetto (https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2. 	SCARICAMENTO E RIUSO DEI DATI PUBBLICATI SUL PORTALE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati pubblicati sul GNA sono '''liberamente scaricabili''', secondo le modalità dettagliate alla pagina di ''download'' del portale (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
La funzione di scaricamento dei dati è generalmente utile nell’ambito di uno '''studio territoriale''', indipendentemente dalle finalità (archeologia preventiva, redazione di tesi o altre ricerche, etc...). In particolare, nell'ambito delle attività dirette dal MiC e specificamente oggetto della Circolare 9/2024 già citata, lo scaricamento dei dati GNA è richiesto in particolare ai fini della redazione della '''relazione di assoggettabilità alla procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico''', per la quale la raccolta dei dati è disciplinata oggi dal DPCM 14 febbraio 2022, per quanto compatibile con il D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e, in particolare, art. 1, c. 2 dell’allegato I.8, come confermato dalla Circolare n. 32/2023.&lt;br /&gt;
I dati possono essere riutilizzati senza modifiche oppure, se si riscontrano errori o imprecisioni nei dati alfanumerici o nel posizionamento, possono essere modificati attraverso il '''“plugin GNA”''', seguendo le istruzioni sulla pagina di download appena citata, nella sezione “Plugin GNA per QGIS” e la pagina dedicata del Manuale wiki GNA: (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.	INSERIMENTO DI DATI DI NUOVA ACQUISIZIONE'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’elaborazione di nuovi dati da pubblicare sul GNA, provenienti da '''ricerche bibliografiche e d’archivio''' ancora non presenti sul portale, o a seguito di '''scavi archeologici, ricerche invasive e non invasive e ricognizioni territoriali''', avviene mediante il '''''template GIS''''', secondo le istruzioni pubblicate sul manuale ''online'' (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.1 Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fase di verifica di assoggettabilità a VPIA (D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 e, relativamente alle modalità di redazione della documentazione, DPCM 14 febbraio 2022) utilizza una '''struttura MOPR apposita''', e prevede la compilazione dei seguenti ''layer'' del ''template'' GIS:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dallo studio di archeologia preventiva; essa corrisponde pertanto all’eventuale buffer previsto da specifiche norme in materia di studi di impatto archeologico in fase di progettazione di grandi opere, e in ogni caso all’area per la quale la Soprintendenza competente richiede l’effettuazione dello studio preliminare ai sensi dell’art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 al D. Lgs 36/2023. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Uno dei campi obbligatori del MOPR è il '''codice progetto (CPR)'''. Per la sua creazione è 	necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere 	richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione dell’area/sito archeologico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''RCG:''' contiene le informazioni relative alle aree sottoposte a ricognizione e la loro rappresentazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Nel caso in cui una ricognizione abbia esito positivo, il sito archeologico individuato, anche se indiziato soltanto dalla presenza di materiale mobile, deve essere descritto tramite una scheda MOSI e rappresentato come un punto/poligono a sé stante, distinto dall’area di ricognizione RCG. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la redazione dello studio di assoggettabilità a VPIA lo standard GNA prevede altresì la redazione dei seguenti elaborati grafici, come descritti dalla Circolare DG ABAP 53/2022:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta del Rischio Archeologico'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta del Potenziale Archeologico'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta della visibilità delle aree sottoposte a ricognizione:''' la compilazione delle schede di dettaglio della ricognizione genera automaticamente i due layer tematizzati sulla base della copertura del suolo e della visibilità delle singole UR.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.2 	Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Circolare DG ABAP 9/2024 prevede l’obbligo di invio al GNA dei dati relativi a qualsiasi nuovo 	scavo/indagine archeologica svolto per finalità di tutela, ovvero: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''tutte le fasi della procedura di archeologia preventiva''' di cui al D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4, ivi comprese le attività previste dall’art. 1, c. 7 dell’allegato I.8 (carotaggi, prospezioni geofisiche e geochimiche, saggi archeologici, sondaggi e scavi, anche in estensione);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''assistenza archeologica in corso d’opera''', svolta ai sensi dell’art. 1, c. 5 dell’allegato I.8 al D. Lgs. 36/2023;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''qualsiasi indagine archeologica''', indipendentemente dalle finalità e dalle strategie di ricerca adottate, effettuata sotto la '''Direzione Scientifica del Mic'''; restano pertanto escluse le ricerche in concessione ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	lo standard GNA può essere utilizzato, tramite adesione volontaria da parte di singoli studenti/ricercatori o équipe di ricerca, anche per la raccolta dei dati elaborati nell’ambito di un '''progetto di ricerca, tesi o altro studio territoriale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tutti i casi su elencati è prevista la '''compilazione dei seguenti layer del ''template'' GIS''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dalle indagini di scavo/non invasive oppure dalla ricerca/studio territoriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    N.B. Uno dei campi obbligatori del MOPR è il codice progetto (CPR). Per la sua creazione è necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''DSC:''' rappresenta nel dettaglio le '''aree sottoposte a indagine''' e contiene le informazioni minime dell’intervento; esso deve essere utilizzato anche nel caso di indagini concluse con esito negativo, indipendentemente dalla profondità raggiunta. Il DSC è un layer multipoligonale, e pertanto a una sola scheda DSC possono corrispondere più poligoni, ad esempio per documentare l’estensione esatta di una serie di saggi o trincee eseguite nella stessa occasione e con caratteristiche simili (es. sulla base della profondità raggiunta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione relative all’area/sito archeologico. È possibile rappresentare i rinvenimenti come punti, linee o poligoni: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie puntuali''' è prevista che la raccolta dei dati pregressi d’archivio, sia nell’ambito dell'archeologia preventiva sia in occasione di altre attività di censimento del pregresso, e in ogni caso quando non si disponga di dati certi riguardo al posizionamento/alla planimetria del rinvenimento; &lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie poligonali''', intesa come '''perimetrazione non caratterizzata''' di quanto rinvenuto, è da privilegiare in tutti i casi in cui le caratteristiche planimetriche dei rinvenimenti sono utili sul piano della tutela e su quello della conoscenza (strutture murarie, in particolare complesse, vie di comunicazione, etc.) e laddove si disponga di dati certi, ed è '''obbligatoria nel caso di conferimento dei dati di nuovi interventi di scavo''', per i quali la redazione della scheda avviene contestualmente alla consegna della documentazione all’Ufficio competente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''4.	INVIO DEI DATI AL GNA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine delle attività di ''data-entry'', il compilatore invia i dati al portale mediante la funzione “invia” del ''plugin'' GNA già citato al paragrafo 2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati sono archiviati sul portale e sono in quella fase esclusi dalla visualizzazione pubblica '''online'''. I funzionari competenti per territorio accedono alla documentazione mediante l’applicativo appositamente predisposto (“'''''template Admin'''''”) e possono disporre in qualsiasi momento la '''pubblicazione''' dei dati. È loro facoltà procedere alla '''validazione''' delle schede ricevute.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;'''N.B.''' con il termine &amp;quot;validazione&amp;quot; ci si riferisce esclusivamente alla correttezza formale dei dati e alla loro corrispondenza rispetto allo stato attuale delle conoscenze: si rammenta infatti che, considerate le caratteristiche peculiari della documentazione archeologica, in particolar modo se riferita a rinvenimenti pregressi o a dati d’archivio e bibliografici, i dati descrittivi e geospaziali possono essere sempre soggetti ad approfondimenti e modifiche anche rilevanti, a seguito del progredire degli studi. Pertanto, le schede pubblicate, anche qualora risultino validate, rappresentano esclusivamente la trasposizione su supporto digitale e di libero accesso dei dati disponibili al momento della compilazione del database, e non sostituiscono in alcun modo l’espressione di pareri, nullaosta o altri atti comunque denominati da parte del MiC. Tutte le informazioni in merito al valore meramente informativo e non amministrativo dei dati GNA sono pubblicate nella pagina “Termini e condizioni d’uso” del portale).&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora una scheda contenesse '''gravi imprecisioni''' nei dati alfanumerici e/o topografici, il funzionario può procedere alla sua correzione, pubblicandola poi a proprio nome, oppure escluderla momentaneamente dalla pubblicazione, chiedendo contestualmente la sua rettifica all’autore, da effettuarsi mediante un nuovo invio al GNA.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Allo scadere dei '''30 giorni dall’invio''', tutte le schede non validate e non esplicitamente escluse dalla pubblicazione sono rese '''consultabili e scaricabili sul portale GNA''', con lo status “non validata”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''5.	BANCHE DATI FEDERATE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si elencano di seguito le modalità di interazione fra il GNA e i '''sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA''', in uso presso alcune Soprintendenze, evidenziando le specificità nell’invio dei dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Progetto RAPTOR''' (Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA''': la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3; è previsto che i professionisti continuino a presentare alle Soprintendenze, ai sensi della normativa vigente, richiesta di accesso agli archivi, da effettuarsi attraverso RAPTOR come da procedura già in uso, in modo da consentire all’ufficio periferico di verificare la necessità di accesso agli archivi per l'eventuale integrazione dei dati mancanti e discordanze nell’esportazione/rappresentazione dei dati fra i due sistemi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno inviate al sistema RAPTOR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema RAPTOR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Progetto SITAR''' (Sistema Territoriale Archeologico di Roma):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3. &lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno pubblicate su GNA secondo lo standard nazionale; le medesime schede saranno inoltre inviate al SITAR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, e in seguito pubblicate a seguito di una verifica;   per consentire l’allineamento costante fra i sistemi, il portale SITAR mostrerà su un layer autonomo, sulla propria mappa, il WMS della mappa GNA, così da consentire agli utenti di verificare in tempo reale l’eventuale presenza sul Geoportale di nuovi siti non ancora pubblicati sul SITAR. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema SITAR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Progetto ArcheoDB''' (Geodatabase dei siti oggetto di interventi e/o ritrovamenti archeologici in Emilia-Romagna):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1524</id>
		<title>Istruzioni operative</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Istruzioni_operative&amp;diff=1524"/>
		<updated>2024-03-28T23:58:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Istruzioni operative per il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le ricerche archeologiche dirette dal Ministero della Cultura==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; A decorrere dal '''15 aprile 2024''', ai sensi della Circolare della Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio (DG ABAP) n. 9 del 28 marzo 2024, '''è previsto il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le indagini archeologiche a qualsiasi titolo autorizzate dal MiC''' (archeologia preventiva in tutte le sue fasi, assistenze archeologiche in corso d’opera, nonché tutti gli interventi effettuati nell’ambito di lavori pubblici o privati), ai fini della pubblicazione nel Geoportale. Tale previsione si applica alle indagini per le quali le istanze sono state inviate al MiC successivamente a tale data, nonché alle procedure o fasi della procedura per le quali sono stati inviati successivamente a tale data gli inviti a presentare le offerte o i preventivi per l’effettuazione dei lavori.&lt;br /&gt;
Si forniscono di seguito alcune istruzioni operative per le ditte e i professionisti, delineando il flusso di lavoro per l’elaborazione della documentazione e per il suo invio e rimandando puntualmente, per gli aspetti di dettaglio, alle relative pagine del Manuale wiki GNA.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;L’invio dei dati minimi al GNA '''non sostituisce in alcun modo la consegna della documentazione scientifica dell'intervento''', nei formati digitali e cartacei abitualmente conferiti agli archivi degli Uffici periferici al termine delle attività sul campo e, generalmente, dettagliati sui siti istituzionali delle singole Soprintendenze. Si ribadisce, inoltre, che la citata Circolare DG ABAP n. 9/2024 '''non disciplina le modalità di consegna delle ricerche svolte in regime di concessione''' ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004, per le quali il conferimento dei dati al MiC è normato dalla Circolare DG ABAP n. 47 del 16 novembre 2022.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
N.B. Le indicazioni che seguono '''non sono valide per le Soprintendenze presso le quali siano attivi sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA'''. In tali casi, come esplicitato dalla citata Circolare, per evitare la duplicazione del lavoro a carico del professionista e il rischio di disallineamento fra banche dati ministeriali, è previsto che le ditte e i professionisti seguano le prassi già in uso e che sia la Soprintendenza stessa a conferire i dati raccolti al GNA, secondo protocolli di interscambio definiti ad hoc. Il successivo paragrafo 5 (''Banche dati federate'') riporta una sintesi, costantemente aggiornata, dei portali locali MiC che conferiscono i dati al GNA. Si invitano pertanto le ditte e i professionisti a consultare sempre la Soprintendenza competente per territorio in merito allo specifico sistema di raccolta e conferimento dei dati.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''1.	SOFTWARE E APPLICATIVI'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’applicativo per l’inserimento dei dati (template GNA) è liberamente scaricabile dal portale GNA, al link (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
Di seguito alcune indicazioni utili:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;per ogni ricerca/ogni pacchetto dati utilizzare un nuovo template, scaricando la versione più recente dal portale;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;consultare sempre la versione online del manuale, evitando di salvarlo in locale, ma facendo riferimento al Manuale wiki GNA accessibile online (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale) o direttamente attraverso il template;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;utilizzare sempre la versione a lungo termine del software QGIS (LTR - long term release) dalla pagina di download ufficiale del progetto (https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''2. 	SCARICAMENTO E RIUSO DEI DATI PUBBLICATI SUL PORTALE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati pubblicati sul GNA sono '''liberamente scaricabili''', secondo le modalità dettagliate alla pagina di ''download'' del portale (https://gna.cultura.gov.it/download.html). &lt;br /&gt;
La funzione di scaricamento dei dati è generalmente utile nell’ambito di uno '''studio territoriale''', indipendentemente dalle finalità (archeologia preventiva, redazione di tesi o altre ricerche, etc...). In particolare, nell'ambito delle attività dirette dal MiC e specificamente oggetto della Circolare 9/2024 già citata, lo scaricamento dei dati GNA è richiesto in particolare ai fini della redazione della '''relazione di assoggettabilità alla procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico''', per la quale la raccolta dei dati è disciplinata oggi dal DPCM 14 febbraio 2022, per quanto compatibile con il D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e, in particolare, art. 1, c. 2 dell’allegato I.8, come confermato dalla Circolare n. 32/2023.&lt;br /&gt;
I dati possono essere riutilizzati senza modifiche oppure, se si riscontrano errori o imprecisioni nei dati alfanumerici o nel posizionamento, possono essere modificati attraverso il '''“plugin GNA”''', seguendo le istruzioni sulla pagina di download appena citata, nella sezione “Plugin GNA per QGIS” e la pagina dedicata del Manuale wiki GNA: (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.	INSERIMENTO DI DATI DI NUOVA ACQUISIZIONE'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’elaborazione di nuovi dati da pubblicare sul GNA, provenienti da '''ricerche bibliografiche e d’archivio''' ancora non presenti sul portale, o a seguito di '''scavi archeologici, ricerche invasive e non invasive e ricognizioni territoriali''', avviene mediante il '''''template GIS''''', secondo le istruzioni pubblicate sul manuale ''online'' (https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.1 Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La fase di verifica di assoggettabilità a VPIA (D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4 e art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 e, relativamente alle modalità di redazione della documentazione, DPCM 14 febbraio 2022) utilizza una '''struttura MOPR apposita''', e prevede la compilazione dei seguenti ''layer'' del ''template'' GIS:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dallo studio di archeologia preventiva; essa corrisponde pertanto all’eventuale buffer previsto da specifiche norme in materia di studi di impatto archeologico in fase di progettazione di grandi opere, e in ogni caso all’area per la quale la Soprintendenza competente richiede l’effettuazione dello studio preliminare ai sensi dell’art. 1, c. 2 dell’allegato I.8 al D. Lgs 36/2023. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Uno dei campi obbligatori del MOPR è il '''codice progetto (CPR)'''. Per la sua creazione è 	necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere 	richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione dell’area/sito archeologico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''RCG:''' contiene le informazioni relative alle aree sottoposte a ricognizione e la loro rappresentazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    '''N.B.''' Nel caso in cui una ricognizione abbia esito positivo, il sito archeologico individuato, anche se indiziato soltanto dalla presenza di materiale mobile, deve essere descritto tramite una scheda MOSI e rappresentato come un punto/poligono a sé stante, distinto dall’area di ricognizione RCG. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la redazione dello studio di assoggettabilità a VPIA lo standard GNA prevede altresì la redazione dei seguenti elaborati grafici, come descritti dalla Circolare DG ABAP 53/2022:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta del Rischio Archeologico'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta del Potenziale Archeologico'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Carta della visibilità delle aree sottoposte a ricognizione:''' la compilazione delle schede di dettaglio della ricognizione genera automaticamente i due layer tematizzati sulla base della copertura del suolo e della visibilità delle singole UR.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''3.2 	Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Circolare DG ABAP 9/2024 prevede l’obbligo di invio al GNA dei dati relativi a qualsiasi nuovo 	scavo/indagine archeologica svolto per finalità di tutela, ovvero: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''tutte le fasi della procedura di archeologia preventiva''' di cui al D. Lgs. 36/2023, art. 41, c. 4, ivi comprese le attività previste dall’art. 1, c. 7 dell’allegato I.8 (carotaggi, prospezioni geofisiche e geochimiche, saggi archeologici, sondaggi e scavi, anche in estensione);&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''assistenza archeologica in corso d’opera''', svolta ai sensi dell’art. 1, c. 5 dell’allegato I.8 al D. Lgs. 36/2023;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	'''qualsiasi indagine archeologica''', indipendentemente dalle finalità e dalle strategie di ricerca adottate, effettuata sotto la '''Direzione Scientifica del Mic'''; restano pertanto escluse le ricerche in concessione ai sensi degli artt. 88-89 del D. Lgs 42/2004;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
-	lo standard GNA può essere utilizzato, tramite adesione volontaria da parte di singoli studenti/ricercatori o équipe di ricerca, anche per la raccolta dei dati elaborati nell’ambito di un '''progetto di ricerca, tesi o altro studio territoriale'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In tutti i casi su elencati è prevista la '''compilazione dei seguenti layer del ''template'' GIS''': &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOPR:''' rappresenta l’area vasta interessata dalle indagini di scavo/non invasive oppure dalla ricerca/studio territoriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    N.B. Uno dei campi obbligatori del MOPR è il codice progetto (CPR). Per la sua creazione è necessario il codice personale del professionista, che è attribuito dall’ICA e deve essere richiesto tramite mail alla casella dg-abap.gna@cultura.gov.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''DSC:''' rappresenta nel dettaglio le '''aree sottoposte a indagine''' e contiene le informazioni minime dell’intervento; esso deve essere utilizzato anche nel caso di indagini concluse con esito negativo, indipendentemente dalla profondità raggiunta. Il DSC è un layer multipoligonale, e pertanto a una sola scheda DSC possono corrispondere più poligoni, ad esempio per documentare l’estensione esatta di una serie di saggi o trincee eseguite nella stessa occasione e con caratteristiche simili (es. sulla base della profondità raggiunta).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''MOSI:''' archivia le informazioni e la rappresentazione relative all’area/sito archeologico. È possibile rappresentare i rinvenimenti come punti, linee o poligoni: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie puntuali''' è prevista che la raccolta dei dati pregressi d’archivio, sia nell’ambito dell'archeologia preventiva sia in occasione di altre attività di censimento del pregresso, e in ogni caso quando non si disponga di dati certi riguardo al posizionamento/alla planimetria del rinvenimento; &lt;br /&gt;
*	la rappresentazione con '''geometrie poligonali''', intesa come '''perimetrazione non caratterizzata''' di quanto rinvenuto, è da privilegiare in tutti i casi in cui le caratteristiche planimetriche dei rinvenimenti sono utili sul piano della tutela e su quello della conoscenza (strutture murarie, in particolare complesse, vie di comunicazione, etc.) e laddove si disponga di dati certi, ed è '''obbligatoria nel caso di conferimento dei dati di nuovi interventi di scavo''', per i quali la redazione della scheda avviene contestualmente alla consegna della documentazione all’Ufficio competente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''4.	INVIO DEI DATI AL GNA'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al termine delle attività di ''data-entry'', il compilatore invia i dati al portale mediante la funzione “invia” del ''plugin'' GNA già citato al paragrafo 2.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I dati sono archiviati sul portale e sono in quella fase esclusi dalla visualizzazione pubblica '''online'''. I funzionari competenti per territorio accedono alla documentazione mediante l’applicativo appositamente predisposto (“'''''template Admin'''''”) e possono disporre in qualsiasi momento la '''pubblicazione''' dei dati. È loro facoltà procedere alla '''validazione''' delle schede ricevute.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;'''N.B.''' con il termine &amp;quot;validazione&amp;quot; ci si riferisce esclusivamente alla correttezza formale dei dati e alla loro corrispondenza rispetto allo stato attuale delle conoscenze: si rammenta infatti che, considerate le caratteristiche peculiari della documentazione archeologica, in particolar modo se riferita a rinvenimenti pregressi o a dati d’archivio e bibliografici, i dati descrittivi e geospaziali possono essere sempre soggetti ad approfondimenti e modifiche anche rilevanti, a seguito del progredire degli studi. Pertanto, le schede pubblicate, anche qualora risultino validate, rappresentano esclusivamente la trasposizione su supporto digitale e di libero accesso dei dati disponibili al momento della compilazione del database, e non sostituiscono in alcun modo l’espressione di pareri, nullaosta o altri atti comunque denominati da parte del MiC. Tutte le informazioni in merito al valore meramente informativo e non amministrativo dei dati GNA sono pubblicate nella pagina “Termini e condizioni d’uso” del portale).&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualora una scheda contenesse '''gravi imprecisioni''' nei dati alfanumerici e/o topografici, il funzionario può procedere alla sua correzione, pubblicandola poi a proprio nome, oppure escluderla momentaneamente dalla pubblicazione, chiedendo contestualmente la sua rettifica all’autore, da effettuarsi mediante un nuovo invio al GNA.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Allo scadere dei '''30 giorni dall’invio''', tutte le schede non validate e non esplicitamente escluse dalla pubblicazione sono rese '''consultabili e scaricabili sul portale GNA''', con lo status “non validata”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''5.	BANCHE DATI FEDERATE''' &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si elencano di seguito le modalità di interazione fra il GNA e i '''sistemi locali di conferimento e raccolta dei dati già interoperabili con il GNA''', in uso presso alcune Soprintendenze, evidenziando le specificità nell’invio dei dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Progetto RAPTOR''' (Ricerca Archivi e Pratiche per la Tutela Operativa Regionale):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA''': la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3; è previsto che i professionisti continuino a presentare alle Soprintendenze, ai sensi della normativa vigente, richiesta di accesso agli archivi, da effettuarsi attraverso RAPTOR come da procedura già in uso, in modo da consentire all’ufficio periferico di verificare la necessità di accesso agli archivi per l'eventuale integrazione dei dati mancanti e discordanze nell’esportazione/rappresentazione dei dati fra i due sistemi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno inviate al sistema RAPTOR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema RAPTOR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Progetto SITAR''' (Sistema Territoriale Archeologico di Roma):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' la ditta/il professionista usa il template ministeriale per lo scaricamento, l’elaborazione e il conferimento dei dati, secondo le medesime procedure descritte ai precedenti punti 1-3. &lt;br /&gt;
In seguito al conferimento delle schede mediante il plugin GNA, le schede nuove o modificate saranno pubblicate su GNA secondo lo standard nazionale; le medesime schede saranno inoltre inviate al SITAR secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, e in seguito pubblicate a seguito di una verifica;   per consentire l’allineamento costante fra i sistemi, il portale SITAR mostrerà su un layer autonomo, sulla propria mappa, il WMS della mappa GNA, così da consentire agli utenti di verificare in tempo reale l’eventuale presenza sul Geoportale di nuovi siti non ancora pubblicati sul SITAR. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista al sistema SITAR secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Progetto ArcheoDB''' (Geodatabase dei siti oggetto di interventi e/o ritrovamenti archeologici in Emilia-Romagna):&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati per la relazione di assoggettabilità a VPIA:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
'''Raccolta dei dati minimi delle indagini archeologiche:''' i dati sono inviati dalla ditta/dal professionista all’ArcheoDB secondo le procedure già in uso, e successivamente sono conferiti al GNA secondo protocolli di interoperabilità definiti centralmente, senza necessità di intervento da parte della ditta/del professionista.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1518</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1518"/>
		<updated>2024-03-15T15:33:46Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che altrimenti, a causa di quelle che sono le modalità e i tempi di acquisizione, resterebbero in molti casi completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un [[Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin|'''plugin dedicato''']] che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presenti in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire l'insieme delle aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[RCG_multipolygon#Zone_di_dettaglio_(UR)|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
* Collegamento a un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Tabelle&amp;lt;/b&amp;gt; che contengono i vocabolari e vengono richiamate nel Template in formato JSON dal server WEB del GNA ogni volta che viene aperto il progetto e non più direttamente dal geodatabase, risolvendo problemi di performance e di rete: per avere le tabelle sempre aggiornate è quindi consigliabile chiudere il progetto per lo meno a fine giornata e non lasciarlo aperto per più giorni di seguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio, '''che necessitano sempre di un ricontrollo prima dell'utilizzo'''. Si raccomanda di riportare nell'apposito campo del MOSI (Codice sito censimento (CCO) il riferimento alla scheda del Censimento. &lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;p&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati). La prossima LTR (3.34) sarà rilasciata a febbraio 2024.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare=== &lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1517</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1517"/>
		<updated>2024-03-15T15:30:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Istruzioni operative per il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le ricerche archeologiche dirette dal Ministero della Cultura */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che altrimenti, a causa di quelle che sono le modalità e i tempi di acquisizione, resterebbero in molti casi completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un [[Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin|'''plugin dedicato''']] che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Istruzioni operative==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;/p&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presenti in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire l'insieme delle aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[RCG_multipolygon#Zone_di_dettaglio_(UR)|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
* Collegamento a un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Tabelle&amp;lt;/b&amp;gt; che contengono i vocabolari e vengono richiamate nel Template in formato JSON dal server WEB del GNA ogni volta che viene aperto il progetto e non più direttamente dal geodatabase, risolvendo problemi di performance e di rete: per avere le tabelle sempre aggiornate è quindi consigliabile chiudere il progetto per lo meno a fine giornata e non lasciarlo aperto per più giorni di seguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio, '''che necessitano sempre di un ricontrollo prima dell'utilizzo'''. Si raccomanda di riportare nell'apposito campo del MOSI (Codice sito censimento (CCO) il riferimento alla scheda del Censimento. &lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;p&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati). La prossima LTR (3.34) sarà rilasciata a febbraio 2024.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare=== &lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1516</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1516"/>
		<updated>2024-03-15T15:28:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che altrimenti, a causa di quelle che sono le modalità e i tempi di acquisizione, resterebbero in molti casi completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un [[Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin|'''plugin dedicato''']] che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Istruzioni operative per il conferimento al GNA dei dati minimi di tutte le ricerche archeologiche dirette dal Ministero della Cultura==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;/p&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presenti in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire l'insieme delle aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[RCG_multipolygon#Zone_di_dettaglio_(UR)|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
* Collegamento a un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Tabelle&amp;lt;/b&amp;gt; che contengono i vocabolari e vengono richiamate nel Template in formato JSON dal server WEB del GNA ogni volta che viene aperto il progetto e non più direttamente dal geodatabase, risolvendo problemi di performance e di rete: per avere le tabelle sempre aggiornate è quindi consigliabile chiudere il progetto per lo meno a fine giornata e non lasciarlo aperto per più giorni di seguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio, '''che necessitano sempre di un ricontrollo prima dell'utilizzo'''. Si raccomanda di riportare nell'apposito campo del MOSI (Codice sito censimento (CCO) il riferimento alla scheda del Censimento. &lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;p&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati). La prossima LTR (3.34) sarà rilasciata a febbraio 2024.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare=== &lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1515</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1515"/>
		<updated>2024-03-15T15:21:16Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Istruzioni operative per il conferimento della documentazione ai sensi della Circolare TOT */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che altrimenti, a causa di quelle che sono le modalità e i tempi di acquisizione, resterebbero in molti casi completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un [[Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin|'''plugin dedicato''']] che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presenti in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire l'insieme delle aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[RCG_multipolygon#Zone_di_dettaglio_(UR)|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
* Collegamento a un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Tabelle&amp;lt;/b&amp;gt; che contengono i vocabolari e vengono richiamate nel Template in formato JSON dal server WEB del GNA ogni volta che viene aperto il progetto e non più direttamente dal geodatabase, risolvendo problemi di performance e di rete: per avere le tabelle sempre aggiornate è quindi consigliabile chiudere il progetto per lo meno a fine giornata e non lasciarlo aperto per più giorni di seguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio, '''che necessitano sempre di un ricontrollo prima dell'utilizzo'''. Si raccomanda di riportare nell'apposito campo del MOSI (Codice sito censimento (CCO) il riferimento alla scheda del Censimento. &lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;p&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati). La prossima LTR (3.34) sarà rilasciata a febbraio 2024.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare=== &lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1514</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1514"/>
		<updated>2024-03-15T15:19:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* La struttura del progetto */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che altrimenti, a causa di quelle che sono le modalità e i tempi di acquisizione, resterebbero in molti casi completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un [[Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin|'''plugin dedicato''']] che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presenti in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire l'insieme delle aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[RCG_multipolygon#Zone_di_dettaglio_(UR)|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
* Collegamento a un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Tabelle&amp;lt;/b&amp;gt; che contengono i vocabolari e vengono richiamate nel Template in formato JSON dal server WEB del GNA ogni volta che viene aperto il progetto e non più direttamente dal geodatabase, risolvendo problemi di performance e di rete: per avere le tabelle sempre aggiornate è quindi consigliabile chiudere il progetto per lo meno a fine giornata e non lasciarlo aperto per più giorni di seguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Istruzioni operative per il conferimento della documentazione ai sensi della Circolare TOT==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio, '''che necessitano sempre di un ricontrollo prima dell'utilizzo'''. Si raccomanda di riportare nell'apposito campo del MOSI (Codice sito censimento (CCO) il riferimento alla scheda del Censimento. &lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;p&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati). La prossima LTR (3.34) sarà rilasciata a febbraio 2024.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare=== &lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1512</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1512"/>
		<updated>2024-03-12T12:02:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* La struttura del progetto. L'inserimento dei dati */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che altrimenti, a causa di quelle che sono le modalità e i tempi di acquisizione, resterebbero in molti casi completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un [[Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin|'''plugin dedicato''']] che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presenti in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire l'insieme delle aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[RCG_multipolygon#Zone_di_dettaglio_(UR)|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
* Collegamento a un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Tabelle&amp;lt;/b&amp;gt; che contengono i vocabolari e vengono richiamate nel Template in formato JSON dal server WEB del GNA ogni volta che viene aperto il progetto e non più direttamente dal geodatabase, risolvendo problemi di performance e di rete: per avere le tabelle sempre aggiornate è quindi consigliabile chiudere il progetto per lo meno a fine giornata e non lasciarlo aperto per più giorni di seguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio, '''che necessitano sempre di un ricontrollo prima dell'utilizzo'''. Si raccomanda di riportare nell'apposito campo del MOSI (Codice sito censimento (CCO) il riferimento alla scheda del Censimento. &lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;p&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati). La prossima LTR (3.34) sarà rilasciata a febbraio 2024.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare=== &lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=1511</id>
		<title>Pagina principale</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Pagina_principale&amp;diff=1511"/>
		<updated>2024-03-12T11:18:34Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;max-width: 95%; text-align: justify; background: #ffffff; border: 2px solid #3366cc; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Logo GNA favicon.png|senza_cornice|sinistra|alt=Logo|Logo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align:left&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;font color=&amp;quot;#AE3433&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 2.0em&amp;quot;;&amp;gt;'''GEOPORTALE NAZIONALE PER L'ARCHEOLOGIA&amp;lt;/DIV&amp;gt;'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align:center&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;font color=&amp;quot;#2952a3&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
'''&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 1.8em&amp;quot;&amp;gt;MINISTERO DELLA CULTURA&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 1.5em&amp;quot;&amp;gt;'''DIREZIONE GENERALE ARCHEOLOGIA BELLE ARTI E PAESAGGIO'''&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 1.3em&amp;quot;&amp;gt;'''ISTITUTO CENTRALE PER L’ARCHEOLOGIA'''&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 1em&amp;quot;&amp;gt;'''Direttore: Elena Calandra'''&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 1.3em&amp;quot;&amp;gt;'''ISTITUTO CENTRALE PER IL CATALOGO E LA DOCUMENTAZIONE'''&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 1em&amp;quot;&amp;gt;'''Direttore: Carlo Birrozzi'''&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 1.5em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;font color=&amp;quot;#AE3433&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
'''TEMPLATE GNA ver.1.4 - MANUALE OPERATIVO'''&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 1.0em&amp;quot;&amp;gt;data rilascio: 14 febbraio 2024&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 70%; text-align: justify; background: #ffffff; border: 2px solid #AE3433; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Torino, piazza San Carlo.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;/font&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 1.0em&amp;quot;&amp;gt;Testi di Ada Gabucci, con contributi di Valeria Boi e Francesco Marucci&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.9em&amp;quot;&amp;gt;e con interventi di Laura Cerri, Angela Infarinato, Marcello Madau, Giuseppina Manca di Mores e Melania Semeraro&lt;br /&gt;
data ultimo aggiornamento: 12 marzo 2024&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Indice|&amp;lt;font color=&amp;quot;#AE3433&amp;quot;&amp;gt;'''Vai all'Indice''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;font color=&amp;quot;#2952a3&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;MiC_licenza [https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/' '''CC BY 4.0''']]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1507</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=1507"/>
		<updated>2024-03-12T11:02:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che altrimenti, a causa di quelle che sono le modalità e i tempi di acquisizione, resterebbero in molti casi completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un [[Compilare_il_MOPR#Caricare_i_MOSI_da_GNA._L'uso_del_plugin|'''plugin dedicato''']] che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presenti in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire l'insieme delle aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[RCG_multipolygon#Zone_di_dettaglio_(UR)|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRD_-_Carta_del_rischio|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[Compilare_il_MOPR#VRP_-_Carta_del_potenziale|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
* Collegamento a un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Tabelle&amp;lt;/b&amp;gt; che contengono i vocabolari e vengono richiamate nel Template in formato JSON dal server WEB del GNA ogni volta che viene aperto il progetto e non più direttamente dal geodatabase, risolvendo problemi di performance e di rete: per avere le tabelle sempre aggiornate è quindi consigliabile chiudere il progetto per lo meno a fine giornata e non lasciarlo aperto per più giorni di seguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio, '''che necessitano sempre di un ricontrollo prima dell'utilizzo'''. Si raccomanda di riportare nell'apposito campo del MOSI (Codice sito censimento (CCO) il riferimento alla scheda del Censimento. &lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Valeria Boi''&amp;lt;p&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati). La prossima LTR (3.34) sarà rilasciata a febbraio 2024.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare=== &lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=DSC_multipolygon&amp;diff=1444</id>
		<title>DSC multipolygon</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=DSC_multipolygon&amp;diff=1444"/>
		<updated>2023-12-07T15:51:22Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;= Premessa =&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Il layer, multipoligonale, è destinato a raccogliere i dati delle indagini archeologiche effettuate nell'area. &lt;br /&gt;
Esso deve essere utilizzato per delimitare esattamente l’estensione di un’area indagata: ospita sia le indagini svolte con esito positivo che  quelle con esito negativo e deve essere usato anche per archiviare l’estensione esatta di indagini geognostiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È sempre importante registrare in scheda la profondità raggiunta. Nel registrare i dati di uno scavo appena concluso, è necessario inserire (nel campo note) anche la quota assoluta del piano campagna: essa può variare nel tempo ed è utile documentare quella cui si riferiscono i dati al momento dell’indagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il layer DSC è a geometria multi-poligonale: dopo aver salvato la tabella delle informazioni alfanumeriche e il primo poligono, è possibile aggiungere altri poligoni con le medesime informazioni.&lt;br /&gt;
In questo modo si può  documentare l’estensione esatta di una serie di saggi o trincee eseguite nella stessa occasione e con caratteristiche simili (es. sulla base della profondità raggiunta)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il layer è anche funzionale all’uso come Authority file in SIGECweb nel caso si registrino informazioni sui materiali raccolti durante le attività di scavo con i moduli per l’inventariazione ([http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 '''MINP''']/[http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/234/minv-modulo-per-l-inventariazione-4_01 '''MINV''']).&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;è necessario inserire la geometria dell'indagine archeologica dall’interno della scheda del progetto (MOPR): in questo modo essa sarà correlata univocamente al progetto stesso e parte dei campi obbligatori risulterà già compilata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Identificazione =&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || DSCV ||Denominazione dello scavo|| 250 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;obbligatorio, inserire il nome con cui  viene comunemente identificato&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || DSCH ||Codice identificativo || 100 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;obbligatorio, il sistema propone un codice identificativo univoco automatico (UUID). Il campo è modificabile, ma la modifica va fatta esclusivamente nel caso lo scavo in oggetto abbia già un authority file in SIGECweb. In tal caso è possibile modificare DSCH inserendo lo stesso codice presente in SIGECweb e contemporaneamente è obbligatorio inserire il codice dell’ente schedatore in SIGECweb nel campo DSCF. In tutti gli altri casi accettare i valori proposti dal sistema. '''Nel caso si decida di creare un Authority file DSC in SiGECweb dopo averlo creato in GNA, seguire [[DSC in SW|questa procedura]].'''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || DSCD ||Data/e dello scavo|| 100 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;obbligatorio, inserire gli estremi dell'arco di tempo in cui si è effettuato lo scavo&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || DSCM ||Metodo|| 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;obbligatorio, indicare con quale metodologia è stato condotto lo scavo sulla base di [[Vocabolario DSCM|'''questa tabella''']] &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || DSCT ||Motivo|| 100 ||  || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare le motivazioni che hanno condotto a eseguire lo scavo sulla base di [[Vocabolario DSCT|'''questa tabella''']]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || DSCF ||Ente responsabile|| 250 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare l'ente responsabile dello scavo&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || DSCR ||Ente finanziatore/sponsor|| 250 || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare, se conosciuto, l'ente finanziatore o lo sponsor&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || DSCA ||Responsabile scientifico|| 250 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare il nome del responsabile scientifico della conduzione dello scavo&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
|  '''Identificazione'''||  ||  ||  ||  || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CPR_MOPR || ||Codice progetto|| 150 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;obbligatorio, si autocompila&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || DSCJ ||Ente schedatore|| 150 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;obbligatorio, si autocompila di default con ''GNA'' &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || NSC || ||Descrizione|| 5000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire a testo libero le informazioni aggiuntive che si ritengono utili a una migliore descrizione dello scavo&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Localizzazione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| LC ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| || PVC || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || PVCR || ||Regione || 25 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila all'inserimento della geometria, sulla base del [https://www.istat.it/it/archivio/222527 '''layer ISTAT'''] aggiornato all'anno in corso. In [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''casi particolari''']], il campo è modificabile sulla base di un menu a tendina &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || PVCP ||  ||Provincia || 2 || sì || sì||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila all'inserimento della geometria, sulla base del [https://www.istat.it/it/archivio/222527 '''layer ISTAT'''] aggiornato all'anno in corso. In [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''casi particolari''']], il campo è modificabile sulla base di un menu a tendina già filtrato sulla regione scelta&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || PVCC ||  ||Comune || 100 || sì || sì||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila all'inserimento della geometria, sulla base del [https://www.istat.it/it/archivio/222527 '''layer ISTAT'''] aggiornato all'anno in corso. In [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''casi particolari''']], il campo è modificabile sulla base di un menu a tendina già filtrato sulla provincia scelta&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || PVCL ||  ||Toponimo/ località|| 100 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;può essere valorizzato con i toponimi noti dalla cartografia (frazioni, località ecc.) o anche solo su base locale&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || PVCI || ||Indirizzo|| 250 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;permette l'inserimento di un indirizzo preciso nel caso sia individuabile&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || PVCV ||  ||Altri percorsi/ specifiche || 2000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo permette di inserire la descrizione anche discorsiva di elementi utili a rintracciare la localizzazione esatta del sito in esame&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || PVZ ||  ||Tipo di contesto|| 100 ||  || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un menu a tendina, serve a descrivere in sintesi il '''contesto attuale''' in cui si trova il  sito in esame sulla base di cinque occorrenze:&lt;br /&gt;
* ''contesto urbano''&lt;br /&gt;
* ''contesto periurbano''&lt;br /&gt;
* ''contesto rurale''&lt;br /&gt;
* ''contesto subacqueo''&lt;br /&gt;
* ''contesto territoriale''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Georeferenziazione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GPT ||  ||Tecnica di georeferenziazione || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo è obbligatorio e può essere valorizzato scegliendo da un [[GPT|'''menu a tendina''']] le modalità con cui è stata effettuata la georeferenziazione, che hanno effetto diretto sul grado di precisione del dato&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GPM ||  ||Grado di precisione del posizionamento|| 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un menu a tendina, serve a descrivere il livello di attendibilità che è possibile attribuire alla geometria inserita sulla base di tre occorrenze:&lt;br /&gt;
* ''posizionamento esatto'', in linea di massima da utilizzare soprattutto per i poligoni, dovrebbe avere un grado di errore trascurabile ai fini della tutela&lt;br /&gt;
* ''posizionamento approssimato''&lt;br /&gt;
* ''posizionamento con rappresentazione simbolica'', da utilizzare quando si faccia riferimento a vecchie notizie o ad altre indicazioni molto generiche e localizzabili solo in maniera estremamente vaga&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  ||  || GPBB ||Base cartografica di riferimento|| 500 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un [[GPBB|'''menu a tendina''']], permette di descrivere la base cartografica utilizzata grazie a un sintetico vocabolario che accorpa per similitudine di scala (ad esempio CTR o CTC o IGM)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GEN ||  ||Note al posizionamento|| 2000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;in questo campo possono essere inserite tutte le note che riguardano la georeferenziazione e che possono aiutare a individuare correttamente sul terreno l'oggetto della scheda. Vanno inserite qui anche i dettagli utili a definire meglio la base cartografica (es.: GPBB=Carta Tecnica Comunale (CTC); GEN=Comune di Gubbio 2015)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Quote'''||  ||  ||  ||  || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si è scelto, per ora, di non rendere obbligatori i campi di questo paragrafo, che pure è di importanza enorme per la conoscenza archeologica. La decisione scaturisce dal fatto che nella raccolta di dati pregressi e nei casi di informazioni molto vecchie è troppo spesso impossibile trovare indicazioni precise sulle quote. Si raccomanda comunque la compilazione accurata di almeno uno dei campi in tutti i casi in cui questo sia possibile&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || MTAM ||Profondità massima raggiunta/assoluta|| 12 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;quota minima s.l.m. raggiunta nello scavo, da inserire scrivendo solo il dato numerico in metri&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  ||  || MTAR ||Profondità massima raggiunta/relativa|| 12 || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;nel caso sia possibile indicare solo una profondità rispetto al piano di campagna, riportare nel campo note MTAS la quota 0 di riferimento o altre informazioni utili a ricostruire la situazione altimetrica&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || MTAS ||Note alle quote|| 2000 || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;poiché nei campi precedenti è previsto l'inserimento sempre di un solo dato, è qui possibile aggiungere altre considerazioni o informazioni&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
= Compilazione =&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''Bibliografia'''|| || || || || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || BIBR ||Abbreviazione || 100 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare le eventuali abbreviazioni (autore+anno) utilizzate nei campi descrittivi della scheda&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || BIBM ||Riferimento bibliografico completo|| 1000 ||  ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire la bibliografia necessaria, separando le ripetitività con un punto e virgola e uno spazio (;+spazio). Si raccomanda di seguire le [http://www.iccd.beniculturali.it/getFile.php?id=6341 '''norme di compilazione'''] (Appendice IV, p. 167) previste per le schede in SiGECweb, di non scrivere i nomi e/o i titoli tutti in maiuscolo e in particolare di indicare gli autori con ''cognome, nome'' e usare per le riviste le abbreviazioni bibliografiche del [https://www.dainst.org/documents/10180/70593/02_Abbreviations+for+Journals_quer.pdf/a82958d5-e5e9-4696-8e1b-c53b5954f52a '''Deutsche Archäologisches Institut Rom (DAI)''']. Nel caso di riviste a diffusione locale non inserite nell'elenco riportare la denominazione per estesi. Nella trattazione di siti molto noti, con vasta bibliografia, scegliere i testi principali, i più autorevoli o quelli che comunque si ritengono più utili, senza puntare a una impossibile esaustività &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || DOZ || ||Archivio di riferimento|| 500 || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare l'archivio in cui sono state reperite le informazioni. È particolarmente importante compilare questo campo nei casi in cui il sito sia inedito e noto quindi solo sulla base di documentazione d'archivio&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''Compilazione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CMPD || ||Data di compilazione|| 4|| sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare l'anno di redazione del modulo&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CMPN || ||Responsabile ricerca e redazione|| 250 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare il nome del compilatore del modulo nella forma ''Cognome, Nome''&lt;br /&gt;
|-  &lt;br /&gt;
| || FUR || ||Funzionario responsabile|| 250 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare il nome del funzionario responsabile nella forma ''Cognome, Nome''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || RSR || ||Referente scientifico|| 250 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare, nella forma ''Cognome, Nome'', il nome del responsabile dei contenuti (es. il responsabile scientifico dell'indagine o il responsabile della successiva analisi della documentazione di scavo). Nel caso chi redige il modulo coincida con chi produce i contenuti, ripetere in questo campo i dati immessi in CMC&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
| '''Compilazione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || OSS || ||Note|| 5000 || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;aggiungere a testo libero eventuali altre informazioni utili&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Localizzazione=&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Georeferenziazione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| GE ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GPT ||  ||Tecnica di georeferenziazione || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo è obbligatorio e può essere valorizzato scegliendo da un [[GPT|'''menu a tendina''']] le modalità con cui è stata effettuata la georeferenziazione, che hanno effetto diretto sul grado di precisione del dato&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GPM ||  ||Grado di precisione del posizionamento|| 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un menu a tendina, serve a descrivere il livello di attendibilità che è possibile attribuire alla geometria inserita sulla base di tre occorrenze:&lt;br /&gt;
* ''posizionamento esatto'', in linea di massima da utilizzare soprattutto per i poligoni, dovrebbe avere un grado di errore trascurabile ai fini della tutela&lt;br /&gt;
* ''posizionamento approssimato''&lt;br /&gt;
* ''posizionamento con rappresentazione simbolica'', da utilizzare quando si faccia riferimento a vecchie notizie o ad altre indicazioni molto generiche e localizzabili solo in maniera estremamente vaga&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  ||  || GPBB ||Base cartografica di riferimento|| 500 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un [[GPBB|'''menu a tendina''']], permette di descrivere la base cartografica utilizzata grazie a un sintetico vocabolario che accorpa per similitudine di scala (ad esempio CTR o CTC o IGM)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GEN ||  ||Note al posizionamento|| 2000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;in questo campo possono essere inserite tutte le note che riguardano la georeferenziazione e che possono aiutare a individuare correttamente sul terreno l'oggetto della scheda. Vanno inserite qui anche i dettagli utili a definire meglio la base cartografica (es.: GPBB=Carta Tecnica Comunale (CTC); GEN=Comune di Gubbio 2015)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Localizzazione catastale'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| CS ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| || CST || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || CSTF ||Foglio/ data|| 25 || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || CSTN ||Particelle || 100 || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CTN|| ||Note|| 2000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Compilazione =&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''Bibliografia'''|| || || || || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| DO ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| || BIB || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || BIBR ||Abbreviazione || 100 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare le eventuali abbreviazioni (autore+anno) utilizzate nei campi descrittivi della scheda&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || BIBM ||Riferimento bibliografico completo|| 1000 ||  ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire la bibliografia necessaria, separando le ripetitività con un punto e virgola e uno spazio (;+spazio). Si raccomanda di seguire le [http://www.iccd.beniculturali.it/getFile.php?id=6341 '''norme di compilazione'''] (Appendice IV, p. 167) previste per le schede in SiGECweb, di non scrivere i nomi e/o i titoli tutti in maiuscolo e in particolare di indicare gli autori con ''cognome, nome'' e usare per le riviste le abbreviazioni bibliografiche del [https://www.dainst.org/documents/10180/70593/02_Abbreviations+for+Journals_quer.pdf/a82958d5-e5e9-4696-8e1b-c53b5954f52a '''Deutsche Archäologisches Institut Rom (DAI)''']. Nel caso di riviste a diffusione locale non inserite nell'elenco riportare la denominazione per estesi. Nella trattazione di siti molto noti, con vasta bibliografia, scegliere i testi principali, i più autorevoli o quelli che comunque si ritengono più utili, senza puntare a una impossibile esaustività &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''Compilazione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| CM ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| || CMP || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || CMPD ||Data della compilazione|| 4|| sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare l'anno di redazione del modulo&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || CMPN ||Nome del compilatore|| 250 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare il nome del compilatore del modulo nella forma ''Cognome, Nome''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || RSR || ||Responsabile della verifica scientifica|| 250 || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare, nella forma ''Cognome, Nome'', il nome del responsabile dei contenuti (es. il professionista che firma il documento di valutazione, il responsabile scientifico di un'indagine ecc.). Nel caso chi redige il modulo coincida con chi produce i contenuti, ripetere in questo campo i dati immessi in CMC&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
|  || FUR || ||Funzionario responsabile|| 250 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare il nome del funzionario responsabile nella forma ''Cognome, Nome''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| AN ||  || || ||  ||   || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || OSS || ||Note|| 5000|| || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=863</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=863"/>
		<updated>2023-06-17T16:59:37Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Dati negativi e assenza di ritrovamenti */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che spesso per le modalità e i tempi di acquisizione resterebbero completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un plugin dedicato &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;(v. link per scaricare)&amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&amp;lt;p&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=862</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=862"/>
		<updated>2023-06-17T16:59:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Premessa */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022, il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che spesso per le modalità e i tempi di acquisizione resterebbero completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un plugin dedicato &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;(v. link per scaricare)&amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=861</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=861"/>
		<updated>2023-06-17T16:58:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Dati negativi e assenza di ritrovamenti */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022 il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che spesso per le modalità e i tempi di acquisizione resterebbero completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un plugin dedicato &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;(v. link per scaricare)&amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=860</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=860"/>
		<updated>2023-06-17T16:57:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Livello di dettaglio */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022 il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che spesso per le modalità e i tempi di acquisizione resterebbero completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un plugin dedicato &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;(v. link per scaricare)&amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=859</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=859"/>
		<updated>2023-06-17T16:57:29Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022 il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che spesso per le modalità e i tempi di acquisizione resterebbero completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un plugin dedicato &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;(v. link per scaricare)&amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=858</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=858"/>
		<updated>2023-06-17T16:57:09Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Premessa */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Valeria Boi''&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022 il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che spesso per le modalità e i tempi di acquisizione resterebbero completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un plugin dedicato &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;(v. link per scaricare)&amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=836</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=836"/>
		<updated>2023-06-17T15:22:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022 il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che spesso per le modalità e i tempi di acquisizione resterebbero completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un plugin dedicato &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;(v. link per scaricare)&amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: Il progetto GNA non prevede attualmente la digitalizzazione della documentazione originale cartacea o la creazione di allegati digitali ai record MOSI e MOPR (ad eccezione di una foto rappresentativa del MOSI, prevista per i protocolli di interoperabilità con il Sistema nazionale del catalogo ICCD). La struttura dei dati, tuttavia, rende possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=835</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=835"/>
		<updated>2023-06-17T15:19:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* La struttura del progetto. L'inserimento dei dati */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022 il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che spesso per le modalità e i tempi di acquisizione resterebbero completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un plugin dedicato &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;(v. link per scaricare)&amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: nell’ambito del progetto GNA non è attualmente contemplata la digitalizzazione dell’intero archivio delle informazioni. L’adozione dello standard nazionale di catalogo ICCD per la registrazione delle informazioni, rende comunque possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione,  &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=834</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=834"/>
		<updated>2023-06-17T10:59:25Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* La struttura del progetto. L'inserimento dei dati */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022 il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che spesso per le modalità e i tempi di acquisizione resterebbero completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un plugin dedicato &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;(v. link per scaricare)&amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: nell’ambito del progetto GNA non è attualmente contemplata la digitalizzazione dell’intero archivio delle informazioni. L’adozione dello standard nazionale di catalogo ICCD per la registrazione delle informazioni, rende comunque possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico  (VIARCH) &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare (VIARCH)&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=833</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=833"/>
		<updated>2023-06-17T10:56:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022 il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;L'obiettivo del GNA è la creazione di una carta archeologica digitale del patrimonio archeologico italiano, liberamente consultabile da tutti gli utenti attraverso il web e facilmente implementabile nel tempo. &lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;In particolare, la sezione &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; è funzionale alla messa in rete dei dati esito dell'attività di tutela del MiC, che spesso per le modalità e i tempi di acquisizione resterebbero completamente inediti. Il conferimento al GNA delle informazioni minime relative a tutti i nuovi interventi svolti con la Direzione scientifica del MiC (archeologia preventiva, scavi in assistenza, anche se con esito negativo, scavi d'emergenza) rappresenta la chiave per la sostenibilità del portale in termini di completezza delle informazioni e di rapidità e costanza di aggiornamento, rendendolo uno strumento sempre più affidabile per finalità di studio e ricerca, tanto quanto per le figure coinvolte nella progettazione e pianificazione urbanistica e  territoriale.&lt;br /&gt;
Per questo motivo, il portale è liberamente accessibile in modalità Open Access; i dati pubblicati possono essere scaricati, modificati e riutilizzati secondo le condizioni della licenza Creative Commons BY 4.0, attraverso un plugin dedicato &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;(v. link per scaricare)&amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;/p&amp;gt; che consente di conferire al GNA sia le modifiche apportate a schede già esistenti sul portale, che schede relative a dati di nuova acquisizione.&lt;br /&gt;
Trattandosi di una sintesi minima delle informazioni, è importante che ogni scheda contenga sempre  il riferimento all’archivio presso cui è conservata la documentazione dalla quale le informazioni provengono e/o la bibliografia di riferimento, nei campi dedicati all'interno del MOSI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: nell’ambito del progetto GNA non è attualmente contemplata la digitalizzazione dell’intero archivio delle informazioni. L’adozione dello standard nazionale di catalogo ICCD per la registrazione delle informazioni, rende comunque possibile effettuare con facilità la connessione con progetti di digitalizzazione, sia organizzati dagli Istituti centrali Mic che dagli Uffici periferici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico ex c. 1 art. 25 D.Lgs 50/2016 &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare di cui all’art. 25, c. 1 del D.Lgs 50/2016&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare ex c. 1 art. 25 D.Lgs 50/2016; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=832</id>
		<title>Il progetto</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Il_progetto&amp;diff=832"/>
		<updated>2023-06-16T22:04:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Premessa */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;==Premessa==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Questa sezione costituisce il manuale d'uso dell'applicativo (template GIS) per la raccolta dei dati destinati alla pubblicazione nella sezione denominata &amp;quot;dati raccolti con standard GNA&amp;quot; del Geoportale.  Il template è strutturato per raccogliere dati esito di qualsiasi tipo di indagine ed è quindi utilizzabile in tutte le attività di raccolta e inserimento di dati che utilizzano tale standard di rappresentazione e descrizione dei dati.  &lt;br /&gt;
All'interno del manuale è possibile reperire le informazioni di dettaglio relative alla struttura, alle caratteristiche e alle modalità di compilazione dei singoli campi della banca dati GNA, raccolte all'interno di tabelle; sono inoltre presenti indicazioni più generiche relative al tipo di scelte progettuali effettuate, alla modalità di svolgimento di specifiche operazioni tecniche, a specifici casi d'uso, che possono guidare l'utente nella compilazione. &lt;br /&gt;
Per facilitare la consultazione da parte dell'utente durante il lavoro di inserimento dei dati, è possibile accedere al manuale anche direttamente dall'interno del template; in tale modalità di consultazione, si viene reindirizzati direttamente ai singoli paragrafi. &lt;br /&gt;
Nell’interesse di tutti gli utenti, chiediamo di esprimere qualunque dubbio e/o perplessità, di segnalare malfunzionamenti e di formulare proposte migliorative scrivendo agli indirizzi indicati sulle pagine del sito ICA e nella sezione &amp;quot;contatti&amp;quot; del portale GNA, al fine di ottimizzare gli strumenti in uso.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;span&amp;gt; Date le specifiche caratteristiche della procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico, effettuata ai sensi delle linee guida emanate con DPCM 14 febbraio 2022 il manuale contiene inoltre indicazioni relative a tale specifica procedura, evidenziate nel testo all’interno di appositi riquadri.&amp;lt;/span&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Finalità del progetto Geoportale Nazionale dell’Archeologia==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La funzione primaria dell’applicativo per la raccolta dei dati (template) è quella di creare una anagrafica minima delle informazioni note in relazione alla conoscenza del patrimonio archeologico sul territorio nazionale, al fine di consentirne una consultazione rapida, anche online attraverso il GNA. Il portale, al termine dell’attività di progettazione attualmente in corso, sarà accessibile sia al personale interno al MiC che alle ditte e ai professionisti, che vedranno così svincolato il loro lavoro da qualsivoglia problema di accessibilità dell’archivio cartaceo (trasferimento ad altre sedi, momentanee chiusure come la recente emergenza sanitaria ecc.). Proprio per questo motivo è importante inserire riferimenti all’archivio o agli archivi di riferimento (campo DOZ).&amp;lt;/p&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;A partire dalla pubblicazione in rete dei dati, i professionisti incaricati della redazione di un documento di valutazione, all’inizio del lavoro, avranno a disposizione i MOSI già presenti sul GNA per l’area interessata dal progetto e dovranno predisporre ex novo solamente i moduli relativi alle ricognizioni e alla valutazione del rischio archeologico, oltre naturalmente a inserire eventuali nuove emergenze esito dell’attività di studio preliminare. Per guidare la successiva fase di aggiornamento del GNA con i nuovi dati è stato già predisposto, nel paragrafo dedicato alla certificazione dei dati, il campo GNA, attualmente compilato con il valore di default “nuovo”.&amp;lt;/p&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;N.B.&amp;lt;/b&amp;gt;: nell’ambito del progetto GNA non è in alcun modo contemplata la digitalizzazione dell’intero archivio delle informazioni, &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;anche perché è materia di competenza di un altro ufficio (Istituto Centrale per la Digitalizzazione)&amp;lt;/span&amp;gt;. Data l’adozione dello standard ICCD per la registrazione delle informazioni, è comunque possibile ipotizzare in futuro una connessione con progetti di digitalizzazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. L'inserimento dei dati==&lt;br /&gt;
La struttura del progetto è così organizzata:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un layer [[Compilare il MOPR|&amp;lt;b&amp;gt;MOPR&amp;lt;/b&amp;gt;]], che '''va compilato per primo perimetrando l’intera area presa in esame per la raccolta dei dati e va considerato come il contenitore di tutti gli elementi sottostanti'''. L’esigenza di poter ricondurre a un evento unico l’intero lavoro è dettata dalla considerazione che si tratta quasi sempre di incarichi esterni o interni che hanno occupato professionisti e/o funzionari e che quindi è bene siano rendicontabili facilmente. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza (record) ed è utilizzabile per inserire i dati relativi ad attività di raccolta/riordino di dati, quali:&lt;br /&gt;
**	&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;documento di valutazione del rischio archeologico ex c. 1 art. 25 D.Lgs 50/2016 &lt;br /&gt;
** 	tesi di laurea &lt;br /&gt;
**	digitalizzazione di una carta archeologica &lt;br /&gt;
** 	ricognizione di un settore di un archivio &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di scavo; &lt;br /&gt;
** 	svolgimento di una campagna di ricognizione;  &lt;br /&gt;
** 	ecc.&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;In fase di redazione di un documento di valutazione &amp;lt;b&amp;gt;il MOPR corrisponde all’area vasta interessata dallo studio preliminare di cui all’art. 25, c. 1 del D.Lgs 50/2016&amp;lt;/b&amp;gt;. I layer vettoriali relativi alle aree occupate dalle lavorazioni previste dalla bozza di progetto esistente al momento in cui il soggetto incaricato della redazione del documento compila il template è invece demandata al semplice caricamento dei layer - preferibilmente vettoriali, oppure raster georiferiti in caso di indisponibilità dei precedenti - forniti dalla stazione appaltante. In caso di necessità il soggetto incaricato può comunque creare e implementare, all’interno del template, un nuovo layer vettoriale destinato alla rappresentazione di tali elementi, utili per la redazione dello studio.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;/br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di tre layer &amp;lt;b&amp;gt;[[Compilare il MOSI|MOSI]]&amp;lt;/b&amp;gt; identici tra loro, che differiscono solo per tipo di geometria, destinati a raccogliere i dati sulle emergenze. I layer sono multigeometria, ovvero accettano l’inserimento di più elementi, anche non contigui, per un’unica occorrenza&lt;br /&gt;
* &amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;Un gruppo di layer che servono a descrivere gli eventi (ricognizioni o scavi) che hanno portato all’individuazione di strutture, materiali o altre tracce archeologicamente rilevanti e che sono la raffigurazione su mappa degli Authority File di ricognizione (RCG_multipolygon) e scavo (DSC_multipolygon) presente in SIGECweb: in tal modo sarà semplice e automatico mantenere la relazione tra le aree di ricognizione e di scavo e i materiali rinvenuti e inventariati tramite [http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 &amp;lt;i&amp;gt;&amp;lt;b&amp;gt;MINP 4.00&amp;lt;/b&amp;gt;&amp;lt;/i&amp;gt;]:&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer &amp;lt;b&amp;gt;[[RCG multipolygon|'''RCG_multipolygon''']]&amp;lt;/b&amp;gt; serve a perimetrare e censire le aree di ricognizione. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di ricognizione (RCG). &amp;lt;b&amp;gt;Si ricorda che in fase di compilazione di un documento di valutazione va registrata un’unica ricognizione, intesa come campagna di ricognizioni effettuata sull’area vasta interessata dallo studio preliminare ex c. 1 art. 25 D.Lgs 50/2016; i dettagli verranno riportati e descritti nel layer D_RCG_multipolygon.&amp;lt;/b&amp;gt;&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[D RCG multipolygon|'''D_RCG_multipolygon''']], strutturato per raccogliere i dati delle diverse aree ricognite, è finalizzato alla produzione di una carta di tali aree, tematizzata per accessibilità/visibilità o per uso/copertura del suolo (una proposta di layout è disponibile per entrambi)&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;il layer [[DSC multipolygon|'''DSC_multipolygon''']]  serve a perimetrare e censire le aree di scavo. Il layer è multipoligonale, ovvero accetta l’inserimento di più poligoni, anche non contigui, per un’unica occorrenza. Si tratta della raffigurazione su mappa dell’Authority File di scavo (DSC) presente in SiGECweb&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRD multipolygon|'''VRD_multipolygon''']] (Carta del rischio), strettamente connesso con MOPR e specificamente legato alle procedure di archeologia preventiva, nel quale l’area interessata dalle lavorazioni deve essere suddivisa, a seconda del livello di rischio al quale il progetto dell’opera espone il patrimonio archeologico noto o presunto, in macroaree individuate anche in relazione alle caratteristiche delle diverse lavorazioni previste (presenza e profondità degli scavi, tipologia delle lavorazioni e del cantiere da impiantare, ecc…). L’implementazione dei dati dovrebbe partire proprio dalle aree in cui sono previsti interventi di scavo, fornito dalla stazione appaltante, per valutare lo specifico rischio cui i lavori in progetto espongono il patrimonio archeologico&lt;br /&gt;
** &amp;lt;p&amp;gt;Un layer [[VRP multipolygon|'''VRP_multipolygon''']] (Carta del potenziale), sul quale l’area interessata dalle lavorazioni viene suddivisa e tematizzata a seconda del grado di potenziale archeologico - detto anche rischio assoluto - ovvero della probabilità che il sottosuolo conservi strutture o livelli stratigrafici archeologici. Questo layer costituisce la base per la realizzazione della Carta di potenziale&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px;&amp;quot;&amp;gt;Il concetto di potenziale archeologico riguarda come detto la generica potenzialità archeologica di una macroarea ed è una sua caratteristica intrinseca, quindi la sua implementazione nell’ambito della redazione della documentazione di valutazione archeologica non viene in alcun modo modificata dal progetto o dal tipo di lavorazioni previste (tali elementi entrano in gioco nella valutazione del rischio archeologico, rappresentato sulla carta descritta [[Supra|supra]]).&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
Un’area caratterizzata da un determinato potenziale archeologico può possedere coefficienti di rischio estremamente diversificati a seconda delle lavorazioni previste da uno specifico intervento. Per fare solo un esempio banale: emergenze archeologiche note, conservate in situ a una profondità di -2m., rappresentano un’area con rischio altissimo se il progetto coinvolgerebbe quote vicine a quelle della loro giacitura; se viceversa i lavori prevedono uno scavo in galleria a elevata profondità, per esempio per il passaggio della metropolitana, il rischio è minimo.&amp;lt;/div&amp;gt;&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Un gruppo &amp;lt;b&amp;gt;Ipotesi ricostruttive&amp;lt;/b&amp;gt; con due layer destinati alla rappresentazione (lineare o poligonale, a seconda del tipo di emergenze archeologiche censite) delle ricostruzioni ipotetiche di tratti/porzioni di elementi archeologici noti. I dati vanno implementati dall’interno della scheda del MOSI che descrive la struttura di cui si intende fornire la ricostruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Premessa 02.jpg|800x800px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;br&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La struttura del progetto. WMS e mappe di base==&lt;br /&gt;
Nel progetto sono precaricati alcuni layer WMS divisi in due gruppi:&lt;br /&gt;
* '''GNA''', che raccoglie i dati presenti sul [https://gna.cultura.gov.it/ '''Geoportale Nazionale dell'Archeologia''']. Tutti gli elementi sono interrogabili e restituiscono informazioni essenziali, rimandando ai siti di provenienza per maggiori dettagli:&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipoint - Siti (punti)'''&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multilinea - Siti (linee)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multilinea - Siti (linee)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer lineare&lt;br /&gt;
** '''WMS_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)'''&lt;br /&gt;
** '''R_MOSI_multipolygon - Siti (poligoni)''': eventuali ricostruzioni di parti mancanti del layer poligonale&lt;br /&gt;
** '''Censimento''': il ''Progetto Censimento'' (2002-2008) coordinato dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le Università di Roma Sapienza e di Foggia e il CNR, costituisce un repertorio basato sui principi metodologici della Carta Archeologica d’Italia; contiene notizie edite ricavate da documenti bibliografici e d’archivio.&lt;br /&gt;
** '''Catalogo ICCD''': sono pubblicati, in forma puntuale, tutti i dati dei beni immobili e mobili immobilizzati presenti sul [https://catalogo.beniculturali.it/ '''Catalogo Generale dei Beni Culturali'''], senza distinzione di epoca. I dati sono interrogabili e rimandano alla scheda completa presente nella banca dati ICCD.&lt;br /&gt;
* '''Cartografia WMS/WFS''', che raccoglie alcuni WMS di servizi messi a disposizione da altri enti/servizi:&lt;br /&gt;
** '''Vincoli paesaggistici''', dal '''[http://sitap.beniculturali.it/ SITAP]''', sistema web-gis del Ministero della Cultura, Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee finalizzato alla gestione, consultazione e condivisione delle informazioni relative alle aree vincolate ai sensi della vigente normativa in materia di tutela paesaggistica. Contiene attualmente al suo interno le perimetrazioni georiferite e le informazioni identificativo-descrittive dei vincoli paesaggistici originariamente emanati ai sensi della legge n. 77/1922 e della legge n. 1497/1939 o derivanti dalla legge n. 431/1985 (&amp;quot;Aree tutelate per legge&amp;quot;), e normativamente riconducibili alle successive disposizioni del Testo unico in materia di beni culturali e ambientali (d.lgs. n. 490/99) prima, e del D.Lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (Codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito &amp;quot;Codice&amp;quot;) poi. '''In considerazione della non esaustività della banca dati SITAP rispetto alla situazione vincolistica effettiva, della variabilità del grado di accuratezza posizionale delle delimitazioni di vincolo rappresentate nel sistema rispetto a quanto determinato da norme e provvedimenti ufficiali, nonché delle particolari problematiche relative alla corretta perimetrazione delle aree tutelate per legge, il SITAP è da considerarsi un sistema di archiviazione e rappresentazione a carattere meramente informativo e di supporto ricognitivo, attraverso il quale è possibile effettuare riscontri sullo stato della situazione vincolistica alla piccola scala e/o in via di prima approssimazione, ma a cui non può essere attribuita valenza di tipo certificativo.'''&lt;br /&gt;
** '''[https://wms.cartografia.agenziaentrate.gov.it/inspire/wms/ows01.php Catasto]''', visibile a partire dalla scala 1:10.000&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le mappe di base precaricate sono '''OSM Standard''' e '''Google Satellite'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La cartella del progetto===&lt;br /&gt;
La cartella, oltre ai due file di progetto per i quali si veda oltre, contiene &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;due sottocartelle e un file:&lt;br /&gt;
* &amp;lt;span style=&amp;quot;background:yellow&amp;quot;&amp;gt;ALLEGATI, cartella in cui sono già presenti alcune immagini predefinite da utilizzare quando non sia possibile allegare una foto&lt;br /&gt;
* NORMATIVE ICCD, che raccoglie i PDF descrittivi della struttura e delle norme di compilazione dei  MOPR e dei MOSI&lt;br /&gt;
* LEGGIMI.txt, che contiene il riassunto delle principali novità della release corrente del Template e il link al [[Pagina principale|'''Manuale operativo''']]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Alcune avvertenze==&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Si prega di leggere attentamente queste brevi note e di seguirle. Nel caso ci siano delle mancanze nelle istruzioni o delle incertezze nell'applicazione si prega di scrivere a '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''' per chiarimenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il codice personale===&lt;br /&gt;
Il codice da inserire nel campo CPR del MOPR, quando non sia disponibile un CUP, viene rilasciato da ICA a professionisti e ditte che ne facciano richiesta ed è funzionale esclusivamente a facilitare e semplificare la creazione di codici univoci per i MOPR. Inviare una mail con oggetto '''Richiesta codice univoco per MOPR''' all’indirizzo '''dg-abap.gna@cultura.gov.it''', specificando nome e cognome e indirizzo mail. È possibile richiedere il codice come professionisti e come ditte, utilizzando l’uno o l’altro a seconda del caso. La numerazione progressiva deve essere univoca rispetto al codice professionista/ente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Criticità, malfunzionamenti, richieste di integrazioni/modifiche===&lt;br /&gt;
Il singolo utente NON deve effettuare alcuna modifica alla struttura del template. Qualora riscontri problematiche quali un malfunzionamento, la presenza di valori non coerenti/errati/imprecisi o la mancanza di un lemma all’interno di un vocabolario chiuso, è pregato di segnalarlo per le vie brevi al funzionario SABAP di riferimento e contestualmente ai referenti DGABAP/ICA/ICCD, così da consentire la discussione delle proposte, la correzione degli errori e l’eventuale modifica dei vocabolari, non limitatamente alla sola versione in uso, ma estendendola a tutti gli utenti dell’applicativo. Solo in questo modo sarà possibile mantenere l’uniformità del sistema a livello nazionale e garantire la correttezza necessaria per predisporre la pubblicazione dei dati sul GNA e l’interoperabilità con ICCD e con le altre piattaforme MiC, centrali o locali.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''NB''': Sono ovviamente possibili e del tutto autonome e libere l’aggiunta di layer raster e vettoriali, il collegamento a WMS/WFS, e la modifica delle simbologie del template in uso e l’eventuale modifica dei layout di stampa, così da ottimizzarli per quanto riguarda la scala di rappresentazione e/o altre specifiche esigenze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Livello di dettaglio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il censimento in corso riguarda un '''livello minimo di descrizione'''; pertanto, per le informazioni di dettaglio sulle singole parti di un complesso non sono stati previsti campi strutturati/vocabolari, ma tali informazioni debbono essere inserite esclusivamente in descrizione.&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 90%;text-align: justify;;margin: 0 auto;autopadding: 15px&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;'''Esempio''': Le porzioni di ambienti riscaldati ascrivibili a un complesso termale saranno schedate come luogo ad uso pubblico/impianto termale se è appunto acclarata la loro appartenenza a un edificio pubblico, mentre nel caso in cui sia possibile ipotizzarne l’appartenenza ad una struttura privata saranno schedate, a seconda del caso, come insediamento/villa o struttura abitativa/domus, inserendo l’informazione relativa all’individuazione degli ambienti termali soltanto nella descrizione (DES). Nel caso, infine, in cui l’attribuzione rispettivamente a complesso termale pubblico o ambienti termali privati sia dubbia o non disponibile (ad esempio riferibile genericamente ad ambienti riscaldati, solo ipoteticamente termali) si dovrà ricorrere a indicazioni più generiche, inserendo in descrizione tutti gli elementi utili alla conoscenza del bene.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;La tipologia di documenti censiti e le fonti informative (segnalazioni, anche di vecchia data, assistenze e scavi d’emergenza di limitata estensione, ricognizioni) possono determinare casi in cui il livello di interpretazione sia piuttosto generico; ad es. una ricognizione può avere come esito l’individuazione di un’area di frammenti fittili, descritti in maniera sommaria, e di porzioni di strutture non identificabili. In tal caso l’archiviazione del ritrovamento potrà essere sinteticamente effettuata ricorrendo nel solo livello OGD al termine ''insediamento'' (se vi sono indizi che questa sia la funzione) oppure ancor più indefinitamente alla definizione ''sito non identificato.'&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I progetti, gli scavi e i ritrovamenti devono essere rappresentati come poligoni in tutti i casi in cui questo sia possibile. L’eventuale e molto probabile imprecisione nel posizionamento di dati pregressi potrà opportunamente essere esplicitata nell'apposito campo note (GEN).&amp;lt;p&amp;gt; &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda il grado di dettaglio a cui scendere nella rappresentazione grafica delle strutture (è importante riprodurre anche solo schematicamente i muri e non solo l’ingombro occupato dai ritrovamenti), si consiglia una rappresentazione non caratterizzata delle strutture/evidenze/limiti del rinvenimento schedato. La vettorializzazione, per quanto schematica, deve rendere conto con esattezza delle dimensioni e della consistenza dei resti e soprattutto della possibilità che essi proseguano oltre l’area indagata, ma non deve essere appesantita da caratterizzazioni che non sarebbero comunque apprezzabili a una scala topografica. Semplificando, si può dire che è necessario ragionare a una scala di consultazione non inferiore a 1:1000/1:500.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I rinvenimenti puntuali, come un tesoretto, un cippo, una statua, ecc., sono invece da trattare sempre come punti, così come i rinvenimenti di cui non si conosce precisamente la dimensione o la forma (per esempio una tomba di cui non si ha documentazione precisa, ma solo notizia). Inoltre, nell’ambito della redazione del documento di valutazione, a seconda della distanza dalle opere in progetto, del grado di dettaglio della documentazione di partenza e del tipo di emergenza archeologica individuata, è sempre ammessa la rappresentazione puntuale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il layer multilineare è pensato per accogliere dati come le tracce della centuriazione, eventuali anomalie lineari, la ricostruzione ipotetica di assi viari ecc., ma non per rappresentare ad esempio un acquedotto o un tratto di basolato stradale, che sono poligoni e vanno trattati come tali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dati negativi e assenza di ritrovamenti===&lt;br /&gt;
Il template, date le sue finalità specificamente connesse con lo svolgimento di attività di tutela, deve essere utilizzato anche per registrare interventi di scavo o ricognizioni con esito negativo. L’assenza di ritrovamenti viene connotata innanzitutto a livello di definizione inserendo OGD = &amp;lt;i&amp;gt;area priva di tracce archeologiche&amp;lt;/i&amp;gt; e, soprattutto nel caso di ricognizioni territoriali, registrando l’assenza di ritrovamenti di materiale mobile. Nel caso di più saggi fatti in una stessa occasione e alla stessa profondità, tutti con esito negativo, sarà possibile raggrupparli in un unico MOSI. Qualora si registri un intervento di scavo con esito negativo nel layer DSC_multipolygon, sarà necessario compilare un MOSI che descriva comunque l’attività svolta e che riporti l’informazione relativa alla quota di fine scavo raggiunta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Indicazioni redazionali===&lt;br /&gt;
Si prega di osservare scrupolosamente alcune regole sintattiche nella redazione delle schede:&lt;br /&gt;
* nel caso si debbano inserire più occorrenze in un campo indicato come ripetitivo sui manuali, i dati vanno riportati in sequenza separati da punto e virgola e spazio. Esempi:&lt;br /&gt;
** ECM = SABAP-MI; SABAP-MB&lt;br /&gt;
** CMC = Verdi, Luigi; Rossi, Ludovica; Bianchi, Elia&lt;br /&gt;
* le date in buona parte vengono compilate automaticamente, ma la sintassi delle date complete è anno/mese/giorno (yyyy/MM/dd)&lt;br /&gt;
* i nomi vanno scritti sempre Cognome, Nome&lt;br /&gt;
* nel caso sia necessario riportare il codice di catalogo di un bene già presente su SIGECweb (si prega di effettuare sempre il controllo) l’NCT va riportato completo, senza spazi o segni di interpunzione, di codice regione (NCTR) + codice identificativo (NCTN). Es.: 0500089478, 1600005847&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Prima di cominciare==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una nota su QGIS===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style:&amp;quot;text-align: justify;&amp;quot;&amp;gt;Il progetto è pensato per lavorare sempre con l’ultima versione stabile (LTR) che è attualmente '''[https://www.qgis.org/it/site/forusers/download.html# QGIS 3.28 Firenze]'''. Si consiglia di tenere sotto controllo il rilascio di nuove versioni LTR, facendo attenzione ai messaggi che il team di QGIS invia regolarmente all’avvio di un progetto. Non è necessario aggiornarsi sempre all’ultima versione, ma è conveniente essere allineati per evitare problemi di visualizzazione (mentre non c’è comunque nessun problema con i dati).&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per dettagli su alcune funzioni specifiche utili alla compilazione del progetto si rimanda al capitolo '''[[Brevi note su QGIS]]'''.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I campi della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I dati alfanumerici legati al posizionamento sulla mappa derivano dalle attività di aggiornamento e revisioni delle Basi Territoriali realizzate per i censimenti generali del 2011 e delle variazioni territoriali intercensuarie rilasciate dall’ISTAT. La versione precaricata sul Template è quella aggiornata al 1 gennaio 2023.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Nel caso di geometrie poligonali che siano a cavallo tra più comuni il sistema inserisce un comune solo, però è possibile scegliere la voce localizzazione sovracomunale in GEL. In tal modo sarà possibile in fase di sistemazione dei dati, ricomporre le stringhe con i nomi anche degli altri comuni.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I campi della localizzazione che, fino al livello del comune, si autocompilano all’inserimento della geometria e si aggiornano in caso di spostamento della geometria. Sono modificabili in situazioni particolari per le quali si rimanda a [[Prima_di_iniziare#Modificare_i_dati_della_localizzazione|'''questa pagina''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''' Si ricorda comunque che che per qualunque discrepanza o incongruità tra la parte geografica e quella testuale fa fede il posizionamento su mappa dell’entità rappresentata e che, anche in caso di errata compilazione automatica del campo LCC, in sede di pubblicazione dei dati l’informazione sarà gestita correttamente (come avviene nel caso di aree/siti che ricadono in più comuni).'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====La georeferenziazione====&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione obbligatoria di GPBB (Base cartografica di riferimento) è basata su un [[Vocabolario GPBB|'''sintetico vocabolario''']] che è possibile dettagliare nel campo GEN (Note), inserendo ad esempio l’anno della cartografia utilizzata o altre indicazioni utili a una migliore descrizione. Il campo GEL (Tipo di localizzazione) è precompilato, ma modificabile nel caso si tratti di georiferire un poligono che comprende più comuni o che delimiti una porzione di acque. Nel campo GEN (Note) è anche possibile inserire informazioni aggiuntive rispetto ad eventuali criticità o commenti da fare sulla georeferenziazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Le localizzazioni nello spazio marittimo====&lt;br /&gt;
''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La perimetrazione della fascia entro le 12 miglia dalla costa e di quella entro le 24 miglia sono state acquisite da: Flanders Marine Institute (2023): MarineRegions.org, in particolare: Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/387 '''Territorial Seas (12NM)'''], version 3 e  Flanders Marine Institute (2019). Maritime Boundaries Geodatabase: [https://doi.org/10.14284/384 '''Territorial Seas (24NM)'''], version 3.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria nelle zone 12 e 24 miglia il sistema compila i campi LCR (Regione) e LCP (Provincia), mentre il campo LCC (Comune) viene valorizzato sempre con il termine ''nd'', poiché le fasce 12 e 24 miglia non riportano le suddivisioni amministrative: per assegnare in modo fittizio una competenza amministrativa in mare, sono state ricostruite per l'occasione le zone in mare solo fino al livello amministrativo provinciale. Per il livello comunale invece, senza l'ausilio di dati ufficiali (di difficile reperimento), non è stato possibile ricostruire le diverse competenze. Nel caso, al momento della compilazione dei dati di una determinata geometria, fosse possibile ricavare anche l'informazione della competenza a livello comunale, invitiamo a riportarla nel campo note GEN.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Modificare i dati della localizzazione===&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;All'inserimento di una geometria il sistema propone automaticamente la compilazione dei campi Regione, Provincia, Comune, la cui identificazione è legata all'intersezione dei layer con la geometria appena disegnata. I campi sono comunque modificabili nel caso la funzione di intersezione abbia dato un risultato non corretto (può capitare con geometrie a ridosso di confini comunali molto frastagliati) o si stia lavorando su un'area che comprende più comuni (o province o regioni) e si voglia scegliere quella ritenuta principale. In fase di stampa sarà possible aggiungere nel layout anche tutte le altre unità amministrative.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Tutti i dati vengono comunque ricalcolati al momento dell'ingresso in GNA, dove saranno visibili anche le localizzazioni multiple.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I sistemi di riferimento: alcune osservazioni e qualche errore da non fare===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;''a cura di Francesco Marucci''&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Come '''Datum''' del sistema di riferimento è stato scelto il '''WGS84''', per avere una perfetta sovrapposizione con le cartografie di base più diffuse e più utili nel disegno delle geometrie necessarie al GNA (primi fra tutti i diversi strati di OSM), ma anche le foto satellitari, come Bing e Google.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda i dati è stato scelto l'SR WGS84 geografico Lat Lon ('''EPSG:4326'''), in modo da superare il problema del doppio fuso dell'Italia, che come sappiamo in gran parte è divisa tra i fusi 32 e 33. L'SR del progetto è invece WGS84 Pseudo Mercator per avere una sovrapposizione perfetta (senza quindi riproiezioni che ne distorcano i contenuti, essendo raster) delle basi cartografiche, che sono espresse solamente nell'SR 3857 appunto.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Per quanto riguarda il problema delle misurazioni e distanze, fortunatamente abbiamo a disposizione un software GIS completo che risolve questa questione permettendo di configurare a livello di progetto il parametro dell'ellissoide per i calcoli di distanza e area (WGS84 EPSG:7030). Per evitare errori nelle misurazioni assicurarsi quindi di aver settato le proprietà del progetto nel modo seguente: &lt;br /&gt;
Progetto &amp;gt; Proprietà &amp;gt; Generale &amp;gt; ''Misure: Ellissoide=WGS84 (EPSG:7030)'' e ''Mostra coordinate in uso=Unità mappa (metri)''&lt;br /&gt;
[[File:Ellissoide.png|1200x1200px|senza_cornice|centro]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scelta del sistema di riferimento dei dati e del progetto fatta verso il Datum WGS84, sottintende che il caricamento all'interno del progetto Template di layer geografici (sia vettoriali sia raster) espressi in un qualsiasi sistema di riferimento basato su &amp;quot;altro&amp;quot; Datum (come ad esempio Roma40 o ED50 o ETRS89 o RDN2008) venga sottoposto a una trasformazione di coordinate effettuata applicando algoritmi locali dedicati poiché le trasformazioni generiche &amp;quot;to_wgs84&amp;quot; a 7 parametri producono degli errori che possono anche a 2 metri&lt;br /&gt;
le generiche comunque arrivare. È necessaria quindi l'applicazione di algoritmi di trasformazione basata sui '''grigliati NTv2''', gli unici in grado di ridurre gli errori a livello di centimetri.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;I grigliati NTv2 ufficiali in Italia sono prodotti da IGM, ma non sono forniti con licenza Open, se non per la PA; alcune Regioni hanno prodotto dei grigliati NTv2 locali che sono utilizzabili gratuitamente (ad esempio Regione Emilia-Romagna e Regione Toscana). Il [http://www.pcn.minambiente.it/mattm/conversione-coordinate/ '''Portale Cartografico Nazionale'''] offre un servizio di conversione on-line del formato ESRI Shapefile.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;'''Rimangono quindi a carico dei singoli utenti il corretto caricamento, la trasformazione e l'utilizzo come base di riferimento nel Template di layer che non siano espressi nativamente in WGS84.'''&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Compilare_il_MOPR&amp;diff=593</id>
		<title>Compilare il MOPR</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://gna.cultura.gov.it/wiki/index.php?title=Compilare_il_MOPR&amp;diff=593"/>
		<updated>2023-05-11T15:38:11Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Valeria Boi: /* Principale */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;== Il Modulo di Progetto (MOPR e MOPR GENERICO) ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: justify&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;p&amp;gt;Il '''MOPR''' (Modulo di Progetto) è pensato per essere applicato in molteplici attività di raccolta dati. Nella sua forma più completa (MOPR) serve a guidare la compilazione del documento di valutazione e a produrre il catalogo dei siti, la carta del potenziale, la carta dell’uso del suolo e la carta del rischio, mentre la versione MOPR GENERICO, con minori obbligatorietà, serve in tutti gli altri casi.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La compilazione parte dal disegno sulla mappa del perimetro di una geometria che deve comprendere tutta l’area all’interno della quale è stato effettuato il censimento, sia che si tratti dello studio previsto dall’art. 25, c.1, D. Lgs 50/2016, sia che si tratti di altre raccolte di dati.&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il salvataggio della geometria (con il pulsante destro del mouse) attiva l’apertura di una maschera in cui sono raccolte le diverse informazioni suddivise in pagine navigabili dai tab posti nella parte superiore della scheda. Tutti i campi obbligatori, necessari al salvataggio e alla chiusura della scheda, hanno il titolo in rosso, sono contrassegnati da un asterisco e sono evidenziati da un colore di fondo arancio. Alcuni campi obbligatori sono precompilati e possono essere modificabili (ad esempio AMA – Ambito di applicazione o GEL – Tipo di localizzazione) o bloccati e non visibili (ad esempio AMB – Ambito di tutela del MiC).&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Il modulo che si apre all’inserimento della geometria permette di descrivere l’opera in progetto e l’area presa in esame per lo studio in tutte le loro parti, sia come dati intrinsechi della scheda che come dati inseriti nel layer collegati (''MOSI'', ''RCG'', ''DSC'', ''VRP'', ''VRD'').&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Principale =&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: left&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Identificazione'''||  ||  ||  ||  || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || EMC || ||Enti MiC coinvolti|| 25 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt; Inserire la sigla dell'Ente MiC secondo la denominazione ufficiale (SABAP-FG, SABAP-Lazio, SABAP-VE-Met, etc); nel caso nel progetto siano coinvolti più Enti MiC separare le diverse occorrenze con un punto e virgola e un spazio (; )&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || ERP || ||Ente responsabile del progetto|| 250 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;nel caso nel progetto siano coinvolti più Enti responsabili separare le diverse occorrenze con un punto e virgola e un spazio (; ). '''Il campo è facoltativo in caso di compilazione di MOPR GENERICO'''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CPR || ||Codice progetto|| 150 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo CPR va compilato con il CUP (nel caso sia disponibile ) oppure va costruito nel seguente modo:&lt;br /&gt;
* acronimo dell’ente + anno + [[Il_progetto#Il_codice_personale|'''codice professionista/ditta''']] + numero progressivo (Es. SABAP-FI_2022_00020-MS_000043)&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;nel caso con un unico CUP si identifichino molteplici interventi si consiglia di compilare un MOPR per ogni singolo intervento, creando dei CPR costruiti con CUP_numero progressivo oppure inserendo i codici creati come indicato e riportando il CUP nelle note&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || AMA ||  ||Ambito di applicazione|| 50 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;permette di scegliere, da un [[Vocabolario AMA|'''menu a tendina''']], l'ambito di applicazione della tutela del MiC al quale si riferisce il progetto.&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || OGN ||  ||Denominazione || 500 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;va compilato con il nome del progetto. Si raccomanda però l'uso di denominazioni il più possibile sintetiche, abbreviando nel caso di nomi troppo lunghi&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || OGM ||  ||Modalità di individuazione || 250 || sì || sì||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo è gestito da un [[Vocabolario OGM|'''vocabolario''']] che permette la scelta multipla&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Localizzazione'''||  ||  ||  ||  || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || LCR || ||Regione || 25 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila all'inserimento della geometria, sulla base del [https://www.istat.it/it/archivio/222527 '''layer ISTAT'''] aggiornato all'anno in corso&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || LCP ||  ||Provincia || 2 || sì || sì||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila all'inserimento della geometria, sulla base del [https://www.istat.it/it/archivio/222527 '''layer ISTAT'''] aggiornato all'anno in corso&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || LCC ||  ||Comune || 100 || sì || sì||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;si autocompila all'inserimento della geometria, sulla base del [https://www.istat.it/it/archivio/222527 '''layer ISTAT'''] aggiornato all'anno in corso&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Georeferenziazione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| || GEL ||  ||Tipo di localizzazione || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un menu a tendina, permette di precisare il tipo di localizzazione sulla base di tre occorrenze: &lt;br /&gt;
* ''localizzazione fisica'' (predefinito, ma modificabile) &lt;br /&gt;
* ''localizzazione sovracomunale'', da utilizzare quando una geometria poligonale o lineare si trova a a cavallo tra più comuni. Poiché il sistema inserisce un comune solo è possibile così dare conto di una situazione più complessa; i nomi di tutti i comuni trovano posto nel campo note GEN&lt;br /&gt;
* ''localizzazione sommersa'', da utilizzare per i siti interamente sommersi&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GPT ||  ||Tecnica di georeferenziazione || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo è obbligatorio e può essere valorizzato scegliendo da un [[GPT|'''menu a tendina''']] le modalità con cui è stata effettuata la georeferenziazione, poiché hanno effetto diretto sul grado di precisione del dato&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GPM ||  ||Grado di precisione del posizionamento|| 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un menu a tendina, serve a descrivere il livello di attendibilità che è possibile attribuire alla geometria inserita sulla base di tre occorrenze:&lt;br /&gt;
* ''posizionamento esatto'', in linea di massima da utilizzare soprattutto per i poligoni, dovrebbe avere un grado di errore trascurabile ai fini della tutela&lt;br /&gt;
* ''posizionamento approssimato''&lt;br /&gt;
* ''posizionamento con rappresentazione simbolica'', da utilizzare quando si faccia riferimento a vecchie notizie o ad altre indicazioni molto generiche e localizzabili solo in maniera estremamente vaga&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  ||  || GPBB ||Base cartografica di riferimento|| 500 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;gestito da un [[GPBB|'''menu a tendina''']], permette di descrivere la base cartografica utilizzata grazie a un sintetico vocabolario che accorpa per similitudine di scala (ad esempio CTR o CTC o IGM)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || GEN ||  ||Note al posizionamento|| 2000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;in questo campo possono essere inserite tutte le note che riguardano la georeferenziazione e che possono aiutare a individuare correttamente sul terreno l'oggetto della scheda&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;inserire qui anche i dettagli utili a definire meglio la base cartografica, come ad esempio:&lt;br /&gt;
* GPBB = ''Carta Tecnica Comunale (CTC)''&lt;br /&gt;
* GEN = ''Comune di Gubbio 2015)''&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
= Dati progetto =&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;text-align: left&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''L'opera in progetto'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CTG ||  ||Categoria opera || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo è gestito da un [[Vocabolario CTG-OGT|'''vocabolario strutturato su due livelli''']]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || OGT ||  ||Tipo opera || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo è gestito da un [[Vocabolario CTG-OGT|'''vocabolario strutturato su due livelli''']]&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || OGF ||  ||Fase di progetto || 100 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare la fase di progetto sulla base di due occorrenze:&lt;br /&gt;
* ''definitivo''&lt;br /&gt;
* ''fattibilità''&lt;br /&gt;
'''il campo è assente in caso di compilazione di MOPR GENERICO'''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || DRL ||  ||Data della relazione archeologica || 10 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;la data della relazione archeologica coincide con la chiusura della redazione del documento&lt;br /&gt;
'''il campo è assente in caso di compilazione di MOPR GENERICO'''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || DES || ||Descrizione || 10000 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;la compilazione del campo è obbligatoria e deve fare riferimento al disegno di progetto caricato nel Template. È quindi necessario ottenere dall’Ente responsabile del progetto (ERP) il file vettoriale georiferito con il disegno del progetto e delle aree che si prevede saranno oggetto di scavo. È possibile caricare direttamente nel Template file in formato SHP (o altro formato come geoJSON, GPKG ecc.), ma anche file in formato [[Brevi_note_su_QGIS#Caricare_un_DWG/DXF|'''DWG''']].&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;il campo DES può contenere fino a 10000 caratteri (spazi compresi) ed è possibile nella compilazione fare riferimento a figure (tavole, immagini ecc.) che possono essere inserite in fase di stampa del MOPR. Poiché nella stampa non è possibile ottenere lo scorrimento del testo nel caso sia troppo lungo per il layout di stampa, è necessario usare un piccolo accorgimento nella compilazione. Il box riservato al campo DES nel layout di stampa permette di inserire due colonne da 5000 caratteri l’una. Al superamento di questa soglia è necessario inserire delle istruzioni [[Istruzioni HTML|'''HTML''']], del cui numero di caratteri bisogna tenere conto nel conteggio totale&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;in caso di compilazione di MOPR GENERICO descrivere comunque brevemente il progetto&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Bibliografia e certificazione dei dati'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Bibliografia'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || BIBR ||Abbreviazione || 100 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire le eventuali abbreviazioni (autore+anno) relative all’intero documento di valutazione. Le diverse occorrenze vanno inserire separandole con un punto e virgola seguito da uno spazio (; )&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || BIBM ||Riferimento bibliografico completo|| 1000 ||  ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire la bibliografia necessaria, separando le ripetitività con un punto e virgola e uno spazio (;+spazio). Si raccomanda di seguire le [http://www.iccd.beniculturali.it/getFile.php?id=6341 '''norme di compilazione'''] (Appendice IV, p. 167) previste per le schede in SiGECweb, di non scrivere i nomi e/o i titoli tutti in maiuscolo e in particolare di indicare gli autori con ''cognome, nome'' e usare per le riviste le abbreviazioni bibliografiche del [https://www.dainst.org/documents/10180/70593/02_Abbreviations+for+Journals_quer.pdf/a82958d5-e5e9-4696-8e1b-c53b5954f52a '''Deutsche Archäologisches Institut Rom (DAI)''']. Nel caso di riviste a diffusione locale non inserite nell'elenco riportare la denominazione per estesi. Nella trattazione di siti molto noti, con vasta bibliografia, scegliere i testi principali, i più autorevoli o quelli che comunque si ritengono più utili, senza puntare a una impossibile esaustività &lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''Compilazione'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CMA || ||Anno di redazione|| 4|| sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || FUR || ||Funzionario responsabile|| 250 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CMC || ||Responsabile della redazione del modulo|| 250 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CMR || ||Responsabile dei contenuti|| 250 || sì || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || ADP || ||Profilo di accesso ai dati|| 1 || sì || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  '''Altri codici'''||  ||  ||  ||  || || ||&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || ACCE ||Ente/Soggetto responsabile|| 250 || ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || ACCC ||Codice identificativo|| 150 || || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|- &lt;br /&gt;
|  || || ACCS ||Note|| 2000 || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
| '''Descrizione'''||  ||  ||  ||  || || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;compilare i campi cercando di suddividere le informazioni che normalmente vengono inserite nella relazione del documento di valutazione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CAE || ||Geomorfologia|| 5000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CAS || ||Caratteri ambientali storici|| 10000 ||  ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CAA || ||Caratteri ambientali attuali|| 10000 ||  ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CAV || ||Sintesi storico archeologica|| 10000 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CAN || ||Note|| 2000 ||  ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Inserire i dati nei layer collegati==&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;'''ATTENZIONE''': prima di inserire geometrie nei layer collegati è necessario salvare la scheda MOPR compilata in tutte le parti obbligatorie (cliccando semplicemente il tasto OK che diventa attivo solo dopo la compilazione di tutti i campi MOPR obbligatori).&amp;lt;/div&amp;gt; &lt;br /&gt;
&amp;lt;P&amp;gt;I tab successivi permettono di accedere all’inserimento delle geometrie delle singole emergenze archeologiche (MOSI), della ricognizione (RCG), di scavo (DSC), del potenziale archeologico (VRP) e, in caso di documento di valutazione, delle aree sottoposte a valutazione del rischio (VRD) direttamente dalla scheda del progetto, in modo da imporre l’autocompilazione dei dati comuni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Ricognizione===&lt;br /&gt;
ATTENZIONE: Il sistema propone un codice identificativo univoco automatico (UUID). Il campo è modificabile, ma la modifica va fatta esclusivamente nel caso la ricognizione in oggetto abbia già un authority file in SIGECweb. In tal caso è possibile modificare RCGH inserendo lo stesso codice presente in SIGECweb, ma in questo caso è obbligatorio sostituire anche RCGJ=GNA con RCGJ=codice dell’ente schedatore in SIGECweb. In tutti gli altri casi accettare i valori proposti dal sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il layer, multipoligonale, è destinato a raccogliere i dati generali della campagna di ricognizione realizzata per la redazione del documento di valutazione ed è strettamente legato al disegno delle geometrie di dettaglio del survey per la composizione della carta dell’uso del suolo. Il layer è anche funzionale all’uso come Authority file in SIGECweb nel caso si registrino informazioni sui materiali raccolti durante il survey con i moduli per l’inventariazione ([http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/156/minp-modulo-per-l-inventariazione-patrimoniale-4_00 '''MINP''']/[http://www.iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/234/minv-modulo-per-l-inventariazione-4_01 '''MINV''']). Dal momento che nella carta dell’uso del suolo è importate registrare lo stato dell’intera area presa in esame per il documento di valutazione, di fatto spesso la geometria sarà coincidente con quella del MOPR.&lt;br /&gt;
Inserendo la geometria della ricognizione dall’interno della scheda del progetto (MOPR) parte dei campi obbligatori risulterà già compilata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;div style=&amp;quot;width: 81%; text-align: justify; background: #71aa9440; border: 2px solid #c0504d; margin: 0 auto; padding:15px; font-size:1.1em;&amp;quot;&amp;gt;Prima di passare al disegno delle geometrie di dettaglio è necessario compilare e salvare la scheda RCG (un record per ogni MOPR), che identifica la campagna di ricognizione. '''Si raccomanda di NON inserire le parti di dettaglio dall’interno della scheda di progetto ma di riaprire il record dal layer RCG'''; si tratta di un problema di QGIS che è stato risolto nell'ultima release, ma non ancora nella LTR.&amp;lt;/div&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Scavo===&lt;br /&gt;
ATTENZIONE: Il sistema propone un codice identificativo univoco automatico (UUID). Il campo è modificabile, ma la modifica va fatta esclusivamente nel caso la ricognizione in oggetto abbia già un authority file in SIGECweb. In tal caso è possibile modificare DSCH inserendo lo stesso codice presente in SIGECweb, ma in questo caso è obbligatorio inserire il codice dell’ente schedatore in SIGECweb nel campo DSCF. In tutti gli altri casi accettare i valori proposti dal sistema.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===MOSI===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;Le geometrie delle emergenze archeologiche devono essere inserite dall’interno della scheda del progetto in modo da ottenere il collegamento automatico al progetto stesso e l’autocompilazione dei campi comuni. Per la compilazione si veda il [[Compilare il MOSI|'''capitolo dedicato''']].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===VRP - Carta del potenziale===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scheda permette di inserire i dati relativi a zone, delimitate all’interno dell’area oggetto dello studio, per le quali si forniscono informazioni relative al potenziale archeologico. Il layer è multipoligonale e permette quindi di inserire più poligoni con gli stessi attributi in un unico record (ad esempio tutte le aree in cui si individua un determinato livello di potenziale, con motivazioni simili o assimilabili). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CPR_MOPR || ||Codice progetto || 150 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo si valorizza automaticamente con il codice del progetto&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRPR ||Identificativo area|| 250 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire una codifica per le diverse aree di potenziale. Il layer è multipoligonale e permette di inserire in uno stesso record più geometrie con gli stessi attributi&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRPS ||Potenziale - sintesi|| 100 || || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;scegliere tra le voci proposte quella che serve a descrivere la valutazione del potenziale, sulla base di cinque lemmi:&lt;br /&gt;
* ''potenziale alto''&lt;br /&gt;
* ''potenziale medio''&lt;br /&gt;
* ''potenziale basso''&lt;br /&gt;
* ''potenziale nullo''&lt;br /&gt;
* ''potenziale non valutabile''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRPV ||Valutazione nell'ambito del contesto|| 5000 || ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;indicare in maniera discorsiva quali sono gli elementi che hanno portato all’attribuzione del valore del campo precedente VRPS, anche rimandando a caratteristiche, interpretazione e stato di conservazione degli elementi di interesse archeologico schedati all’interno delle medesime aree (MOSI)&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===VRD - Carta del rischio===&lt;br /&gt;
&amp;lt;p&amp;gt;La scheda, che permette di inserire i dati relativi alle zone di rischio (tutte le aree in cui sono previsti interventi di scavo), è attiva solo per la versione del MOPR dedicata alla redazione del documento di valutazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
{| class=&amp;quot;wikitable&amp;quot; style=&amp;quot;margin:auto&amp;quot;&lt;br /&gt;
! Paragrafo !! Campo !! Sottocampo !! Definizione !! Caratteri !! Obbligatorietà !! Vocabolario !! Descrizione&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || CPR_MOPR || ||Codice progetto || 150 || sì ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;il campo si valorizza automaticamente con il codice del progetto&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRDR ||Riferimento || 250 ||  || ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;inserire una codifica per le diverse aree di rischio. Il layer è multipoligonale e permette di inserire in uno stesso record più geometrie con gli stessi attributi (ad esempio tutte le aree in cui si individua un rischio medio con motivazioni simili o assimilabili)&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRDS ||Rischio - sintesi|| 100 || || sì ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;scegliere tra le voci proposte quella che serve a descrivere il grado di rischio, sulla base di quattro lemmi:&lt;br /&gt;
* ''rischio alto''&lt;br /&gt;
* ''rischio medio''&lt;br /&gt;
* ''rischio basso''&lt;br /&gt;
* ''rischio nullo''&lt;br /&gt;
|-&lt;br /&gt;
|  || || VRDN ||Note|| 2000 || ||  ||&amp;lt;div style=&amp;quot;font-size: 0.8em&amp;quot;&amp;gt;è possibile compilare il campo in maniera discorsiva con tutte le informazioni aggiuntive necessarie&lt;br /&gt;
|}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[#top|Torna su]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Valeria Boi</name></author>
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